Utente 264XXX
Gentili Dottori,
vorrei avere un chiarimento riguardo all'ipotesi di ereditarietà dell'eiaculazione precoce.Sono sposato,ho un figlio di 16 anni,e da sempre soffro di ep,o quantomeno faccio molta fatica a ritardare l'eiaculazione quando lo stimolo eiaculatorio sopraggiunge.Devo dire che comunque la vita sessuale con mia mogli è stata soddisfacente,anche grazie a preliminari piuttosto lunghi che le fanno raggiungere il piacere.Appreso che da uno studio svedese attuato nel 2010 l'eiaculazione precoce viene definita ereditaria,mi chiedevo se anche mio figlio ne soffrirà o se ha solo più probabilità di soffrirne.D'altronde,sono a mia volta figlio di un padre con il quale ho sempre parlato di tutto,e che non ha mai sofferto di e.p.Oltretutto io denuncio anche misure non proprio rassicuranti,arrivando a 12 cm in erezione,aspetto che ha sempre condizionato le prestazioni pre matrimoniali con altre ragazze,con le quali avevo sì un rapporto,ma probabilmente l'ansia di non essere adeguato mi faceva eiaculare molto presto.Con mia moglie ho ovviamente un'intimità diversa,ma non ho mai risolto la questione.La domanda,comunque,è quella che ponevo poc'anzi riguardo a mio figlio,che a riposo dimostra misure più abbondanti delle mie.Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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Gentile lettore,
attualmente non si ritiene che vi sia ereditarietà per quanto concerne l'eiaculazione precoce.
Le dimensioni che ci riferisce di 12 cm del suo pene in erezione sono da considerare nella norma.
Non si preoccupi per suo figlio.
[#2] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Signore,
mi associo al Dr,Pescatori nella risposta.
A volte per "ereditarietà" si intende l'apprendimento "comportamentale" che spesso avviene in contesti molto uniti come una famiglia.

L'e.p., correla con tantissime variabili psichiche, intrapsichiche, di cattiva gestione dell'ansia, relazionali, da cattivo apprendimento sessuale, ecc.......tutte variabili fondamentali da analizzare sia in fase diagnostica che poi terapeutica.
Se lei è un soggetto ansioso e risponde con modalità non adattive alle svariate situazioni ambientali, suo figlio potrebbe( ma sarebbe da verificare), apprendere queste sue possibili modalità ansiogene di comportamento.


le allego qualche lettura sull'e.p
Posso chiederle perché lei non l'ha mai curata?

http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1358/Eiaculazione-precoce
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1190/Eaiculazione-precoce
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/963/Eiaculazione-precoce-
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/3220/Eiaculazione-precoce


[#3] dopo  
Utente 264XXX

Iscritto dal 2012
Gentili Dottori,innanzitutto grazie per le celeri risposte.
Mi rivolgo prima al Dott.Pescatori: come mai ,allora,nelle ricerche effettuate da detti scienziati svedesi era stato individuato,a loro dire,un gene responsabile dell'ep?? frottole? Comunque mi fido del suo giudizio sulla questione,volevo solo mi chiarisse questa curiosità.Ora rispondo alla Dott.ssa Randone:in effetti è una domanda che ogni tanto mi pongo anch'io,a volte sarei portato a provare con blande cure omeopatiche (selenium 9ch) o di erboristeria,a volte vorrei provare con un approccio psicoterapico.C'è un problema,però,di base;immagino che la psicoterapia sessuale non sia passata dalla mutua,e non trovandomi io nella condizione economica che mi possa permettere di intraprendere un cammino sicuramente piuttosto costoso,mi vedo costretto a soprassedere.Volevo anche chiederle;la frenuloplastica è indicata solo per chi è affetto da frenulo corto o può essere un valido rimedio per diminuire la sensibilità atta a raggiungere l'orgasmo?grazie,
cordialmente.
[#4] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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Rispondo alla sua domanda: in ambito scientifico si accetta una scoperta solo quando lo studio fatto viene riprodotto anche da altri Centri; fino a quel momento la segnalazione di un singolo Centro va considerato uno spunto interessante, ma non una verità acquisita.
[#5] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Non credo sia un percorso in convenzione, ma gli psicologi\psicoterapeuti può trovarli nelle strutture pubbliche.

