Utente 340XXX
salve sono affetto da disfunzione erettile conclamata ho effettuato esami del sangue e ecodoppler dinamico di cui riporto integralmente l'esito:
motivo dell'esame deficit erettile IIario in paziente diabetico,cardiopatico,con risposta non soddisfacente ad inibitori della PDE-5.
all'esame basale si rileva regolare morfologia dei corpi cavernosibilateralmente,che presentano ecogenicità omogenea. La tunica albuginea è normale in tutto il suo decorso. Le arterie cavernose presentano regolare decorso ,ma presentano pareti nettamente inspessite,localmente calcifiche e lume focalmente stenotico. non valutabile il calibro in stato di flaccidità. la velocità di picco sistolico basale è di 20 cm/sec bilateralmente (v.n.>25 cm/sec).
Dopo somministrazione di PGE1-20 mcg:
l'ecogenicità del tessuto cavernoso diminuisce progressivamente con andamento centrifugo, ma solo in stretta contiguità con l'arteria cavernosa. Il setto intracavernoso e la tunica albuginea sono normali; non si apprezzano ispessimenti fibrocalcifici. La risposta alla farmacoerezione è incompleta, in assenza di incurvamenti clinicamente significativi.
il campionamento delle arterie cavernose eseguito a livello delle delle crura consente di misurare: a 15' dall'ICI,velocità di picco sistolico (VPS) di 33 cm/sec a destra e 38 cm/sec a sinistra. A 20' dall'ICI, VPS) di 41 cm/sec a destra e 43 cm/sec a sinistra, con velocità telediastolica mantenuta . La risposta è lievemente asimmetrica tra le due arterie cavernose in fase di massima erezione .I picchi sistolici presentano morfologia irregolarecon complessi allargati e spikes arrotondati. il complesso vascolare dorsale è normalmente rappresentato
CONCLUSIONI : disfunzione endoteliale severa; anomala risposta artero-venosa a stimolo vasoattivo con PGE!-20 mcg

analisi del sangue significative: glicemia basale 165,alt 73,trigliceridemia 379,prolattina 18.60, testosterone 6.44, antigene prostatico specifico 0.56

tenendo conto che alle cure con cialis, levrita , da 20 mg ho ottenuto risposte insufficienti (inizialmente discreta erezione che si perde durante il rapporto)
delle mie patologie diabete insulino trattato,pace-maker e stent coronarico.
e non recidivo k-testicolo ,venti anni addietro,con asportazione testicolo e canale seminale trattato con chemio.
è consigliabile la protesi peniena?
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[#1] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

la sua situazione clinica ci fa capire che il suo sistema circolatorio non risponde ai farmaci (viagra. cialis, levitra)
Una buona soluzione per tali pazienti potrebbe essere quella delle iniezioni intracavernose con PGE!. Ho molti pazienti con quadro simile al suo che sono assolutamente soddisfatti delle erezioni indotte da tale procedura sostanzialmente semplice ed efficace senza complicanze particolari.
Molti pazienti, però, o non rispondono in maniera soddisfacente a tali iniezioni oppure rifiutano la modalità autoiniettiva.In questi casi la protesi peniena rappresenta la soluzione ideale, semplice, che garantisce la possibilità di avere rapporti sessuali in ogni circostanza ed occasione.
Certo, si tratta di fare un intervento chirurgico. Ho personalmente operato oltre 500 pazienti con protesi peniene. Ricovero di una-due notti, anestesia parziale, ritorno alla vita lavorativa in pochi giorni, ritorno alla vita sessuale in 20-30 giorni.
Questa soluzione è di non semplice ottenimento nelle strutture del SSN ( solo in alcuni ospedali è possibile) mentre è facile trovare specialisti capaci ed esperti che, privatamente, possono velocemente effettuare il tutto.con costi non diversi da quelli che sono necessari per cambiare la macchina o la motocicletta, oggetti assai meno importanti del proprio pene!!!
cari saluti,
[#2] dopo  
Utente 340XXX

Iscritto dal 2014
sto valutando in questi giorni la mia copertura assicurativa cosa prevede in questi casi,nel frattempo potrebbe darmi qualche indicazione nei casi come il mio quale tipo di protesi è consigliabile e se l'erezione è simile ad una naturale.....leggo che si perde in lunghezza e il glande non bè interessato dall'irroramento
grazie per la cortesia
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

oltre alle indicazioni ricevute dal collega Pozza, che mi ha preceduto, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su queste tematiche, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche gl’articoli pubblicati sempre sul nostro sito e visibili agl'indirizzi:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/184-erezione-fare.html ,

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/1234-nuove-terapie-emergenti-trattamento-disfunzione-erettile-de.html ,

http://www.medicitalia.it/salute/disfunzione-erettile .

