Utente 148XXX
Salve scrivo per un problema che ha mio padre, un anno fa ha subito un' operazione (adenocarcinoma allo stomaco- durata 8 ore) 8 mesi fa ha iniziato ad accusare un fastidio alla mandibola e durante uno sbadiglio ha sentito un rumore e un forte dolore. Adesso sono 8 mesi che ha dolore continuo , notte e giorno alla mandibola, abbiamo fatto le radiografie alla mandibola (aperta e chiusa) e tutto è nella norma , abbiamo fatto la tac e tutto sembra ok, abbiamo fatto la risonanza magnetica che ha evidenziato la rottura del cuscinetto di cartilagine che separa la mandibola dal craneo. Siamo andati da molti dentisti e non sapevano darci risposta, l'odontoiatra non ha capito nulla, il chirurgo maxillo facciale ha detto che sarebbe passato da solo, finalmente siamo arrivati dallo gnatologo che dopo una serie di accurati controlli manuali ha visto che le ossa sono apposto e che la muscolatura risponde bene ed ha appunto notato chevi è la rottura del cuscinetto di cartilagine che separa la mandibola dal craneo, quindi l'osso del craneo e della mandibola si toccano, inoltre ci ha anche detto che sicuramente la rottura è stata causata per metà dalle manovre di intubazione per l'operazione e per metà dallo sbadiglio. Ci ha detto anche che l'unico modo per far ritornare la situazione normale è quella di allenare la mandibola con una serie di esercizi che mio padre deve fare da solo e che il medico stesso gli ha spiegato. Ha iniziato a fare la terapia da una settimana circa , penso che sia ancora poco, ma il dolore continua ancora imperterrito sia di giorno che di notte. Voi cosa ne pensate? avete avuto a che fare con casi simili? la cura è quella giusta? viprego consigliateci qualcosa .

Distinti saluti.

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Dr. Carmine Taglialatela Scafati
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In genere la rottura del menisco articolare avviene per problemi cronici di cattiva occlusione di origine dentaria o scheletrica fcciale. In altri casi entrano in gioco fattori intrinseci all'articolazione, dipendenti da episodi infiammatori acuti e cronici (artriti-capsuliti) o traumi. La terapia dipende appunto dalla causa. Nel primo caso, si effettua un trattamento gnatologico, ortodontico protesico e/o chirurgico ortognatico; nel secondo caso il trattamento può essere medico, fisioterapico o in estrema analisi artroscopico o chirurgico. Sarebbe, importante capire la causa della sua patologia. L'intubazione per fini anestesiologici, con l'apertura forzata della bocca in fase iniziale, ha potuto slatentizzare una patologia preesistente: probabilmente, suo padre già non aveva una buona apetura della bocca, perchè affetto da una seconda classe dento-scheletrica.