Utente 302XXX
buona sera, a febbraio mi era stata diagnosticata una tendinite di de quervain alla mano destra, trattata al momento con successo con tutore per 20 giorni fisso, e poi solo durante la notte ed antinfiammatori per bocca sempre per 20 giorni.
verso la fine di marzo ho iniziato ad avere un fastidio al polso destro, progressivamente invalidante fino a bloccare quasi del tutto il movimento del polso.
fatta una visita specialistica a metà maggio è stato sospettato tunnel carpale, escluso però dall'elettromiografia.
Il problema è progressivamente peggiorato, accompagnato inoltre da un leggero gonfiore del pollice della stessa mano, mentre il dolore durante il movimento (che comunque non è molto forte, è più una sensazione di costrizione) è arrivato fino alla spalla, diminuizione della forza importante e limitazione funzionale. Ho provato a mettere nuovamente il tutore ed assumere gli stessi antinfiammatori in modo prolungato su consiglio del mio medico di base ma non ho tratto giovamento, anzi ho avuto l'impressione che il movimento sia stato ancora più limitato dal tutore stesso.
Effettuata oggi un'ecografia articolare polso e mano destra è stato riscontrato aumento di dimensione dei tendini adduttore breve ed estensore lungo del pollice, con incremento della ecogenicità ed evidenti disomogeneità strutturali; si associa ispessimento della guaina che li circonda e minimo versamento lungo il loro decorso.
credo di aver capito che si tratta nuovamente di de quervain.
Leggendo su internet ho visto che in questi casi si procede o con infiltrazioni o con l'intervento.
Essendo io affetta per altro da altre patologie importanti (sclerosi multipla, artrite sieronegativa ed altre minori)quale sarebbe iter di preferenza?E nel caso sia di infiltrazione che di intervento, quali sono i tempi di ripresa?
Come terapia attualmente assumo interferone 3 volte alla settimana e 10 mg di cortisone tutti i giorni.
grazie e buona serata!

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signora,

considerando le alterazioni strutturali viste ecograficamente, ritengo che ci sia l'indicazione a un intervento chirugico.

L'infiltrazione, nel suo caso, andrebbe considerata un'opzione di seconda scelta, essendo probabile una recidiva.

Decida lei se seguire una strada certamente risolutiva e definitiva o piuttosto una che non le darebbe la garanzia di una guarigione definitiva ma solo temporanea.

Buona notte.
[#2] dopo  
Utente 302XXX

Iscritto dal 2013
buona sera e mi scusi se la disturbo nuovamente.
Ho effettuato una visita con un chirurgo per il de quervain, ma mi ha lasciato alquanto interdetta, perciò ho prenotato un nuovo appuntamento in un altra struttura.
Il medico non ha visionato nè l'ecografia nè l'elettromiografia dicendo che era inutile dato che non si sarebbe potuto vedere nulla, è rimasto interdetto quando non sono riuscita a piegare il polso, alla fine mi ha prenotato comunque l'intervento per il 23 settembre.
Quando ho fatto presente le patologie di cui sono affetta mi ha detto di fare la profilassi che ho effettuato in passato per le estrazioni dei denti il giorno prima dell'intervento.
Per quel che riguarda il tutore mi ha detto che se mi va lo posso tenere, altrimenti lo posso togliere.
Ora, non sapendo come comportarmi, sto alternando momenti in cui tengo il tutore, ad altri in cui lo tolgo, anche se ho notato un aumento della sintomatologia dolorosa, inoltre si è andato ad aggiungere un fastidio (che in alcuni momenti con il movimento diventa vero e proprio dolore) alla spalla, e precisamente vicino all'incavo ascellare, potrebbe dipendere dalla tendinite?
Sinceramente vista la situazione per me molto invalidante propendo per l'operazione, ma l'altro dubbio che mi è venuto è posso aspettare tranquillamente settembre, o essendoci già un'alterazione strutturale rischio la rottura del tendine?
grazie e buona serata
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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No, il dolore ascellare non può dipendere dal De Quervain.

Non rischia la rotture dei tendini estensori del pollice.

Buona notte.