Un cordiale saluto.
[#4] dopo  
Dr. Carlo Luigi Augusto Negro
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Gentile Signore,

concordo con il Collega Dr Pozza circa l'opportunità di tentare con il dosaggio massimale di prostaglandina intracavernosa, e valutare eventualmente l'utilizzo del vacuum device, che permette di ottenere un'erezione adeguata per il rapporto sessuale.
Certamente alla sua età comprendo la volontà di ricercare un rimedio definitivo con un risultato garantito in termini di rigidità, e quindi la protesi peniena risulta essere la soluzione ottimale.
Esistono 2 modelli di protesi peniena:
- tricomponente
- semirigide
Le differenze tra le due protesi sono notevoli ma fondamentalmente con la protesi semirigida il pene è sempre in erezione, mentre la protesi tricomponente è quella che si avvicina maggioramente alla naturalezza delle erezioni.
L'erezione è simile a quella naturale in termini di rigidità (è modulabile e raggiunge sempre il 100%), l'assenza di inturgidimento del glande la rende però differente. Inoltre sebbene più del 90% dei pazienti è soddisfatto dal'impianto è necessario non solo un periodo di apprendimento tecnico (attivare e disattivare l'impianto nel caso delle protesi tricomponenti) ma è anche un apprendimento sessuologico, ovvero bisogna imparare a fare sesso con la protesi; questo nella mia esperienza avviene tra il sesto ed il dodicesimo mese post-impianto. E' importante saperlo prima della chirurgia in modo da essere preparati adeguatamente al cambiamento e saperlo affrontare.
Inoltre il posizionamento della protesi comporta un falso accorciamento di 1 cm. Falso perchè confrontato con il pene in erezione naturale. Per ovviare a questo problema è possibile impiantare una protesi tricomponente che si allunga e si riesce a recuperare quel cm che viene a mancare.
L'intervento è rapido e nel giro di 50-60 min si impianta una protesi tricomponente, nel giro di 40 min una protesi malleabile. La degenza è 1-2 giorni. Essendo Lei diabetico il rischio maggiore è quello di infezione dell'impianto che si aggira intorno al 3-5%.
Prima di procedere ad un impianto è opportuno che si rivolga ad un chirurgo esperto non solo nella tecnica chirurgia ma soprattutto nella gestione del paziente protesizzato.
[#5] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

direi che quasi tutte le assicurazioni coprono le spese per un impianto protesico, si tratta solo di indicare una indicazione legata ad una patologia specifica del pene. Gran parte dei pazienti che si fanno operare da me sono assicurati.
Si tratta solo di essere estremamente precisi nelle indicazioni
Cari saluti
[#6] dopo  
Utente 340XXX

Iscritto dal 2014
alcune ultime perplessità da risolvere....essendo una decisione molto importante da prendere....
1) quando si parla di "apprendimento sessuologico,ovvero fare sesso con la protesi" cosa si intende di preciso? esistono differenze sostanziali o limitazioni tra rapporti con protesi e senza?
2) per avere risposta da iniezione intracavernosa con PGE e necessario eccitazione come per i farmaci tipo viagra ,cialis,ecc ecc?
3) la Protesi peniena AMS 700 LGX che estende per un paio di cm in lunghezza da la stessa resa in termini di rigidità?
grazie ancora per le eventuali risposte
[#7] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

