Utente 220XXX
Salve, ho effettuato da circa tre settimane una radiografia toracica come completamento degli esami cardiologici. L'unica cosa degna di nota nel referto è "note di congestione ilare", per il resto tutto nella norma. Questo però mi ha allarmato notevolmente perchè, anche se ho effettuato a giugno e ad ottobre 2011 ecocuore ed elettrocardiogramma e a novembre 2011 holter cardiaco per 24h ed holter dinamico per 10 giorni (anche essi nella norma), i miei sintomi (astenia, sensazione di mancanza di fiato, lipotimie, sensazione di disequilibrio soggettivo, confusione mentale, ansia, attacchi di panico) da 19 mesi non sono scomparsi. Sono in cura da circa un anno con antidepressivo ma, parallelamente, continuo (a spese mie) ad indagare anche su possibili cause fisiche. Ho fatto vedere la radiografia ad uno pneumologo che dopo avermi visitato mi ha scritto che nella radiografia si vede una leggera redistribuzione del flusso polmonare che lui imputa ad una radiografia sottoesposta e mi ha spiegato che spesso nei soggetti giovani durante l'inspirazione per i rx si evidenzia il tratto ilare. Non convinto ho chiesto esplicitamente allo stesso a quale altro esame strumentale potevo sottopormi e lui mi ha indicato un altro ecocuore e un test da sforzo. Mentre aspetto di effettuare questi esami 10 giorni fa ho effettuato altri esami ematochimici. In questo caso ho notato una leggera inversione leucitaria: neutrofili 35,5 e linfociti 53,4, riscontrata anche nei penultimi esami del sangue (maggio 2011). Questa inversione può essere collegata alla congestione ilare? Tra i marcatori ho anche effettuato quello della pro BNT.NT (55,0 pg\ml). Può esserci un problema cardiologico non visibile con i normali strumenti di diagnosi non invasiva?

Grazie anticipatamente
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[#1] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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Gentile utente, credo che non ci sia alcun problema cardiologico che possa essere sfuggito alle indagini già fatte. La congestione ilare POTREBBE TEORICAMENTE essere secondaria a un scompenso cardiaco, ma il BNP così basso lo esclude; inoltre lei ha già espresso le sue preoccupazioni riguardo a questo rilevo alcune settimane fa e un radiologo l'ha rassicurata.

Credo che lo pneumologo (che pure aveva detto le stesse cose che le ha detto il radiologo) abbia suggerito di rifare ecocardiogramma e test da sforzo solo per la sua insistenza a chiedere suggerimenti su altri esami da fare.

Lei ha chiesto consulti almeno due volte al mese nell'ultimo anno, passa un sacco di tempo si Internet a cercare malattie strane che poi immagina di avere e ha fatto una lunga serie di esami senza mai convincersi che i suoi disturbi ( o comunque la sua percezione dei disturbi) dipendono in gran parte dal suo atteggiamento psicologico.

Credo che nel suo caso continuare a fare esami su esami la esponga solo al rischio di riscontro casuale di piccole "anomalie" (giustificate da problemi tecnici o da varianti anatomiche non patologiche) che alimentano il circolo vizioso della richiesta di nuovi esami.

Gli esami strumentali dovrebbero essere finalizzati a chiarire un' ipotesi diagnostica (che -se confermata- dovrebbe avere un logico seguito terapeutico), non a fare genericamente uno screening.

Credo che lei debba lavorare di più con chi si occupa della sua psicoterapia, in modo da cercare di capire perché nessuna rassicurazione riesce a tranquillizzarla.

[#2] dopo  
Utente 220XXX

Iscritto dal 2011
Grazie per la chiarezza.
In effetti la pro-BNT.NT è bassa ma è anche vero che sono stato io, di mia iniziativa, ad andare in laboratorio e chiedere insistentemente questo marcatore per ciò che avevo letto e per ciò che, di conseguenza, volevo escludere.
Purtroppo (e qui le do ragione) la mia paura è spesso infondata ma poi accade, come in questo caso, che un esame strumentale esca stranamente alterato e come è di logica vada in confusione totale e non so più se credere al mio instinto, alla percezione del mio malessere o a ciò che mi diagnosticano i medici.
Internet è uno strumento che ci mette a disposizione molto materiale su cui documentarci ma (e anche qui le do pienamente ragione) non è un bene abbusarne soprattutto nella condizione psicologica in cui vivo.
E', anche vero però, che è difficile mantenere una certa lucidità quando a 31 anni mi ritrovo ad avvertire sintomi e a leggere di esami e diagnosi non di facile accettazione.
Non so se accetterei di buon grado di soffrire, alla mia età, di uno scompenso cardiaco perchè se fosse ciò non saprei a cosa collegarlo non essendo iperteso (ma ipoteso), di essere normopeso, di non aver nessun enzima o valore metabolico alterato e di non aver nessuna familiarità con problemi cardiologici.

Grazie ancora
Cordialità
[#3] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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Ma nulla indica che lei soffra di scompenso cardiaco!
Lei non ha nessun sintomo di scompenso, solo una radiografia che presenta un reperto che potrebbe essere dovuto a molte cause TRA CUI anche lo scompenso. Ma appunto gli esami vanno eseguiti e interpretati in un contesto clinico: una congestione ilare in un cardiopatico può essere preoccupante, in un giovane sano è verosimilmente un artefatto.
Per questo le rinnovo il consiglio di smettere di inseguire test diagnostici, soprattutto autoprescritti o "estorti" con insistenza a vari consulenti. Vedrà che vivrà molto meglio.
Molti auguri.