Utente 181XXX
Buonasera, quattro anni fa ormai ho subito un trauma penieno, come forse qualcuno di voi si ricorderà e come immagino potete vedere dal mio storico.
Ammetto che a distanza di quattro anni, e sebbene il trauma sembri essere stato non eccessivo, non sono riuscito ancora a superare la situazione. Ultimamente stavo prendendo un po' di coraggio nel vedere che comunque i traumi del pene sembrano essere molto più frequenti di quanto non si creda, e che quindi non sono assolutamente l'unico a convivere con questo problema. Mi è venuto però un dubbio, credo che il mio trauma abbia una sua particolarità, credo sfortunata.
A differenza delle comuni fratture del pene infatti, che si hanno comunque in uno stato di forte erezione, il mio pene ha subito il trauma sì durante un rapporto, ma mentre l'erezione era molto scarsa causa una prostatite che in quel momento mi stava dando i suoi peggiori sintomi. Anzi, nel momento esatto dell'impatto era molto più vicino ad uno stato di flaccicidità che di erezione. "Impuntandosi" su sé stesso dopo aver impattato l'osso pubico di lei questo trauma ha causato una lesione a carico del setto intracavernoso, e non quindi dell'albuginea, come leggo ogni volta quando si parla di fratture del pene.
Volevo chiedervi intanto se ho ragione di credere che il mio tipo di trauma sia di un caso un po' particolare (lesione del setto e non dell'albuginea) e se sì, che differenza comporti questo diverso traumatismo rispetto a quelli di cui sono ben informato (anche attraverso il vostro sito).

Grazie.

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Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
in trenta nni della mia carriera mai vidi trauma isolato del setto. Credo che tale evento andrebbe per lo meno documentato con radiologia adeguata: es. risonanza magnetica nucleare dinamica.