Utente 777XXX
Buongiorno,
a gennaio del 2007 mi sono procurato una frattura composta allo scafoide del polso sx giocando a pallavolo.
In un primo momento dalla radiografia non si evidenziava tale frattura e dall'ospedale mi hanno mandato a casa con una bendatura rigida per dieci giorni.

Dal momento che il dolore non diminuiva, ad aprile dello stesso anno sono andato da uno specialista che mi ha prescritto una risonanza magnetica dalla quale è risutata evidente una frattura in fase di ricomposizione. Il medico mi ha pertanto prescritto un ciclo di magnetoterapia.

A settembre, alla visita di controllo, il polso risultava, a seguito di radiografia, quasi completamente guarito.

A distanza di nove mesi dall'ultima radiografia, sentendo ancora dolore, sono andato da un altro specialista che, a seguito di radiografia per scafoide, ha riscontrato che la frattura al polso non risulta ancora consolidata e mi ha prescritto un ciclo di onde d'urto.
Ho quindi telefonato a un centro specializzato il quale mi ha detto che per questo tipo di problema loro non eseguono le onde d'urto... e anche su internet non risulta che questa terapia venga utilizzata per la frattura allo scafoide.

Cosa mi consiglia di fare?

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[#1] dopo  
Dr. Michele Milano
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MONCALIERI (TO)
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Iscritto dal 2007
Le onde d'urto servo nelle pseudoartrosi, ovvero nelle mancate consolidazioni di fratture. La caratteristica è quella di bombardare tramite ultrasuoni le ossa in maniera tale da stimolarne il carico.
In genere si usano su segmenti di ossa lunghe (tibia, radio, etc). In un distretto come lo scafoide non ho particolare esperienza e non è mia abitudine prescriverle (segmenti ossei troppo piccoli e soprattutto vascolarizzazione limitata).
In caso di mancata consolidazione COMPLETA (ovvero pseudoartrosi) di scafoide consiglio un intervento di innesto osseo (ed è quanto descritto nella letteratura in proposito).
Ovviamente consideri le mie solo indicazioni non avendo potuto visitarla.
Tanti auguri
[#2] dopo  
Dr. Riccardo Busa
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MODENA (MO)
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Le onde d'urto possono "aiutare" la consolidazione di un segmento osseo in caso di ritardo rispetto ai tempi normali che per lo scafoide carpale arrivano a circa sei mesi. Oltre i sei mesi il "ritardo di consolidazione" viene più propriamente indicato col termine di "non consolidazione" o "pseudo-artrosi". Ritengo a questo punto indicato effettuare esame RM con studio della vascolarizzazione del polo prossimale dello scafoide e successiva visita specialistica per eventuali indicazioni chirurgiche.
[#3] dopo  
Dr. Riccardo Busa
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MODENA (MO)
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Iscritto dal 2008
Caro Michele,
la mia esperienza in merito è limitata. Non la ritengo certamente una metodica di prima scelta. Alla fine degli anni 90, quando questa tecnica fu presentata negli ambienti di chirurgia della mano,furono presentati proprio alcuni casi di pseudoartrosi dello Scafoide carpale. Ovviamente le prime casistiche erano trionfali!
Personalmente l'ho prescritta a non più di dieci pazienti che erano già stati sottoposti ad intervento con innesto osseo e sintesi (da me o da altri colleghi) e non avevano avuto buoni risultati.
Il presupposto è sempre stato, comunque, per me, la presenza di una certa vascolarizzazione del polo prossimale, evidente alla RM.
Se il polo prossimale scafoideo è completamente avascolare non vedo proprio come l'onda d'urto possa rivitalizzarlo!
Di questi dieci pazienti ho un paio di riscontri positivi con consolidazione accettabile ad un anno circa. Non è certo una casistica significativa, mi rendo conto!
Può essere, a mio avviso, una opzione da tentare prima di un re-intervento! Allargherei la discussione a tutti i Colleghi che avessero da offrire un contributo sull'argomento!!!!
Un saluto!

[#4] dopo  
Utente 777XXX

Iscritto dal 2008
Grazie per le risposte. Da quello che ho capito la terapia è sperimentale e non si riscontrano casistiche positive. Farò comunque un tentativo, cordiali saluti.