Utente 280XXX
Salve, mia nonna ha 84 anni e le è stato diagnosticato un tumore al pancreas, ovviamente già in metastasi al fegato (l'abbiamo portata in ospedale in seguito alla comparsa di ittero il 12 novembre).
So benissimo che la situazione è grave e ci è stato detto chiaramente che l'aspettativa di vita difficilmente supererà il natale, in quanto ha anche dei problemi per quanto riguarda il cuore e la fluidità del sangue per cui finora ha seguito una terapia a base di cumadin.
Tuttavia girovagando nella rete alla ricerca di risposte, ho trovato 2 cose interessanti:
1: la pagina del prof. Ugo Boggi, attualmente attivo nell'ospedale di Pisa Cisanello, ed esperto proprio in tumori al pancreas in metastasi;
2: l'utilizzo a scopo palliativo di medicinali tipo gemcitabina, che garantiscono un miglioramento significativo della qualità della vita nei giorni restanti.
La domanda che vorrei farvi è: per personale esperienza avete avuto a che fare col prof. Boggi e con la sua metodologia, o avete somministrato a dei pazienti con situazione simile a mia nonna la gemcitabina? quali possono essere i risultati?
[#1] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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Gentile utente riguardo ad esperienze personali con il professore che lei cita, purtroppo non ne ho avute e quindi non so darle risposte valide, mentre ritengo che in un organismo come quello di sua nonna, per quelli che sono gli orientamenti degli oncologi con i quali discutiamo casi simili, probabilmente gli effetti collaterali possano essere superiori ai possibili effetti benefici. Comunque tenga presente che anche un'efficace terapia palliativa può essere utile a garantire una dignitosa qualità della vita.
Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 280XXX

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la ringrazio infinitamente...
purtroppo mercoledì è stata dimessa dall'ospedale, in quanto non c'era più molto da fare, quindi a domicilio è stata assistita da noi familiari con le indicazioni per una terapia palliativa dal medico curante Degl'Innocenti e dal dott. Giorgi con morfina sottopelle e limican per eliminare il vomito...
ha trascorso questi giorni nel suo letto con le nostre cure in stato di sonno costante e stamattina ha infine smesso di soffrire..
il decorso della sua malattia è stato sorprendentemente veloce, il che da un lato è positivo in quanto crediamo, speriamo che grazie alla terapia non abbia sofferto, o comunque in misura minima.
Tra l'altro avevamo deciso di tenerla all'oscuro della malattia, cosa che forse le ha permesso di trascorrere questo periodo con la voglia di guarire e di stare meglio... è difficile mentire, ma credo che stavolta sia stato giusto così.
ringrazio nuovamente tutti
[#3] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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Di nulla, gentile utente e condividendo le vostre scelte, vi giungano sincere condoglianze.