Utente 432XXX
Salve, dalla consultazione del nostro Forum mi è capitato di leggere posts in riferiment­o a patologie assonal­i del nervo sciatico ­popliteo, ove nella c­ircostanza, in consid­erazione della scarsa­ diffusione della pat­ologia veniva segnala­to come riferimento c­linico il Dott. Max Ma­gi, che purtroppo, da ricerche online, sembra che non sia più tra noi.
In considerazione de­l fatto che sono ­quasi sei mesi che no­n ho diagnosi precise­, ma l'orientamento d­iagnostico delle ulti­me visite sembra anda­re in tal senso, volevo chiedere se su questo sito, vi è la possibilità di ottenere indicazioni (anche in pvt) circa altri medici di ­riferimento per la ci­tata patologia, in It­alia o nel sud (Caser­ta).

RingraziandoVi antici­patamente del tempo c­he intenderete dedicarmi, auguro a tutti Buon Natale.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio
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Egr. signore,
conoscevo molto bene il compianto dr. Magi avendo lavorato nello stesso Ospedale, seppur in reparti differenti, per oltre 10 anni.
Detto questo da ciò che riferisce sembre che Lei soffra di una "lesione" dello SPE, ma non dandoci notizie più precise (ovvero da quanto tempo, come si è verificata, quali sono i sintomi sia soggettivi che oggettivi), non è possibile darLe indicazioni su una eventuale terapia e che tipo di terapia.

Sia più preciso.
Buon Natale anche a Lei
[#2] dopo  
Utente 432XXX

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Gentile Dott. Migliaccio,
La ringrazio della risposta e nell'occasione Le rinnovo l'augurio di buone festività.

In merito al mio caso Le riassumo il contesto del trauma e le successive evoluzioni che nel tempo si sono determinate.
Purtroppo le esigenze di accuratezza mal collimano con la concisione della trattazione, ma cercherò di essere quanto più breve possibile.

Il tutto ha avuto inizio negli ultimi giorni di luglio dell'anno (ormai passato) 2016. Nella circostanza, mentre percorrevo una strada fatta a gradini scivolai riportando un trauma distorsivo contusivo al ginocchio sx. La mia "grande fortuna" fu che il principale punto di impatto sulla parte angolare di un gradino era da identificarsi in ciò che i Suoi Colleghi hanno indicato come Pape. Precisamente nell'area prossimale alla testa del perone, angolo posteriore.

Subito dopo il trauma il ginocchio si presentava gonfio a360^ Con una strana ecchimosi larga circa 1,5 cm e lunga 15cm (come una goccia che coli lungo una parete verticale) che partiva dall'area prossima alla testa peroneale e scendeva lungo il lato tibiale.

Immediatamente mi portai da uno specialista ortopedico che clinicamente escluse lesioni legamentose e meniscali, prescrivendomi radiografie, risonanza e fisioterapie. Gli esami strumentali eseguiti nell'immediatezza confermavano l'esame clinico. In particolare il referto della risonanza segnalava una lieve distrazione del tendine popliteo e la presenza di una bascula laterale che al momento dei fatti era asintomatica. La radiografia Gin SX non evidenziava anomalie a parte una riduzione dell'emirima laterale.

Dopo circa 15 gg l'edema si era ritirato ma permaneva un fastidio-dolore nella parte posteriore e superiore della testa del perone. Nonostante vari mesi di fisioterapia ( a fasi alterne tecar, idrokinesi, stretching, ionoforesi, massoterapia, rinforzo propriocettivo) il dolore, ad oggi, non è mai andato via mutando e peggiorando il proprio decorso.
Nel frattempo ho fatto altre 2 risonanze in cui non venivano segnalate anomalie a parte la bascula laterale, 1 tac lionese per misurare l'entità della bascula (per la quale si confermava la lieve entità del problema), 2 ecografie da cui si rilevava solo la presenza aspecifica di una piccola falda liquida sul versante esterno del ginocchio, 1 EMG/nrg con esito negativo. Ho fatto esami ematici per i fattori reumatici, con esito negativo.