Consideri però che non sono percorsi terapeutici lunghi, ma a termine e focali.

Per quanto riguarda l'omeopatia, non esistono studi che dimostrino la sua efficacia.

L'eiaculazione precoce, è una disfunzione sessuale della fase dell'orgasmo e va diagnosticata dall'andrologo, a seguito di visita specialistica, poi la terapia si stabilisce di conseguenza, calibrata alla sua storia di vita, di coppia e sessuale, tutto il resto e soprattutto senza il paziente in studio, è un esercizio di fantasia....

Vi sono svariati tipi di e.p., anteportas, intrapostas( fuori o dentro l'ambiente vaginale), primaria, secondaria, assoluta, situazionale, la diagnosi clinica è il primo step per la futura cura, non tutte le e.p, sono uguali.

Sarebbe opportuno conoscere lo IELT( tempo di latenza eiaculatoria intravaginale) e le emozioni associate alla sfera della sessualità e della sua dimensione di coppia
.
L'approccio terapeutico, oggi riconosciuto è:

counselling psicologico, con un una precisa formazione ed informazione sulla sessualità.
psicoterapia,
terapia di coppia ad orientamento sessuologico( TMI, terapia mansionale integrata) ,
trattamento integrato( farmacoterapia e terapia mansionale),
farmaco on de mand( cioè al bisogno).
Della farmacoterapia se ne occupa l'andrologo che la seguirà, nelle strutture pubbliche può trovarlo.

ottimale sarebbe però un lavoro mirato e caleidoscopico, adatto alla sua storia clinica e sessuale, anche perché una “diagnosi non completa” ed una terapia che non affronti le cause nella loro interezza, possono costituire , un fattore di mantenimento del disturbo nel tempo, anziché la risoluzione della disfunzione.

Nei miei articoli sull'e.p, dovrebbe trovare delle spiegazioni più complete
[#6] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

oltre alle corrette indicazioni ricevute dai colleghi che mi hanno preceduto, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su questa frequente disfunzione sessuale, le consiglio di consultare anche gl’articoli pubblicati sul nostro sito e visibili agl'indirizzi:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/194-rapporto-finisce-eiaculazione-precoce.html ,

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/1253-news-pianeta-eiaculazione-precoce.html ,

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/210-dapoxetina-nuovo-farmaco-trattamento-eiaculazione-precoce.html .

Un cordiale saluto.
[#7] dopo  
Utente 264XXX

Iscritto dal 2012
Grazie a tutti,cari Dottori,
preziosi ed efficaci consigli che sicuramente seguirò.Volevo un ultimo chiarimento dal Dott.Pescatori;va bene che lo studio sull'ereditarietà dell'e.p. è stato condotto in un solo (?) centro,ma se si scrive ereditarietà eiaculazione precoce in un qualsiasi motore di ricerca vengono ovviamente fuori tutti i risultati di quella ricerca,ma neanche un articolo,un enunciato medico nel quale si dica che non dovrebbe esservi ereditarietà.e comunque,mio pensiero(me lo confermi lei o meno),se anche un domani dovesse essere trovata un'ereditarietà nell'e.p,si parlerebbe,credo,di una più alta percentuale di soffrirne da parte di chi ha un caso in famiglia,oltretutto bassa,e non l'assoluta certezza di conseguirla.Mi perdoni,Dottore,ma il mio essere un pò ansioso mi porta a volte,penso,a prolungare indagini che già hanno avuto risposta,e probabilmente anche in questo caso.Cordialmente.
[#8] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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Vedremo come evolverò l'argomento da un punto di vista scientifico
[#9] dopo  
Utente 264XXX

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Gentile Dottore,
non ha però risposto alla mia domanda:se domani dovesse essere trovata un'ereditarietà nell'e.p,si parlerebbe,credo,di una più alta percentuale di soffrirne da parte di chi ha un caso in famiglia,e non l'assoluta certezza di conseguirla.Ad oggi si propende più,comunque,sul consolidamento della teoria della non ereditarietà o ci sono altri studi a riguardo? Non essendo figlio di un "portatore" di e.p.,posso stare,come già mi diceva,piuttosto tranquillo per quanto riguarda mio figlio? grazie e mi scusi ancora per il disturbo.Cordialmente.
[#10] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

ma se non si conosce alcun elemento clinico preciso che ci permetta di fare questa correlazione tra eiaculazione ed una sua eventuale "ereditarietà", non possiamo neppure dirle di stare tranquillo...non possiamo dirle al momento nulla.

