Utente 318XXX
Buongiorno,
sono una ragazza di quasi 30 anni e pratico vari sport, non a livello agonistico, ma per il semplice piacere di muoversi: zumba due volte alla settimana e nel week end pattini in linea o bicicletta o un po’ di corsa, senza tuttavia un impegno costante.
In particolare, riesco a correre un ‘ora, un’ora e dieci facendo una decina di km, allenandomi un paio di volte al mese, ma negli ultimi tempi già dopo 10 minuti di corsa avvertivo un dolore sempre più intenso alla parte esterna del ginocchio sinistro che poi si propagava anche nella parte anteriore: riuscivo nei primi tempi a proseguire nell’allenamento anche se smesso di correre il dolore si faceva più intenso e faticavo a piegare la gamba.
Pur non avendo corso per un mese, il dolore si è ripresentato ugualmente non appena sono andata a correre di nuovo e anche nelle uscite successive (a distanza di due settimane circa l’una dall’altra nei mesi di maggio- primi di giugno) ho avvertito dopo un paio di km dolore, via via più intenso a tal punto da dovermi fermare dopo una quarantina di minuti e risentendone anche nei giorni successivi, facendo fatica a fare le scale in discesa.
L’ultima volta che ho corso, circa tre settimane fa, sono riuscita ad allenarmi quasi 40 minuti senza tuttavia avvertire male, ma sentendo il ginocchio un po’…strano.
Nel frattempo avevo fatto una prima visita ortopedica in cui mi è stata prescritta ovviamente una risonanza magnetica al ginocchio il cui responso vi riporto
“Non alterazioni dell’intensità del segnale del midollo endospugnoso dei capi ossei esaminati.
Nella norma morfologia ed intensità di segnale dei legamenti crociati e dei legamenti collaterali.
Entrambi i menischi presentano lievi note degenerative al corno posteriore.
Conservate le cartilagini articolari femoro-tibiali.
Al grado di flessione dell’esame la rotula è in asse; la cartilagine femoro – rotulea, di spessore, presenta un’areola condromalacica a livello della faccetta rotulea mediale.
Nella norma spessore ed intensità di segnale del tendine rotuleo e del tratto distale del tendine del muscolo quadricipite femorale.
Non significativo versamento articolare.
Non alterazioni dell’articolazione tibio-peroneale prossimale.”
Dalla risonanza magnetica, non riesco a capire se c’è da preoccuparsi e fare ulteriori accertamenti e/o terapie oppure si rientra nel fisiologico.
Grazie per la cortese attenzione.
[#1] dopo  
382191

Cancellato nel 2017
Gentile utente,
la sua storia clinica e il referto della risonanza magnetica sono compatibili con una sindrome da malallineamento rotuleo. Naturalmente per una conferma 'professionalmente corretta' è necessaria la visita clinica e la visione diretta delle immagini della risonanza magnetica.
La sindrome (che può avere varie forme e quindi anche diversi trattamenti) si manifesta generalmente con un dolore 'anteriore' (simile a quello da lei descritto) e si cura inizialmente con la fisioterapia, esercizi per potenziare alcuni muscoli della coscia e di stretching di altri muscoli e l'utilizzo di un tutore di centratura della rotula. Si possono associare delle infiltrazioni di acido ialuronico se c'è un problema cartilagineo evidenziato alla risonanza (come sembrerebbe nel suo caso).
Nel caso di persistenza alla fisioterapia (che andrebbe protratta per 4-6 mesi) si può ricorrere alla chirurgia.
Ribadisco che per una diagnosi corretta sono necessari i dati clinici e radiografici.
Spero di essere stato di aiuto.
Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 318XXX

Iscritto dal 2013
Buongiorno,
la ringrazio per la sua tempestiva e dettagliata risposta.
Farò tesoro delle sue indicazioni.
Grazie ancora e cordiali saluti.