Utente 115XXX
Buonasera,
Pongo un quesito in merito alla terapia in corso e ad eventuale interazione con altri farmaci relativo alla situazione di mio papá, 83 anni, con aritmia da fibrillazione atriale, arteriopatia agli arti inferiori, iperlipidico, iperteso, con esami del sangue nella norma e piastrine a 12000, soffio carotideo a dx.
La terapia che segue da pochi giorni, assegnata dal cardiologo, è composta da coumadin mezza compressa (in fase di monitoraggio) lobidiur 5/25 mg 1 c. Al mattino, zopranol 30 1 c. Alla sera, trittico e pletal. La terapia è completa? Potrebbe essere utile l'antiaggregante? E un farmaco antiartimie o per rallentare la frequenza? Potrà retrocedere l'aritmia?
L'interazione con cortisone, antinfiammatori o antidolorifici finalizzati alla cura di una lombosciatalgia è possibile?
ringrazio anticipatamente x il vs. Consulto. Sono un po' preoccupata...
Saluto cordialmente.

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[#1] dopo  
Dr. Massimo Tidu
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Gentile utente
La terapia della fibrillazione atriale di suo padre parrebbe abbastanza completa poichè prevede l'utilizzo dell'anticoagulante (che deve essere posto in monitoraggio per valutarne il corretto dosaggio) ed una terapia per controllare la frequenza cardiaca (il nebivololo). Attenzione all'utilizzo di antinfiammatori perchè la loro associazione con la terapia anticoagulante, potenzia il rischio di avere emorraggie.
A disposizione per ulteriori consulti
[#2] dopo  
Utente 115XXX

Iscritto dal 2009
Buongiorno, la ringrazio molto. La terapia assegnata è da considerare curativa dell'aritmia o di controllo di eventuali formazioni trombotiche? Ho sentito parlare anche di cardioversione elettrica con possibilitá risolutive. Potrebbe essere il caso di mio padre o non ha i requisiti necessari per sostenere quest'ultima terapia? La ringrazio ancora di tutto. Saluti e buona giornata.
[#3] dopo  
Dr. Massimo Tidu
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TORINO (TO)
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Gentile utente:
il tentativo di far passare la fibrillazione atriale , che puo' avvenire farmacologicamente o mediante quella che viene definita cardioversione elettrica ( effettuata previa sedazione con un defibrillatore esterno), richiede l'esclusione della presenza di coauguli di sangue a livello degli atrii del cuore.
questo perche' con il ripristino del ritmo normale esiste una elevata possibilità che tali "grumi" di sangue possano partire dal cuore determinando ischemie anche pericolose. Per escudere tutto questo occorre essere scoagulatii, nel suo caso con il Coumadin, in maniera corretta almeno per 3 settimane, oppure prima del tentativo di cardioversione, occorre eseguire un ecocardiogramma transesofageo per escludere la presenza di trombi.
A disposizione per ulteriori consulti