Devo precisare che nei primi due mesi il dolore era più sensibile alle posizioni in carico, successivamente il sintomo è incrementato di intensità e di persistenza al punto da essere presente 24h su 24, in ogni posizione, con particolare rilevanza nelle ore notturne, durante le quali ad oggi mi è quasi impossibile riposare. Dal secondo mese il dolore è mutato... come origine parte dalla testa del perone, si irradia al polpaccio, percorrendone la parte più esterna fino al malleolo. A volte avverto delle fitte come se degli aghi mi trafiggessero il polpaccio nella sede che ho indicato. In altre occasioni avverto delle sensazioni tipo attraversamento di corrente fino alle falangi esterne del piede.
Devo dire che se tocco la zona superiore/posteriore della testa peroneale avverto delle fitte di dolore acuto che si irradiano all'attaccatura del polpaccio.
A parte il dolore, clinicamente non ho limitazioni funzionali all'arto ( almeno per ora). Ma noto che comunque la massa muscolare è visibilmente diminuita.
E' ovvio confermare che non posso fare alcun tipo di sport, cammino con forti dolori e scendo le scale con difficoltà.

Nel frattempo ho fatto numerosi altri consulti dallo specialista ortopedico senza pervenire ad una diagnosi precisa o soluzione. Per tale cosa ho effettuato consulti da altri specialisti ortopedici, e i tutti hanno escluso clinicamente lesioni legamentose/meniscali a parte uno che ha rilevato una piccola lesione (non menzionata nei referti di tre risonanze)del muro meniscale proprio all'altezza del pape e due dei quali hanno ipotizzato un possibile problema neuro-tendineo con probabile interessamento dello SPE.
Nel frattempo ho effettuato 2 infiltrazioni di acido ialuronico (per la sindrome femore rotulea), 2 infiltrazioni di cortisone sulla bandelletta (senza risultati), poi terapia con clody intramuscolare (2 serie di 5 fiale a gg alterni a distanza di 15 gg), ed in seguito con cortisone intramuscolare per 20 gg (durante tale terapia ho avuto una diminuzione dei sintomi ma permaneva sempre una sensazione di corpo estraneo in zona esterna ginocchio altezza perone).
Ho notato inoltre che i sintomi diminuiscono sensibilmente all'assunzione del rimedio omeopatico dell'iperico.

Ora sono in attesa di effettuare una ecografia dello spe (cosa che non capisco perché non mi sia stata indicata prima) e di valutare il suggerimento di effettuare un intervento esplorativo della cavità poplitea/testa peroneale per valutare le condizioni dello spe.

Alla luce della via crucis di cui sopra, mi chiedevo se posso effettuare altri accertamenti per circoscrivere la problematica e quali eventualmente sono i centri ospedalieri italiani con maggiore esperienza nel trattamento di lesioni (intrappolamento/neuroma etc) dello spe.

Mi perdoni la 'lungaggine' ma ho cercato, per quanto possibile, di essere accurato.

Le rinnovo gli auguri di serenità e Buon Anno.

Cordiali saluti.

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio
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Egr. signore,
anche se Lei è stato molto accurato e chiaro nel descrivere il Suo caso, per la certezza diagnostica bisognerebbe vedere tutti gli esami cui si è sottoposto e principalmente valutare direttamente la condizione clinica della regione sofferente.
Mi risulta un po' strano che l'EMG (fatta a che distanza di tempo dal trauma ?) sia negativa e inoltre perché Lei parla di danno assonale dello SPE se, a quanto pare, non c'è alcun deficit dei muscoli dipendenti dall'innervazione di tale nervo ?

Non so dire se è indicata una esplorazione per valutare per esempio una qualche irritazione dello SPE, ma in ogni caso, qualora lo specialista (ortopedico o neurochirurgo) che La visiterà la riterrà opportuna, se si propone ovviamente dovrebbe essere in grado di effettuarla.
Non credo sia necessario andare alla ricerca di Centri Universitari o Ospedalieri ritenuti di eccellenza.

In ogni caso trasferisco questo Suo post nella sezione di Ortopedia per maggiori ragguagli perché mi pare che il problema riguardi più le altre strutture del ginocchio piuttosto che il solo SPE.

Con cordialità e Buon Anno