Utente 323XXX
Ho 50 anni e una lunga storia di sindrome ansiosa alle spalle, esordita 27 anni fa con una salva di extrasistoli. Il quadro si è complicato 11 anni fa con l'esordio di episodi di fibrillazione atriale, inizialmente non trattati perché rari, poi bloccati con propafenone (pillole da 150 ogni 8 ore) ma solo nei periodi brutti (intervallati da mesi buoni senza bisogno di farmaco e anche con attività sportiva). Da circa 1 anno invece di episodi di fibrillazione atriale accuso continue extrasistoli (le sento tutte). Il cardiologo ha escluso che siano pericolose perché non c'è cardiopatia, ma quando sono continue non reagiscono granché al propafenone e soprattutto innescano i sintomi ansiosi (soprattutto tensione muscolare e depressione dell'umore) e impediscono a questi di scomparire. Avete un consiglio da darmi? C'è modo di ridurre il cuore a ritmo normale o non c'è nulla da fare e devo sommare farmaci come il propafenone a quelli per l'ansia? Vi ringrazio molto.

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Dr. Mariano Rillo
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Lei è un soggetto giovane e mi sembra di aver capito che al di là dell'aritmia non ha altri problemi di salute. In questi casi è possibile prendere in considerazione la possibilità di eliminare completamente il problema con un piccolo intervento senza tagli (viene eseguito attraverso le vene, in anestesia locale) che prende il nome di ablazione transcatetere con RF.
A tal proposito se vuole può approfondire la conoscenza con una lettura dell'articolo che ho pubblicato all'indirizzo http://www.lastampa.it/scienza/benessere/salute/cardiologia
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