Utente 157XXX
Buongiorno,espongo subito la mia domanda:mio padre il 21 aprile scorso è stato colpito da un ictus emorragico,poco prima parlavamo tranquillamente e poi ha avuto questo malore del quale si è capito subito cosa fosse per i segni evidentissimi(la parte sx non si muoveva,la bocca storta,gli occhi sempre chiusi)ho chiamato i soccorsi che però sono arrivati dopo 45 minuti,siamo arrivati all'ospedale(che dista 10 km) dopo 2 ore ,mio padre è stato cosciente per un'ora e un quarto,quando eravamo a casa,ci capiva e rispondeva,mentre all'ospedale è arrivato in stato di coma.La TAC ha evidenziato::Esame eseguito con tecnica volumetrica nelle sole condizioni basali.Voluminoso ematoma intraparenchimale emisferico destro(estensione antero-posteriore orientativa di 9 cm)con associato alone di edema peri-lesionale.Ne consegue vistoso effetto massa sull'intero encefalo,caratterizzato da spianamento diffuso dei solchi cerebrali,specie quelli di destra,e notevole effetto compressivo sul sistema ventricolare depiazzato verso sinistra.al momento lo shift verso sinistra delle strutture mediane in sede sovra-tentoriale è superiore 10 mm.Coesiste condizione di emoventricolo massivo tetra-ventricolare,con dilatazione per ostacolato deflusso sopprattutto del ventricolo laterale sinistro.Mi rendo conto che la situazione era grave,ma possibile che non si poteva intervenire?L'ospedale non era attrezzato sarebbe dovuto essere trasferito a Roma,ma hanno detto subito che non c'era niente da fare e che non avrebbe superato la notte,infatti dal malore accaduto alle 9,45 del mattino,poi lui si è spento alle 23,40 della stessa sera.Ho il cuore a pezzi,come si fa a non provare a fare nulla per una persona? La cosa che più mi angoscia è che lui abbia capito tutto e che durante il coma sentisse tutti noi piangere per l'imminente morte.

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Dr. Anna Maria Martin
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Gentile utente, ci dispiace per la sua perdita e mi creda se le dico sinceramente che comprendiamo il suo dolore e la necessità di uno sfogo, ma la medicina ha dei limiti e non si può sempre e comunque fare qualcosa per sconfiggere la morte.
Il babbo comunque una volta subentrato il coma, per il diffondersi della emorragia che è stata veramente imponente, certamente non partecipava più a quanto accadeva nelll'ambiente circostante, e questo può forse esserle di conforto.
Un saluto.