Utente 451XXX
Salve,

Vi scrivo in merito a mio padre, 78 anni, soffre di pressione alta e ha due angiomi (uno al cervello e l'altro al fegato, entrambi di 0,5 cm), ex malato di insufficienza renale ed epatite C, ora scomparse.

Dopo una visita dermatologica gli viene diagnosticato:

un sospetto (testuali parole) melanoma in regione scapolare sinistra. Si presenta come 1 cm di diametro, bicromo (marrone scuro e marrone), margini netti ma irregolari, asimmetrico (a forma di ancora), totalmente piano, per nulla rilevato, apparentemente NON ulcerato.

un neo melanocitico atipico di 3 mm di diametro, simmetrico, regolare, di colore interamente nero sul braccio sinistro.

Entrambi da asportare con urgenza, secondo il dermatologo.

Alla visita chirurgica, il dottore sceglie di operarlo in anestesia locale e day hospital (tra 15 giorni): asportazione di entrambe le lesioni + linfonodo sentinella. Era leggermente indeciso se fare prima la asportazione delle lesioni e poi una seconda operazione per la rimozione del linfonodo sentinella. Poi ha concluso: "meglio se gliele facciamo assieme, così fa una sola operazione ed evita di ritornare".

Il dottore mi ha relativamente tranquillizzato in un secondo colloquio, con me e lui da soli, dicendo "secondo me è una formazione benigna, clinicamente sembra benigna, anche se fosse un melanoma sarebbe proprio nelle fasi iniziali".

Se è così, perché fare il linfonodo sentinella senza aspettare l'esame istologico delle lesioni? E' prassi partire direttamente con il linfonodo sentinella anche in presenza di "sospetto" melanoma e non di "certo" melanoma? La decisione del linfonodo sentinella è necessariamente sinonimo di certezza della malignità e della invasività? Lo chiedo perché ho letto che si procede con una seconda operazione con asportazione del linfonodo sentinella se dall'esame istologico esce uno spessore della lesione maggiore di 1 mm.

Specifico che per altri motivi mio padre ha fatto due mesi fa una TAC con MDC al torace, all'addome e alle pelvi, ed era uscito pulito, linfonodi ascellari compresi ("non adenopatie ascellari"). Il fatto che nelle TAC sia risultata ok vuol dire che il melanoma non ha metastatizzato né regionalmente né in altri organi?

Grazie mille.
[#1] dopo  
Dr. Davide Mascali
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Si concordo con lei avrei aspettato l'esame istologico....poi pianificare in presenza di melanoma sia il linfonodo sentinella sia l'eventuale allargamento dell'escissione chirurgica.
Bisogna aspettare a questo punto l'esame istologico.. Non si preoccupi comunque ...
Mi faccia sapere ...
Distinti saluti
[#2] dopo  
Utente 451XXX

Iscritto dal 2017
Grazie mille per la risposta,

Il fatto che le TAC di due mesi fa abbiano dato evidenze buone, comprese nella regione ascellare "non adenopatie ascellari", rende improbabile un coinvolgimento dei linfonodi?

Preciso che la TAC era con contrasto.


Che mi dice dell'operazione? Lo debilita? Dopo quanti giorni riacquisisce la piena autonomia? Preciso che mio padre è attualmente completamente autonomo ed eccetto la pressione alta è in salute.
[#3] dopo  
Dr. Davide Mascali
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Salve sicuramente se la Tac non mostra segni particolari sul gruppo dei linfonodi ascellari e' un buon segno...
Per quanto riguarda il recupero dall'intervento sara' breve..
Potra riprendere dopo due o tre giorni potra' la sua normale attivita'...
Saluti
[#4] dopo  
Utente 451XXX

Iscritto dal 2017
Salve,

torno a disturbarla perché purtroppo siamo ancora in attesa dell'intervento (sarà martedì 18 luglio) e nel frattempo il mio cervello cammina.

Una delle mie paure è che non solo quello sia un melanoma, ma che l'angioma cavernoso nel cervello sia una metastasi.

Ho questa paura perché a marzo dopo aver fatto una prima RNM senza contrasto e aver visto questa formazione, l'oncologo ha ipotizzato che tale formazione fosse una mestastasi di un tumore ai polmoni o ai reni o alla prostata. Da lì le TAC con contrasto al torace e all'addome e alle pelvi.

Per fortuna, come scritto in precedenza, le TAC sono risultate ottime. Inoltre, una successiva RNM al cervello, fatta un mese dopo la prima, e questa volta CON contrasto, recitava

"Al controllo attuale, in comparazione con il precedente esame eseguito il 23 marzo, si conferma in regione occipitale destra, a sede sottocorticale, la presenza di una formazione tendeggiante dalle dimensioni di circa 5mm, caratterizzata da ipotensità in T2 e da modesto edema perilesionale.
La suddetta area appare caratterizzata da sfumata impregnazione contrastografica cercine periferico. Il referto descritto potrebbe essere compatibile, in prima ipotesi, con un piccolo angioma cavernoso". Inoltre la formazione (ripeto) a distanza di un mese, risultava invariata in quanto a dimensioni.

L'oncologo l'aveva parzialmente chiusa lì dicendo che ci eravamo fasciati la testa prima del tempo e che non c'è nessuna evidenza di malattia, solo di controllarlo ogni 6 mesi.

Ora mi chiedo: c'è la possibilità, anche solo teorica, che quell'angioma cerebrale sia in realtà una metastasi del melanoma NONOSTANTE alla TAC con contrasto non risulti nessuna lesione o linfonodo sospetto e NONOSTANTE mio padre NON abbia alcun sintomo legato alla zona occiptale (disturbi visivi, allucinazioni, convulsioni etc.)? Una metastasi cerebrale può non dare sintomi nonostante sia lì da almeno 4 mesi?

Lo so che sarete tentato di rispondermi di aspettare e non incartarmi in queste paure, ma le chiedo comunque di darmi un suo parere.

Grazie mille.
[#5] dopo  
Dr. Davide Mascali
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Salve, stia tranquillo bisogna aspettare l'intervento e soprattutto l'esame istologico della lesione asportata ...io credo che la lesione occipitale e' estranea al problema ...io andrei un passo alla volta ....step by step....in medicina il puzzle si costruisce poco alla volta.....
Ora pensiamo all'intervento....
In bocca al lupo...mi tenga aggiornato...