Ancora un cordiale saluto.
[#11] dopo  
Utente 264XXX

Iscritto dal 2012
Gentili Dottori,
la ricerca,condotta in Svezia,ha interessato 1.300 uomini fra i 18 e i 45 anni, chiedendo loro la durata media di un singolo rapporto sessuale. Durante la ricerca è stato anche prelevato un campione di saliva da ognuno dei partecipanti al test, per stabilire eventuali difetti nel gene che trasporta la dopamina, ovvero il DAT1. Si è così scoperto che gli uomini che presentavano una forma differente di questo gene avevano più probabilità di soffrire di eiaculazione precoce rispetto a coloro che, invece, non presentavano alcuna anomalia.Più probabilità,quindi,non assoluta certezza,intendo bene? intendo bene che quindi,seppure in minor numero,avranno trovato qualche soggetto senza suddetto gene che comunque aveva durata del rapporto più esigua? E' solamente per avere il quadro della questione il più chiaro possibile!!! Grazie.
Cordiali saluti.
[#12] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

mi sembra che ha ben capito le criticità del lavoro da lei menzionato; nessuna conferma successiva di tale natura è stata poi prodotta.

Cordiali saluti
[#13] dopo  
Utente 264XXX

Iscritto dal 2012
Ultimissima domanda di carattere prettamente genetico:ma,come nel caso specifico da me riportato,forme differenti di un gene sono ereditabili di default oppure no? perchè altrimenti non capisco cosa c'entri l'ereditarietà con le caratteristiche di un gene,senza aver controllato anche i padri delle suddette "cavie".Grazie ancora.
[#14] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

i "padri" delle cavie non hanno alcun interesse in presenza di cavie che hanno subito modificazioni genetiche.

Cordiali saluti.
[#15] dopo  
Utente 264XXX

Iscritto dal 2012
quindi,se ho ben inteso quello che lei mi dice,cosa c'entra l'ereditarietà con questa ricerca? Grazie ancora,cordialmente.
[#16] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Qui si parla di geni che sono frequentemente una importante "espressione" di un possibile problema ereditario.
[#17] dopo  
Utente 264XXX

Iscritto dal 2012
sicuramente sono io che non capisco,me se prima lei mi dice che:
i "padri" delle cavie non hanno alcun interesse in presenza di cavie che hanno subito modificazioni genetiche" e poi che"qui si parla di geni che sono frequentemente una importante "espressione" di un possibile problema ereditario" le due cose non cozzano l'una con l'altra? Almeno,per quel che capisco io,nel primo enunciato si dice che i padri delle cavie nn hanno alcun interesse,e quindi non vedo il risvolto ereditario,nel secondo che suddetti geni sono di frequente espressione di un problema ereditario.Mi spieghi in soldoni,mi scusi,ma non riesco proprio a capire il senso.Cordialmente.
[#18] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

è difficile su tali argomenti esprimersi "in soldoni".

A lei dovrebbe bastare l'informazione che le cavie utilizzate sono animali geneticamente modificati dagli uomini e quindi i loro padri purtroppo non vengono considerati nella ricerca, cioè il loro patrimonio genetico è un altro.

Detto questo comunque ora, se vuole capirci qualcosa di più, le propongo l'iscrizione alla facoltà di medicina, se riesce a superare gli attuali test; fatti 6 anni di studi poi bisogna che mi prenda la specialità di genetica, altri 5 anni, e poi se ne riparla!"

Ancora un cordiale saluto.
[#19] dopo  
Utente 264XXX

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Gentile Dottore,
mi compiaccio con lei per la battuta finale,ma se avesse letto con un minimo di attenzione quello che le domandavo nella richiesta del 3 luglio,avrebbe capito che parliamo di una ricerca fatta con uomini,e non con cavie,che infatti io avevo inserito tra virgolette ("cavie").Ha continuato a darmi risposte inutili ed inopportune,oltre ad invitare un utente ad iscriversi a medicina quando il sottoscritto si rivolgeva a voi per avere un riscontro più professionale,cercando di evitare tutto il variegato mondo del web che può quasi unicamente sviare chi è alla ricerca di risposte autorevoli e precise;ma forse dovrei riconsiderare anche il ruolo di Medicitalia.......
[#20] dopo  
 Staff Medicitalia.it
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Gentile utente