ho avuto modo di inserire più di 500 protesi peniene a persone di diverso ceto, classe sociale, coltura, educazione..............e non ho mai sentito la necessità di un "apprendimento sessuologico". Sono convinto, però, che la situazione ideale sia quella del paziente che mette una protesi peniena senza dover nascondere nulla, anzi avendo la collaborazione da parte della partner (moglie, compagna, fidanzata, amica). In una fase successiva il paziente con protesi può tranquillamente nascondere il fatto alla donna con cui ha rapporti sessuali che, quasi sempre non si accorge del fenomeno. Ho un paziente che ha la protesi idraulica da 8 anni senza che la moglie se ne sia accorta. Un altro paziente di 68 anni con protesi idraulica da 7 anni mi dice che le due sue "amanti" non si sono mai accorte della presenza della protesi ed, anzi, esprimono meraviglia per le "capacità amatorie " del loro, "non più giovane", amante.
Per le PGE1 , si ha una rigidità a prescindere dallo stato di eccitazione erotico.sessuale anche se i fattori emozionali psicologici consentono di avere una risposta più rapida e completa.
La mia esperienza con le protesi LGX è soddisfacente ma non "entusiasmante". Continuo a proporle ai pazienti che ritengono importante la dimensione del pene
cari saluti
[#8] dopo  
Dr. Carlo Luigi Augusto Negro
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TORINO (TO)
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Gentile Lettore,

rispondo alle domande da Lei poste su cui mi sento chiamato in causa.
1) quando parlo di apprendimento sessuologico (ovvero fare sesso con la protesi) intendo semplicemente riportare l'esperienza che i pazienti a cui ho impiantato la protesi mi riportano ai controlli successivi, che io faccio almeno per il primo anno. La protesi tricomponente prevede un apprendimento "meccanico" rapido che consiste nell'imparare come utilizzare la protesi, ovvero come attivarla e come disattivarla. Questo è semplice e nel giro di un paio di volte si impara.
Avere un rapporto sessuale con la protesi è leggermente differente rispetto ad averlo con il pene eretto, poichè manca quella parte di eccitazione che lo sviluppo di un'erezione naturale comporta. Questa parte non incide in maniera negativa sulla qualità del rapporto sessuale dei pazienti con protesi, ma molti pazienti riportano semplicemente che il rapporto sessuale è differente pur rimanendo piacevole e pur raggiungendo l'orgasmo. Poichè tale condizione esiste (basta chiedere ai pazienti nel corso delle visite di follow-up) ho l'abitudine di dirlo ai miei pazienti a cui faccio il counselling pre-protesi, in modo che tale condizione, quando si sviluppa, non rischi di avere un impatto sulla soddisfazione globale. Tale condizione è ampiamente riconosciuta dai sessuologi con ampia esperienza di pazienti protesizzati.
Inoltre questa esperienza è riportata su un lavoro che ho presentato quest'anno al congresso della Società Europea di Medicina Sessuale ad Istanbul (ESSM).
2) per avere risposta da iniezione intracavernosa con PGE1 in teoria non è necessaria l'eccitazione come per i farmaci orali, ed infatti i PGE1 sono utilizzati per l'induzione di un'erezione nel corso dell'eco-color-doppler penieno dinamico. Certamente il grado di eccitazione aiuta a migliorare l'erezione in quanto abbatte il tono adrenergico (causato dall'adrenalina che si libera in caso di stress, ansia, agitazione, paura).
3) la protesi peniena AMS 700 LGX fornisce sostanzialmente lo stesso grado rigidità delle altre protesi tricomponenti. Per quanto mi riguarda impianto sempre le protesi LGX a meno di non dover fare della chirurgia complementare per incurvamenti del pene e nessun paziente mi ha riferito problemi di rigidità, nè l'esperienza clinica o i dati pubblicati in letteratura ne riportano. Negli US è attualmente la prima scelta dei Colleghi Andrologi che impiantano le protesi AMS. I problemi di rigidità erano presente con le AMS Ultrex, che erano le antenate delle LGX e sono state ritirate dal mercato da ormai parecchi anni.
[#9] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,
aggiungo alle esaurienti risposte dei Colleghi una considerazione relativa alla presenza del diabete. E' importante arrivare all'intervento di protesi con un'ottimale gestione metabolica del diabete, con cioè valori di emoglobina glicata non superiori al 7, altrimenti il rischio di infezione della protesi impiantata aumenta.