Utente 380XXX
Buonasera,
scrivo per un consulto per mio padre, uomo di 80 anni. Nel Febbraio del 2013, a causa di un infarto gli sono stati inseriti due stent, nel febbraio del 2014 è stato operato per aneurisma addominale e a dicembre del 2014 gli sono stati inseriti altri due stent. A seguito dell'ultima angioplastica continua a prendere Plavix e aspirinetta. Due settimane fa è stato operato al sigma e al retto per un tumore (operazione urgente e necessaria) ma a seguito di tale operazione il drenaggio presenta molto sanguinamento. Il cardiologo non vuole interrompere gli antiaggreganti ma, a proprio a causa di questi, la situazione non migliora. Da due giorni gli vengono trasfuse due sacche di sangue al giorno e gli viene somministrata albumina, ma i medici non sono positivi e mi sembra che anche loro stiano procedendo per tentativi. Io vorrei sapere e questi antiaggreganti possono essere diminuiti per permettere alla ferita di rimarginarsi. Non so come aiutare mio padre, il quale sta anche andando in depressione perché non sembra esserci via di uscita.
Grazie!

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Dr. Mariano Rillo
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Cara signora
comprendo le sue paure, ma la sospensione della terapia antiaggregante và attentamente valutata perchè occorre stabilire il rischio che l'assenza di questa terapia, in un paziente sottoposto recentemente a impianto di stent, possa associarsi a chiusura degli stessi con possibilità di infarto secondario devastante....Purtroppo a distanza noi non possiamo esserle di ulteriore aiuto e non posso che consigliarle di affidarsi alle decisioni dei colleghi.
Cordialmente