Utente 292XXX
Gentilissimi Dottori,
sono stato operato il 23/02 u.s. con un impianto di protesi peniena tricomponente ams 700 lgx. Contrariamente a quanto sussurratomi dal tecnico della ams in sala operatoria il chirurgo non ha lasciato la protesi attivata all'80% ma solo al 60%. Questo è stato tuttavia sufficiente a determinare un edema tale per cui il chirurgo dopo due settimane ha deciso di procedere allo sgonfiamento della protesi. Volevo sapere se sulla scorta della Vostra esperienza tale periodo e tale periodo di sussistenza dello stesso è sufficiente per contenere il c.d. effetto Coffin. Vorrei poi chiederVi, visto che a tutt'oggi il pene mostra una sostanziale incapacità di raggiungere una dimensione ed una inclinazione paragonabile paragonabile a quella pre-intervento, (sorvolando sulla dolorosità dell'attivazione della pompa in questa fase), quanto tempo occorrerà orientativamente pperchè questo accada. Premesso che seguo le indicazioni del chirurgo di attivare la stessa un'ora la mattina e un'ora la sera.
Grazie infinite a chi potrà rispondermi.

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Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,
l'edema post-operatorio è un evento naturale ed è indipendente dal grado di rigonfiamento della prostesi peniena (è estremamente difficile stabilire una differenza fra 60 e 80% di rigonfiamento della protesi) che o 60 o 80% poco cambia.
Altro punto è la difficoltà di paragone fra la lunghezza in erezione pre-operatoria e quella post-operatoria. Chi applica una protesi ha un serio deficit di erezione su base organica non responsivo o scarsamente responsivo alla terapia medica. L'intervento in genere si esegue come minimo dopo 1aa dall'insorgenza del problema periodo in cui il pene va inevitabilmente in contro a fenomeni involutivi di atrofia e fibrosi con ridotta elasticità. Sulla scorta di quanto detto è impossibile fare dei confronti pre o post-operatori.