Utente 425XXX
Buongiorno,vorrei fare una domanda molto semplice: ma è vero che in qualsiasi fibrillazione atriale parossistica vi è dapprima un run sopraentricolare e poi l'innesco della stessa FA? Vi spiego sono infermiere e mio fratello 34 anni causa palpitazioni sporadiche ha indossato un holter in cui è stata registrata l'aritmia dapprima con un run sopraventricolare a 180 bm di 2 minuti e poi innesco di FA ...gli accertamenti cardiaci sono nella norma e un medico disse che è normale che nelle fA parossistiche vi è dapprima un run appunto sopraventricolare cosa ne pensate? Grazie .

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Gentile signore,
intanto è fortunato suo fratello che è riuscito a registrare la crisi di due minuti di TPSV a cui ha fatto seguito la F.A. parossistica.
Lei che è infermiere qualche conoscenza limitata sulla fisiopatologia cardiaca dovrebbe averla, se come sicuramente, è un bravo infermiere.
La TPSV può fungere da innesco per una F.A. parossisitica, ma la stessa può instaurarsi tout court non preceduta da altre aritmie sopraventiricolari.
De resto al cardiologo non interessa la causa della F.A. intererssa fare diagnosi di F.A. e convertirla farmacologicamente o con la cardioversione, al ritmo sinusale.
Se il cuore di suo fratello è sano, non vi è dilatazione atriale, in genere la conversione avviene con un bolo di Flecainide o Propafenone. Se il caso si può somministrare un beta bloccante per ridurre la risposta ventricolare che può inizialmente essere molto alta, senza che ciò, come lei ben sa, comporti rischi di Shock cardiogeno.
Le rammento che chi ha fibrillato una volta tenda a recidivare: per il benessere di suo fratello gli consigli un tentativo di ablazione e risolverà i suoi problemi. Intendo quelli di suo fratello.

Carissimi saluti,
Dr. Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 425XXX

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Grazie Dotto Caldarola,si in effetti ho capito dal primo momento che in effetti deve sottoporsi allo studio e ho riferito ciò al cardiologo che lavora nello stesso ospedale che lavoro io e mi ha riferito che potrebbe essere una buona idea..se lei consente le riporto il dato dell holter che ha registrato l aritmia :innesco di tpsv (probabile da rientro ) frequenza 195bm durata 3:20 minuti ,successivamente si instaura una FA parossistica a seguito della tpsv con frequenza variante da 190-205 bm per durata di 10 minuti per poi stabilizzarsi a 130 bm fino alla coversione del ritmo sinusale ,assenza preeccitazione Ve rilevata ..mi chiedo secondo la sua esperienza considerando la frequenza iniziale dell instauro della Fa di 190-205 bm
..si rischia uno shock cardiogeno a tali frequenze ? Saluti Mauro.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Signor Mauro,
ho ricevuto un consulto pressochè identico al caso di suo fratello.
In Medicina Interna.
Non so se le sappia che cosa è uno shock cardiogeno, ma mi pare che pur essendo infermiere lei non ne conosca nè le cause nè i sintomi.
Suo fratello, o lei, che potrebbe fibrillare un giorno (può capitare a tutti) non rischia nessuno shock cardiogeno con una iniziale alta risposta ventricolare in corso di F.A parossistica.
Non so chi le abbia raccontato questa "castroneria" perchè tale è: lo shock cardiogeno è una grave sindrome dipenndente dalla incapacità del cuore di svolgere la sua funzione di pompa efficacemente con conseguente ipoperfusione tissutale e dei "parenchimi nobili" come di diceva una volta.
Quindi rassereni il suo animo e si documenti: all'altro paziente ho consigliato il buon Guyton per studenti di Medicina: chiarissimo e comprensibile.
Lo consiglio anche a lei: costo sui 150 EUR a seconda della libreria.

