Utente 804XXX
Buonasera dottore,
scrivo perchè spero lei possa fare un po' di chiarezza laddove da sola non riesco.
Per alcuni anni, e periodicamente, ho sofferto di attacchi di panico per uno dei quali sono stata ricoverata.
Durante il ricovero, circa due anni fa, mi erano stati fatti una serie di accertamenti quali ECG ogni 6 ore, controllo degli enzimi cardiaci, ecocardiogramma, ECG sotto sforzo e dosaggio degli ormoni tiroidei... tutti gli esami erano nella norma. Non si evidenziava alcuna patologia a carico dell'apparato cardiaco, né di quello endocrino.
Da qualche mese, però, soffro di fastidiose extrasistole che avverto come un colpo secco all'altezza dello sterno ed un senso di costrizione sempre nella regione sternale, talvolta anche due o tre a distanza di pochissimi secondi, alle quali segue un colpo di tosse secca ed una tachicardia che dura qualche minuto.
Suppongo che tale tachicardia sia il risultato dell'agitazione che mi causa l'aritmia, visto che mi spavento non poco quando accade.
Ho fatto anche un holter da quale non è risultata alcuna extrasistole. Ma un po' come quando si avverte un rumore strano nell'auto e la si porta dal meccanico quel rumore magicamente scompare, per poi farsi vivo quando ci si allontana dall'officina, così le mie aritmie sono ricomparse dopo aver tolto l'holter.
Suppongo, dopo aver letto qualcosa in proposito, siano causate dallo stress, dall'ansia... insomma da fattori emotivi.
Ma ciò non toglie siano molto fastidiose.
Lei pensa che nel mio caso possa essere indicato un farmaco in grado di prevenirle o sarebbe come sparare alle mosche coi cannoni?

La ringrazio per l'eventuale risposta e le porgo cordiali saluti.
Giulia

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[#1] dopo  
Dr. Marco Marilungo
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Salve Giulia. Lei è stata sottoposta a tutti gli accertamenti più opportuni. Lei stessa ha già individuato quale possa essere la causa del suo sintomo: l'ansia, gli attacchi di panico. Come ho già scritto in altre occasioni, il sintomo è l'espressione di un disagio espresso con il corpo, anzichè con la parola. Soprattutto le extrasistoli possono essere richieste di aiuto ben precise. Non esiste verità scientifica, ma mi viene voglia di dire che quando compare questo sintomo viene sfiorata, se non incontrata in pieno, la sfera affettiva, lo stress, una certa difficoltà a rilassarsi. Come dire: stare un po' fuori giri. O forse pretendere troppo da noi stessi.
Essendosi già sotto posta ai controlli necessari, forse potrebbe rivolgersi ad un operatore della parola (counselor o psicoterapeuta). Ma aspetto anche le opinioni dei Colleghi.
Io opero a Roma, non solo come Cardiologo, se ne ha il piacere può contattarmi.
Con cordialità Le invio i miei saluti.
Marco Marilungo
[#2] dopo  
Dr. Ugo Miraglia
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Cara Giulia,
ha eseguito un ecocardiogramma?
[#3] dopo  
Utente 804XXX

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Buongiorno dott. Ugo,
sì, durante il ricovero mi era stato eseguito anche un ecocardiogramma che non evidenziava alcuna anomalia. In ogni voce veniva riportato il responso "nella norma".
Dovrei forse fare un'ecografia della tiroide anche se i dosaggi ormonali non erano alterati?
La verità è che desidero escludere qualsiasi causa organica delle extrasistoli prima di prendere in seria considerazione l'ipotesi del dott. Marilungo inerente la componente emotiva.
Cordiali saluti.
[#4] dopo  
Dr. Ugo Miraglia
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Il mio motto è..."prima escludiamo le cause organiche e poi diamo la colpa all'ansia!".
Se tutti gli accertamenti cardiologici sono risultati nella norma ed anche il dosaggio degli ormoni tiroidei, allora ti rimane da controllare lo stomaco.
Ciao, Ugo
[#5] dopo  
Dr. Marco Marilungo
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Salve, concordo con il Collega Miraglia, tuttavia anche se utile escludere il soma, il corpo, non va escluso ciò che il corpo controlla. Affermo ciò in quanto lei si è già sottoposta a controlli 2 anni fa con esito negativo. Ri-controllato il tutto, come per un auto che si porta in officina, se il rumorino persiste, forse è da rimappare la centralina elettrica.
Attendo suo notizie
Cordialmente
Marco Marilungo
[#6] dopo  
Utente 804XXX

Iscritto dal 2005
Il rumorino persiste, dott Marilungo, assopendosi in alcuni periodi e riacutizzandosi in altri.
Non ho fatto ulteriori accertamenti perché mi rendo conto che, nonostante l'oggettivo fastidio/timore che mi arreca questa aritmia, il mio apparato cardiaco a detta degli esami dovrebbe essere assolutamente sano.
Ma ho anche avuto, di recente, un episodio più persistente del solito. Ovvero alcune extrasistole si sono susseguite a distanza di pochissimi secondi causando un ritmo alquanto ballerino.
E' possibile che una crisi aritmica di quel genere possa sfociare in una fibrillazione atriale?
Ed in quel caso cosa si può fare perché ciò accada?

Avrei avuto piacere di rivolgermi a Lei se fossi rimasta a Roma. Purtroppo per motivi professionali ho dovuto, mio malgrado, trasferirmi in un'altra regione ben lontana dall'Urbe.
Suppongo che per avvalermi del Suo aiuto in qualità di counselor sia necessaria più di una seduta, sennò potrei venire di proposito.
Mi dica Lei...
Ringrazio Lei ed il dott Miraglia per la gentilezza e chiarezza dei consulti.

Giulia
[#7] dopo  
Utente 804XXX

Iscritto dal 2005
[...]E' possibile che una crisi aritmica di quel genere possa sfociare in una fibrillazione atriale?
Ed in quel caso cosa si può fare perché ciò accada?[...]
Errata corrige:
Ed in quel caso cosa si può fare perché ciò NON accada?

Il mio intento è quello di evitare le complicazioni, non andarle a cercare :-)
Chiedo scusa.