Utente 416XXX
Buongiorno, rivolgo questa domanda con tanta preoccupazione a tutti gli anestesisti che seguono Medicitalia e spero di ottenere (più d'una) risposta tranquillizzante.
Mio padre di 71 anni è in discrete condizioni di salute, eccezion fatta per delle lesioni cerebrali di vecchissima data (incidente stradale con trauma cranico e coma cerebrale prolungato avvenuto 30 anni fa: VISTOSA CONDIZIONE ATROFICA).
Quindi non è del tutto autosufficiente ma svolge una vita abbastanza autonoma (ha problemi di memoria, orientamento, e via dicendo).
In questi 30 anni non ha mai avuto necessità di operarsi, ha fatto solo l'ipertrofia prostatica e l'anestesista disse che "ERA UNA FORTUNA POTERGLI FARE LA SPINALE, PERCHE' NELLE SUE CONDIZIONI CEREBRALI DI GRAVE ATROFIA LA TOTALE SAREBBE STATA UN DRAMMA".
L'intervento infatti andò bene e l'urologo ci disse che essendo sveglio era stato pure divertente e "meglio di molti pazienti cosiddetto normali" (il babbo assomilgia molto all'attore Tom Hanks in Ghost).
Adesso purtroppo ha un GIST e deve essere operato per forza. Ci chiediamo, l'anestesia che deve essere necessariamente TOTALE, potrà mica farlo finire in coma? Oppure il cervello così atrofico non "smaltirà" bene gli anestetici e diverrà demente completo, oppure ancora potrebbe avere un blocco della respirazione e morire? Il NEUROLOGO che lo segue ha detto che non sa risponderci, ma di stare tranquilli perchè ci penserà l'ANESTESISTA....Dice bene, stare tranquilli!! Non lo siamo assolutamente, chi ci sa dare un consiglio? Vi preghiamo di risponderci grazie!

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
36% attività
20% attualità
20% socialità
()
Rank MI+ 76
Iscritto dal 2008
Buon giorno, un paziente come suo padre può presentare un peggioramento delle condizioni neurologiche di base nel periodo postoperatorio . Tale condizione può essere transitoria e di vario grado, le cause sono diverse e non tutte note.
Una anestesia generale espone maggiormente a questo rischio, ma si può avere anche dopo una anestesia periferica, e nel vostro caso non è successo col primo intervento..
In questo caso temo che l'anestesia generale sia necessaria, ma a causa della sua patologia cerebrale, il babbo non rischia il coma, l'insufficienza respiratoria o la morte. I farmaci della anestesia non vengono eliminati dal cervello, anche se ovviamente hanno un necessario effetto depressore sulle funzioni cerebrali.
Certamente è un paziente delicato, ma parlatene anche col suo anestesista, una anestesia stabile e ben condotta con un intervento chirurgico rapido e con scarso sanguinamento, possono garantire un risveglio meno traumatico di quanto si creda. Coraggio.
Cordialmente.
[#2] dopo  
Utente 416XXX

Iscritto dal 2016
Grazie dottoressa, è stata veramente gentile ed anche così rapida nella risposta, che nemmeno ci speravo!
Mi viene da dire peccato che non sia Lei la sua anestesista!!
Appena farà la visita anestesiologica racconterò tutto all'anestesista ed incrociamo le dita!
Non so se, magari, nel caso del babbo siano da preferire anestetica volatili o via endovenosa (o entrambi) o se vi siano dei protocolli per casì come il suo...
Grazie anche per l'umanità che ci ha dimostrato nella sua risposta!
Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
36% attività
20% attualità
20% socialità
()
Rank MI+ 76
Iscritto dal 2008
Buon giorno, il tipo di anestesia da praticare è una decisione personale dell'anestesista che si occupa del paziente.
Questa scelta deriva da una valutazione globale delle condizioni cliniche, dal tipo di intervento da eseguire e per ultimo, ma non meno importante dalla esperienza e dalle preferenze dello stesso anestesista.
Pertanto riferite tutto all'anestesista, portandogli anche documentazione scritta se ne avete, e affidatevi al suo giudizio.
Cordiali saluti.