Utente 210XXX
Gentili medici,
mi interesserebbe molto sapere, per cultura e curiosità personale, quali sono le procedure che si attuano per soccorrere un infartuato o quanto meno che lo aiutino nell'attesa dei soccorsi? Il massaggio cardiaco quando può essere effettuato? Inoltre, all'infartuato, una volta raggiunto l'ospedale e sottopostosi ai relativi accertamenti, cosa viene somministrato a livello farmacologico? Si può bloccare il progredire di un infarto in atto con un farmaco? Ho sentito più volte parlare d'infarto miocardico e coronarico... sono la stessa cosa?
Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Massimo Tidu
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TORINO (TO)
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Gentile utente:

Per infarto miocardico si intente la morte di porzioni piu' o meno estese di muscolo cardiaco (detto anche miocardio) dovuta alla occlusione delle arterie coronarie che sono i vasi arteriosi che assicurano l'apporto di sangue per il proprio nutrimento al miocardio. Tale occlusione nella quasi totalità dei casi è dovuta alla formazioni di coaguli di sangue che "tappano" le arterie in corrispondenza di placche ateromasiche (formate principalmente da colesterolo) che a causa di una propria debolezza di parete (per esempio per fenomeni infiammatori) o per una aumentata sollecitazione (per esempio in caso di pressione arteriosa elevata)si rompono, esponendo al flusso di sangue delle strutture che facilitano la coagulailità del sangue.
Semplificando si puo' dire che lo scopo fondamentale della terapia in caso di infarto è dunque quella di "riaprire" il vaso arterioso permettendo prima possibile di ripristiare il flusso ematico. Questo scopo puo' essere raggiunto in due modi:
o somministrando farmaci che sciolgono il coagulo ( detti trombolitici) oppure riaprendo il vaso meccanicamente mediante una procedura che si chiama angioplastica. Tale procedura prevede il raggiungimento del punto di occlusione (attraverso la puntura di un vaso arterioso spesso a livello femorale o a livello del polso e ripercorrendo a ritroso i vasi arteriosi fino a ragiungere la coronaria malata) con un catetere che alla punta ha un "palloncino" che verrà gonfiato fino ad allargare il punto critico della coronaria. Se la semplice dilatazione non fosse sufficiente e il vaso arterioso tendesse a restringersi nuovamente, puo' essere posizionato uno stent ossia un piccolo cilindretto a maglie che puo' essere dilatato fino a raggiungere il diametro del vaso arterioso che si comporta come una sorta di "armatura" capace di tenere meccanicamente aperto il vaso.
Altri scopi della terapia farmacologica sono di " assistenza" ossia di rendere più difficile la formazione di nuovi coaguli di sangue (somministrando farmaci antiaggreganti come la aspirina, le eparine nelle varie somministrazioni e nuovi antiaggreganti che ormai vengono normalmente utilizzati), di ridurre al minimo il consumo di ossigeno del miocardio (in modo da "farsi bastare il poco sangue che arriva fino a quando il vaso non sarà sufficientemente riaperto) e di impedire la creazione di aritmie (a volte purtroppo pericolose per la vita del paziente)mediante la somministrazione di farmaci chiamati beta bloccanti, e di impedire che ci sia una nuova progressione della placca che ha scatenato il fenomeno (mediante la somministrazione di farmaci detti statine, che posseggono anche effetti vantaggiosi detti pleiotropici, di difficile spiegazione in poche righe).
Naturalmente cercare di spiegare il meccanismo dell'infarto e la terapia in fase acuta in poche frasi non è semplice, ma spero di aver soddisfatto almeno in parte la sua curiosità.
A disposizione per ulteriori consulti
[#2] dopo  
Utente 210XXX

Iscritto dal 2006
Grazie per il consulto e per la disponibilità dimostrata! E' stato molto chiaro ed esaustivo.
Codialità.