Utente 254XXX
Buongiorno.
Sono stato sottoposto a intervento di ernia inguinale sx il 26/04/2012, intervento di tipo tradizionale con posizionamento di protesi convenzionale (almeno credo, ma per avere la certezza sono in attesa di copia della cartella clinica). Il decorso durante la prima settimana è stato abbastanza regolare, sono rimasto completamente a riposo senza sottopormi ad alcun tipo di sforzo fisico. Verso la fine della seconda settimana ho iniziato a notare un peggioramento delle condizioni caratterizzato da comparsa di fitte dolorose all’inguine, sopra la ferita perfettamente rimarginata, e all’interno verso il pene, caratterizzato da sensazioni di puntura e di forte bruciore che si intensificavano stando un po’ in piedi e dopo aver fatto pochi passi trasformandosi poi in dolore che non mi permetteva di rimanere più in piedi, costringendomi a rimanere seduto più a lungo possibile. La situazione è andata peggiorando quando sono tornato in ufficio, dopo 4 settimane dall’intervento, tentando di riprendere una vita normale (sono impiegato e per fortuna sto quasi sempre seduto, ma per arrivare in ufficio devo comunque camminare un po’). Ho resistito una settimana, ma il dolore è andato sempre aumentando e sono dovuto rimanere nuovamente a casa. Dopo 40 giorni dall’intervento la situazione è la seguente: aumento dei problemi come sopra descritti, che di fatto mi costringono a rimanere quasi sempre seduto. Ho praticato fino ad oggi la seguente terapia senza alcun beneficio: antidolorifici (naprossene) e iniezioni di Bentelan da 4 mg per 3 gg. Sto trovando leggeri benefici con crioterapia (borsa del ghiaccio sulla parte per 20 minuti ogni 2 ore), ma non so se effettivamente fa bene o potrebbe peggiorare la situazione e sto assumendo un farmaco neurotrofico (Cianocobalamina – Vit. B12). Ho fatto TAC e ecografia dalle quali non risultano segni di recidiva di ernia o spostamento della protesi o eventuali segni di infezioni, ma un forte stato edematoso dei tessuti coinvolti, sempre a distanza di 40 gg. dall’intervento . Secondo l’ecografista, una possibile diagnosi potrebbe essere quella di un coinvolgimento o lesione dei nervi che attraversano la regione inguinale o il loro intrappolamento nella reazione cicatriziale sollecitata dalla protesi. Sono tornato dal chirurgo che ha praticato l’intervento il quale (addirittura) non è riuscito a ipotizzare alcuna causa dei sintomi descritti, proponendomi di eseguire infiltrazioni locali di cortisone e anestetico. Allo stato sono abbastanza disperato perché vivo uno stato di invalidità spero temporanea. Vorrei un consiglio sulla terapia da intraprendere e, dato che ho pensato di prendere un altro parere, vi chiederei di volermi suggerire uno specialista del settore che possa risolvere il mio problema. Io vivo a Reggio Calabria, ma sono disposto a spostarmi da qualsiasi parte pur di riuscire a risolvere il problema in tempi brevi. Vi ringrazio anticipatamente dei consigli che vorrete fornirmi.

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Favara
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CANTU' (CO)
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Tutto possibile e verosimile e direi tutto fatto in modo corretto e condivisibile.In genere col passare del tempo il problema scompare, in caso contrario puo' essere necessaria una revisione chirurgica.Io aspettereri ancora un po'.Auguri!
[#2] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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LECCE (LE)
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Gentile utente, il fastidio che lei riferisce, è ampiamente documentato nelle casistiche più importanti dei chirurghi che eseguono ernioplastiche. Condivido la possibile natura della sofferenza nervosa, ma se esiste ancora edema, ritengo che occorra ancora un pò di tempo per valutare la reale entità dell'esito dell'intervento chirurgico e valga ancora la pena di gestire la complicanza conservativamente. Sul Centro di riferimento italiano può documentarsi su internet, perchè come comprenderà noi non possiamo segnalarle nè un Reparto, nè un professionista.
Cordiali saluti.
[#3] dopo  
Utente 254XXX

Iscritto dal 2012
Ringrazio il Dott. Favara e il Dott. Sforza per i consigli forniti.
Cordiali saluti.
[#4] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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LECCE (LE)
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Di nulla e Auguri.