ci sembra che i professionisti abbiano già risposto alle sue domande, che spesso appaiono poco pertinenti e non in linea con lo scopo del servizio offerto.
Proprio per questo motivo, prima di richiedere un nuovo consulto, le consigliamo di leggere attentamente la guida ai consulti (http://www.medicitalia.it/02it/guida-consulti.asp).
Le ricordiamo infine che i medici non hanno nessun obbligo di risposta ma partecipano al forum in modo volontario e gratuito compatibilmente al loro lavoro.

Grazie per la comprensione e cordiali saluti
staff@medicitalia.it
[#21] dopo  
Utente 264XXX

Iscritto dal 2012
la mia,ultima e chiara domanda per dare un senso a questo mio dubbio,la rivolgevo a voi in quanto unico sito composto da professionisti seri e competenti,ed era la seguente:"come nel caso specifico da me riportato,forme differenti di un gene sono ereditabili di default oppure no? perchè altrimenti non capisco cosa c'entri l'ereditarietà con le caratteristiche di un gene,senza aver controllato anche i padri dei suddetti volontari.se potete rispondere a questa,prometto,ultimissima domanda,ve ne sarei grato.
Cordialmente
[#22] dopo  
 Staff Medicitalia.it
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Gentile utente,
lei ha chiesto se suo figlio può avere qualche probabilità più "dell'uomo medio" di soffrire di EP.

La prima risposta è stata:
"Gentile lettore,
attualmente non si ritiene che vi sia ereditarietà per quanto concerne l'eiaculazione precoce.
Le dimensioni che ci riferisce di 12 cm del suo pene in erezione sono da considerare nella norma.
Non si preoccupi per suo figlio."

Quindi tutto il discorso e le domande sullo studio da lei citato, esulano completamente dallo scopo del servizio: se vuole discutere dei metodi con cui vengono condotti studi sui geni provi a domandare a qualche ricercatore genetista, ma qui su Medicitalia non abbiamo medici che possono stare a discutere del perché i ricercatori svedesi hanno o non hanno indagato anche i padri dei soggetti studiati... questo sinceramente appare un argomento speculativo che però può anche esulare dalla competenza di un andrologo!

Quindi per correttezza (nostra) si accontenti delle risposte che possiamo fornirle, e non se la prenda se non le viene risposto sulle altre.

Cordiali saluti a lei
staff@medicitalia.it
[#23] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

oltre alle corrette e condivisibili osservazioni già fatte dallo staff, mi permetto di aggiungere una ulteriore mia osservazione in merito alla questione da lei sollevata.

Alla mia risposta "mi sembra che lei abbia ben capito le criticità del lavoro menzionato; nessuna conferma successiva di tale natura è stata poi prodotta." (che è anche la risposta andrologica all'ultimo quesito che ora ancora ci ripropone!), lei introduce improvvisamente il concetto di "cavia" e qui io, dopo un lungo giorno di duro lavoro, purtruppo non ho focalizzato la virgolettatura, questo effettivamente è un mio errore, e da qui sono partito "in quarta" pensando ad altro lavoro, sempre dal lettore consultato e a me sconosciuto, e ho subito pensato che lei fosse anche un padre "genetista", che ci sta facendo l'esame e spero non ossessioni troppo i suoi figli con tali argomenti, e quindi, altro mio errore, ho lanciato una nuova provocazione sulla laurea e sulla specialità....

A questa provocazione lei ha risposto ancora con altra provocazione: "il sottoscritto si rivolgeva a voi per avere un riscontro più professionale,cercando di evitare tutto il variegato mondo del web che può quasi unicamente sviare chi è alla ricerca di risposte autorevoli e precise;ma forse dovrei riconsiderare anche il ruolo di Medicitalia....... " e qui mi sembra che lei forse ha commesso un grave errore di valutazione sul nostro sito su cui è bene che ci rifletta.

Andrologicamente parlando infine le posso dire di stare tranquillo e non drammatizzare informazioni scientifiche che non hanno ancora avuto alcuna ulteriore conferma clinica e qui chiudo.

Un cordiale saluto.