Utente 343XXX
A mio padre e' stato da poco piu' di 2 mesi diagnosticato un'adenocarcinoma poco differenziato della testa del pancreas localmente avanzato e infiltrante la vena mesenterica superiore. Giunto all'osservazione dei chirurghi era stato in un primo momento giudicato (giustamente!) inoperabile, quindi operabile dopo una seconda ecografia (!). Ergo ha dovuto subire una laparotomia a dir poco inutile e sfiancante per le sue gia' nulle energie etc e il tutto si e' risolto con una derivazione bilio digestiva palliativa complicata da fistola linfatica che anziche' riassorbirsi emette ora piu' liquido di drenaggio che mai (un paio di gg fa 1000 ml!). Fin a che era ricoverato si attestava sui 200/300 ml in quanto si cibava meno per os e gli veniva praticata la nutrizione parenterale. Ora mi chiedo: era proprio necessario aprirlo in quel modo quando sarebbe bastato uno stent per risolvere l'ittero ostruttivo.?
Due: il liquido in aumento e' significativo di un peggioramento, vero? Soffre sempre piu' di gonfiori, dolori e diarrea..e inoltre e' vero che finche' sta fistola o quel che e' secerne non sara' possibile sottoporlo a chemioterapia? e intanto il tempo scorre inesorabile e son gia' trascorsi quasi due mesi e mezzo dalla diagnosi e so che sono preziosissimi per lui. Grazie, una figlia a terra e consapevole :-(

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[#1] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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LECCE (LE)
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Gentile utente, considerato che era stato secondariamente giudicato operabile, i colleghi (cerco di interpretare), anzichè richiudere quando hanno constatato la reale inoperabilità, hanno deciso di eseguire un intervento palliativo che potesse migliorare il problema dell'ittero in maniera più duratura dello stent. Sulla fistola purtroppo la stessa rappresenta una complicanza contemplata in questo tipo di interventi, bisogna ovviamente saperla gestire al meglio. Riguardo all'inizio della chemioterapia ovviamente il giudizio dell'oncologo è quello che conta.
Saluti
[#2] dopo  
Dr. Lucio Pennetti
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NAPOLI (NA)
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Gentile utente,oltre le giuste considerazioni del Collega, pensi che l'inoperabilita' (nonostante le indagini preoperatorie) per questa patologia viene spesso riscontrata intraoperatoriamente.
Pensare ad una derivazione biliodigestiva consente di non perdere il paziente a causa dell'ittero ,prima della progressione della neoplasia.Non avere pensato ad uno stent,probabilmente non era fattibile(per motivi anatomici o tecnici)oppure avendo intravisto una possibilità chirurgica,non confermata dalla esplorazione operatoria,ha spinto i colleghi alla derivazione in corso di laparotomia.Purtroppo c'è'.stata l'insorgenza di complicanze postoperatorie
Prescindendo dalla fistola,la valutazione dell'oncologo dovrà anche tenere presente la funzionalità epatica e le condizioni cliniche del paziente,per l'eventuale chemioterapia.
Saluti e coraggio.
[#3] dopo  
Utente 343XXX

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Vi ringrazio per le cortesi risposte. Purtroppo da oggi mio padre ha dovuto iniziare una terapia antalgica un po' piu' massiccia e il liquido perso aumenta sempre piu' quando si manifestano forti dolori...




[#4] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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LECCE (LE)
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Di nulla, gentile signore e auguro a suo padre di trascorrere questo difficile periodo della sua vita, con un'adeguata terapia palliativa, nella maniera più serena possibile.
Cordiali saluti