Utente 337XXX
Salve. Due mesi ho avuto un'infarto. Premetto di avere 37 anni con patologia trivasale determinata, a quanto si dice, da radioterapia fatta 14 anni fa. Sono stato trattato con 3 stent medicati. Ho due domande.
In primo luogo, vorrei sapere se, come dice qualcuno, era meglio trattare con bypass, oppure se, considerata anche l'età, gli stent sono la soluzione d'elezione.
Poi. L'infarto è stato accompagnato da dolore allo stomaco esteso al petto. Da anni ormai soffrivo di questo dolore allo stomaco che a volte mi paralizzava anche per un'oretta (!), accompagnato da indolenzimento ad entrambe le braccia e, a volte, sudorazione. Medici e cardiologi consultati hanno sempre ritenuto che fosse sintomatologia legata al reflusso. peraltro questi dolori all'improvviso passavano da soli ed io stavo bene.
Erano anche quelli infarti?
L'ecocardiogramma non ha evidenziato alterazioni della FE (pari al 60%) nè della cinetica settoriale. E' sufficiente per riscontrare danni?
Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Non erano segni di infarto in atto, ma di angina pectoris....Per il trattamento se i colleghi hanno optato per gli stent è perchè ce n'era indicazione. La frazione d'eiezione del 60% è un buon segno di danno cardiaco estremamente limitato.
Le consiglio di leggere su MI nello speciale salute http://www.medicitalia.it/salute/infarto
Cordialmente
[#2] dopo  
Utente 337XXX

Iscritto dal 2014
Grazie della risposta.
Essendo la patologi trivasale corro maggiori rischi di recidiva?
Con gli stent medicati quale è il rischio di restenosi?