Utente 237XXX
Buongiorno,
nell'attesa di fissare un appuntamento con uno specialista andrologo (individuato tramite il sito stesso) Vi chiederei cortesemente un chiarimento. Purtroppo ho scoperto di soffrire di disfunzione erettile a 24 anni, sono stato seguito da due andrologi diversi e il responso è stato abbastanza sconsolante: entrambi hanno supposto una causa organica ma non sono stati in grado di determinarne precisamente la causa forse per via di un problema non ancora abbastanza grave da essere inequivocabilmente rilevato con la metodica tradizionale (Rigiscan e ecolordoppler dinamico con 10 mc di PGE1).
Per informazione posso dirvi che le analisi del sangue sono risultate nella norma, il rigiscan ha evidenziato anomalie nella rigità della base del pene (massimo 60/70%). Per quanto riguarda l'ecocolor-doppler dinamico non è stato a mio parere eseguito con la massima cura in quanto, modestamente, non credo che si possa definire "Buona risposta al farmaco" un pene con una tumescenza durata poco più della durata del test (una quindicina di minuti) e con una rigidità sicuramente insufficiente (tantopiù che il tecnico doveva continuamente "raddrizzare a mano" il mio membro che scivolava a destra e a sinistra...).

Per farla breve sono stato indirizzato all'uso di Viagra 50 e ad un consulto psicologico. Finora tutto bene ma negli ultimi mesi ho notato un peggioramente della qualità delle erezioni anche con l'uso del farmaco finchè lo stesso non è diventato inutile; ho provato anche il Cialis 20 senza ottenere risultati.

Io non sono solito farmi autodiagnosi ma visto che ci sono tutti i presupposti per un grave problema venoso mi chiedo che cosa mi riserbi il futuro: alcuni specialisti dicono che le iniezioni intra-cavernose sono utili quando le erezioni non rispondono più ai farmaci orali, altri dicono che in caso di problemi veno-occlusivi sono sostanzialmente inutili e che l'unica soluzione è il ricorso a protesi...

Sinceramente ammetto di essere abbastanza sconsolato più che altro perché la mia nuova compagna si è per ora dimostrata abbastanza paziente ma non so quanto potrà durare se non riuscirò a trovare una soluzione soddisfacente...

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[#1] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

indubbiamente dalla sua descrizione si potrebbe concludere che lei sia affetto da una Disfunzione Veno Occlusiva Cavernosa.
Tutti questi pazienti sviluppano problematiche psicologiche che sono "secondarie" al deficit erettile e non causa, risolte le quali il problema della mancata rigidità e mantenimento permangono.
Le terapie con iniezioni intracevrnose spesso hanno dei risultati accettabili, la terapia con Cialis "in continuo" ugualmente sembra migliorare significativamente la situazione..
Ne parli con il suo specialista ed abbia costanza proprio per evitare di dover ricorrere alla soluzione chirurgica
Cari saluti
[#2] dopo  
Utente 237XXX

Iscritto dal 2006
Egregio Dottor Pozza,
La ringrazio per la sua risposta. Indubbiamente farò tutto ciò che è possibile fare: è brutto dirlo ma ormai non ho comunque più nulla da perdere.

Saluti e Buona Giornata