Utente 236XXX
gentilissimi dottori,
ho da fare una domanda circa una terapia che mi ha lasciato piuttosto perplesso:
ad un paziente affetto da rene policistico (di cui solo 1 dei 2 reni funzionante) che si presenta al pronto soccorso per dolori renali acuti (una colica renale) somministrereste la seguente terapia (tenendo conto del fatto che i reni del paziente non sono funzionanti al cento per cento e che già 4 anni era stato ricoverato per insufficienza renale)?
La terapia è la seguente: PERFALGAN 1 GRAMMO EV; TORA DOL 30 1 F +URBASON 40 mg 1F + PANTORC 1F IN 100 CC DI FISIOLOGICA.

Il paziente subito dopo la somministrazione di questi farmaci si è subito sentito bene 8i dolori sono scomparsi).... Ma come si potrebbe rendere conto del fatto che il suo rene stia funzionando oppure sta rischiando di ri-andare in insufficienza renale? Quei farmaci hanno solo calmato il dolore o hanno fatto si che il rene abbia ripreso a funzionare? Sono perplesso dl fatto che il paziente è stato dimesso subito dopo la sommisisrazione di questi farmaci, senza verificare il suo livello di creatinina etc, indice della funzionalità del rene?

Mi dispiace per come è stata formulata la domanda, attendo una vostra risposta.
Cordiali saluti

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Dr. Maurizio Cecchini
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Quando un paziente ha una ridotta funzione emuntoria renale e' opportuno ridurre al minimi indispensabile l'impiego dei FANS (antiinfiammatori non steroidei) come Aulin, Voltaren, Toradol, etc.. questo perche' tali farmaci provocano una ridotta perfusione renale, ovviamente transitoria. Stessse precauzioni con farmaci apparentemente innocui ma nefrotossici quali alcuni antibiotici e perfino diuretici.
L' impiego "una tantum" non crea solitamente alcun problema, purche' il paziente venga idratato copiosamente.
Arrivederci
cecchini
www.cecchinicuore.org