Cari saluti,
Dott. Caldarola.
[#4] dopo  
Utente 425XXX

Iscritto dal 2016
Guardi Dottore non so più che fare ...ora ho scoperto che le ha mandato un messaggio anche a lei ,sta andando molto in ansia per questa fibrillazione atriale ..lui e un peofesssionista che lavora in un laboratorio di analisi ha sempre mostrato sicurezza ma è come se questa situazione l ha molto destabilizzato ed ora ho scoperto chiedendoglielo che le ha scritto precedentemente ..il bello sa qual è ? E che ha costretto me a scriverle per paura che non lo rispondevate ...sta andando in ansia e ammetto che sbaglio io in primis a rassicurarlo troppo...le ho chiesto se rischiava lo shock cardiogeno perché lei l ha citato prima ..e nella mia conoscenza comunque sapevo che finché si tratti di aritmie sopraventricolare non si hanno quasi mai shock cardiogeni,discorso diverso per le aritmie ventricolari (questo è il principio che mi insegnò un professore )..ho preferito però chiedere a lei che certamente ne sa moltissimo più di me e adesso ho captato il messaggio ...dottore come ultima cosa che mi sta chiedendo ..dato che da biologo mio fratello ha studiato mutazioni cromosomiche ,vi potrebbero essere difetti genici predisponenti alla Fa ?...Dottore che dirle ...mi scuso da parte di mio fratello ..mi scuso io per aver fatto anche una brutta figura a contattarla credendo che lui in precedenza non l avesse fatto ...e grazie ancora di tutto.
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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No non si scusi.
Non è necessario.
Piuttosto porti suo fratello da uno psichiatra e con urgenza perchè possa curarlo bene.
Parliamo di F.A. parossistica, non di aritmie che riconoscono un substrato genetico - molecolare.
Se lei ha una atimia ventricolare, per esempio una FV, non va in schock cardiogeno: cade a terra cadavere e se non la defibrillano entro 5-6 minuti, resta cadavere.
E le fanno la messa funebre con i paramenti viola.

Saluti cari.
Dott. Caldarola.
[#6] dopo  
Utente 425XXX

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Provvederò al più presto ..molte grazie e tanti saluti .
[#7] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Bravo, provveda!!

Cari saluti,
Dott. Caldarola.
[#8] dopo  
Utente 425XXX

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Gentilissimo Dottor Caldarola ,come da lei consigliato siamo andati da un altro aritmolgo per proporre lo studio EF,il medico ha fatto il solito ECG basale ecocardio nella norma come al solito ,ascoltando la storia clinica di FA parossistica di mio fratello ci ha chiesto se soffriva di ernia jatale con reflusso ,cosa c entra ?..e poi ha detto che farà uno studio elettrofisiologico anche se secondo lui servirà a poco perché probabilmente non troverà nulla ,secondo lui è solo predisposizione e se le crisi si fanno frequenti si può pensare all ablazione delle vene polmonari ,ma lo studio lo farà comunque per maggiore completezza ,la domanda che purtroppo ci siamo dimenticati di fare (abbiamo fatto 200 km ) per andare da questo cardiologo ,e questa :come mai una tpsv dopo due minuti diventa FA parossstica e non si mantiene appunto come tpsv?cio ne aumenta la pericolosità ?..chiedo scusa se faccio questa domanda a lei ma e l unico capace di chiarirci tutto ..e mi creda se non fosse per la distanza saremo venuto volentieri a visita da lei,non dico ciò per sembrare carino nei suoi confronti ,ma perché sia io che mio fratello pensiamo ciò ...persona unica disponibile è chiarissima nel farci capire le cose ,complimenti e grazie .
[#9] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Guardi caro Lei,
se le fanno l'ablazione delle vene polmonari suo fratello finisce all'altro mondo e il problema si conclude definitivamente.
Al più si può fare una ablazione di foci che innescano la F.A. che sovente sono allo sbocco delle vene polmonari.
Mi spiace che abbiate fatto 200 Km per andare a trovare un cardiologo (più vicino non c'era nessuno?) e vi siate dimenticati di chiedere la cosa più importante: cioè quella con cui lei qui e suo fratello in Medicina Interna mi state martellando il cervello da diverso tempo.
Il suo fratellino soffre di F.A. atriale parossistica.
Ma, sempre il suo fratellino, soffre di un disturbo ossessivo compulsivo (D.O.C.) che è più pericoloso della F.A. parossistica.
Quindi le ribadisco di portarlo rapidamente a visita da uno Psichiatra, che deve essere anche molto bravo, perchè lo possa curare!
Lei, con la delega di suo fratello, continua a ripetere le stesse domande: evidentemente si sta facendo nevrotizzare e prima o poi per tutelare il fratellino verrà un grave D.O.C. anche a lei e dovrà pagare lo psichiatra per lei e per suo fratello.
Onde evitare questo inconveniente, provi a calmierare suo fratello e domani stesso prenda appuntamento con lo specialista della mente, perchè l'ablazione delle vene polmonari può aspettare.
Proceda per priorità.
Carissimi saluti,
Dott. Caldarola.
[#10] dopo  
Utente 425XXX

Iscritto dal 2016
Non volevo passare per quello che tartassa il cervello ..mi dispiace se è passato questo messaggio ..