Utente 924XXX
Buongiorno,
capisco che le possibilità siano remote ma spesso non è facile eliminarle dalla testa seppur, appunto, remote.

Oggi ho effettuato un prelievo al centro prelievi dove l'infermiera prima mi ha disinfettato e poi ha ritrovato la vena toccando la cute con le dita senza guanti. Successivamente ha effettuato il prelievo.

Potrebbe essere che abbia apposto delle tracce non visibili di materiale contaminato, successivamente inoculato?

Chiunque mi dice di stare tranquillo, che vi è una remota possibilità, ma è proprio l'esistenza della remota possibilità che impedisce lo star sereno (riconosco in maniera eccessiva). Purtroppo le "remote possibilità" esistono sempre, per qualsiasi taglio e qualsiasi incidente che abbia a che fare con liquidi biologici, ma in questo caso la penetrazione dell'ago in profondità all'interno della circolazione sanguigna mi è sembrata di maggior rilievo (rispetto a piccoli taglietti superficiali che possono accadere nella vita di tutti i giorni).

Purtroppo uno così dovrebbe fare i test virali praticamente ogni 6 mesi, perché credo che incidenti come quello sopra descritto avvengano nel 50% dei casi di prelievi venosi.

Cordialmente,
Grazie
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Gentile Signora,
le possibilità remote per ammalarsi o per morire all'improvviso sono infinite.
Pensi solo alla morte aritmica che colpisce, solo in italia, 70.000 persone, 200 al giorno e una ogni 8 min. Circa.
E lei si preoccupa per un prelievo in cui c'è l'inesistente possibilità che le abbiano inoculato un patogeno?!
Le consiglio di affidarsi a qualcuno che possa curare la sua ansia ipocondriaca: l'infettivologo non le serve.
Saluti,
Dott. Caldarola.