Utente 313XXX
Gentili dottori,
volevo chiedere se un artrosi di ginocchio portera´inevitabilmente alla protesi,
ovvero se tutte le tanto divulgate informazioni sullo stile di vita , controllo peso corporeo, ginnastica fisioterapica,riforzo,stretching, condroprotettori fans e via discorrendo potranno evitare la protesi.
Parliamo di una persona normopeso di circa 40 anni con lavoro leggero (ufficio) no deviazioni assiali rilevanti che da tipico sportivo adesso e diventato paziente eccellente.
Non voglio perdere le ginocchia e tantomeno per il momento sottopormi a trattamenti cosi invasivi.
In poche parole tutte le artrosi di ginocchio condurrano alla protesi oppure no?
c´é la possibilita´di salvare le ginocchia adoperando le sopra citate indicazioni?
lo so che é una domanda molto generica sulla quale e´difficile dare un giudizio oggettivo ma era per ricevere ulteriori informazioni e conforto da parte di qualche esperto.
Personalmente dello sport adesso inteso come disciplina agonistica, ricreativa non mi interessa piu´niente.
Pratico solo attivita´fisioterapiche,tipo tai chi, cammino poco,mangio bene.
Adopero le gambe solo per le situazioni in cui veramente mi servono ed a dire la verita´soffro anche molto per questa condizione ma se questo dovesse servire a salvare le mie ginocchia mi andrebbe anche bene.

Vi prego rispondete

Cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Non è prevedibile con 20 anni di anticipo l'evoluzione dell'artrosi, anche se si può ipotizzare che quanto più precocemente si manifesta tanto più tempo ha per peggiorare. Nei casi con grave sintomatologia dolorosa si può /deve ricorrere alla protesi. È possibile che un'attenta condotta di vita contribuisca però a rallentare l'evoluzione della artrosi, così come è possibile che nei prossimi anni si rendano disponibili altri provvedimenti utili per procrastinare un eventuale intervento. Ne parli con il Suo ortopedico, che al contrario di me conosce il quadro clinico attuale, per un periodico "ontrollo evolutivo.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 313XXX

Iscritto dal 2013
Gentile dottor Donati,
la ringrazio per la risposta.
Se questo le puo´essere di aiuto a capire meglio la mia situazione.
Sono in cura da un suo collega che mi ha dato delle bustine di glucosamina da prendere a mesi alterni 2 mesi si 2 mesi no.
Mi ha parlato di una iniziale artrosi e mi ha anche detto che sarei potuto andare a correre con delle buone scarpe che ammortizzassero bene gli urti (cosa che non ho fatto).
Mi ha anche dato una serie di esercizi da fare a casa.(rinforzo quadricipe e strechting) Questi li faccio assiduamente.
Il mio ginocchio si é infiammato dopo un periodo di sforzi prolungati(abbassarsi sulle ginocchia, salire e scendere scale con pesi, passeggino della bimba).
Avevo difficoltá ad accovacciarmi,salire e molto piu´ difficilmente scendere le scale, dormire con le ginocchia vicine ecc.
Adesso, dopo un anno devo dirle la veritá, le cose sono un pochino cambiate e i sintomi sono diminuti anche se qualche fastidio c´é ancora.
E a seguito di tali dolori/infiammazioni che mi sono recato dal dottore.

A cosa si riferisce quando parla di altri provvedimenti utili, a terapie giá esistenti nella medicina/ortopedia oppure a qualche nuova scoperta(magari)?

La ringrazio infinitamente per la sua attenzione.
Cordiali Saluti.
[#3] dopo  
Dr. Umberto Donati
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La frase mi sembra inequivocabile : comunque "è possibile che nei prossimi anni si rendano disponibili altri provvedimenti utili per procrastinare un eventuale intervento" significa che forse fra 20 anni ci saranno cure nuove che permetteranno di rimandare la protesi. In ogni caso bisogna che parli con l'ortopedico per chiarire la diagnosi perché "un po' di artrosi" non dice nulla sulla sede, che da quello che scrive solo ora potrebbe essere localizzata solo alla femoro-rotulea, ad esempio per un malallineamento dell'apparato estensore, ma a distanza è ovvio che non riesco a dire di più.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Utente 313XXX

Iscritto dal 2013
Buongiorno dottore,

io la ringrazio per la sua bontá nel rispondere alle mie domande e capisco anche le sue difficolta´nel farlo visto che non ha nelle mani nessuna documentazione radiografica.
Dopo di questa mail non la disturbero´piu`´.
Sperando che tra qualche anno la medicina scopra qualcosa per procrastinare un eventuale intervento volevo soffermarmi su una eventuale diagnosi di artrosi localizzata alla femoro rotulea.
L´artrosi femoro- rotulea é meno grave di quella di altri compartimenti del ginocchio?
Secondo la sua opinione un´artrosi femoro rotulea(non so´se c´e´differenza tra sindrome e artrosi femoro rotulea) puo´essere curata con la sola fisioterapia o almeno con trattamenti non invasivi?
Una cosa molto importante che mi preme é: se´ lei consiglierebbe ad un suo paziente che soffre di una tale patologia un supporto psicologico oppure come dice il mio medico non c´e´tanto da preoccuparsi e un processo lentissimo e prima poi tutti ci dovranno passare?
p.s. se mi capita di venire a Bologna verro´sicuramente a trovarla allo studio per un consulto.
la ringrazio infinitamente per la sua risposta

Michele Giannone
[#5] dopo  
Dr. Umberto Donati
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L'articolazione femore-rotulea è uno dei tre compartimenti i del ginocchio: è palese che l'artrosi di un compartimento solo è preferibile a un'artrosi più estesa. Il trattamento può prevedere l'uso di condroprotettori, terapie fisiche e infiltrazioni endoarticolari con acido ialuronico. In alcuni casi può essere indicato intervenire con tecniche diverse in artroscopia. L'eventuale supporto psicologico può essere utile indipendentemente dal tipo di patologia, e non penso che dire a un paziente preoccupato di non preoccuparsi sia risolutivo : se ritiene che questa condizione influisca sul Suo stato psichico può essere utile rivolgersi a uno psicologo. Per conoscere nei dettagli la gravità dell'artrosi femoro-rotulea consulti l'ortopedico che già La segue.
Cordiali saluti