Utente 457XXX
3 sett. fa circa ho subito un trauma durante una parata in una partita di Futsal. Non definirei il trauma come il tipico della lesione del pollice da portiere, ovvero non c'è stata ipertestensione, quanto un impatto non ben definibile che ha causato un movimento anomalo della prima articolazione metacarpo-falangea della mano dx.
Da tale trauma è emersa una tumefazione articolare inizialmente dolorante (3/10), poi non più, che non ho trattato.
Ho poi disputato altre due partite con fasciatura di protezione senza dolori e senza subire impatti.
La scorsa settimana, notando che la tumefazione era ancora presente, seppur non dolorante (solo un lieve fastidio nel movimento di "calarsi i pantaloni" con il pollice all'interno della cintura) ne dolorabile, ho iniziato terapia con Diclofenac 3% locale in schiuma, 3 applicazioni/die.
Passata una settimana la tumefazione non sembra essere diminuita, o comunque solo in minima parte.
Non ho dolore ne alcuna limitazione funzionale, percepisco forse solo una lieve instabilità articolare.
Sospetto un versamento articolare, con interessamento non grave di legamenti.
E' necessario approfondire con RX? Aspetto eventuale riassorbimento del versamento?

Posso allegare immagini.
[#1] dopo  
Dr.ssa Marina Faccio
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AREZZO (AR)
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Buongiorno,
va valutato se vi è effettivamente un'instabilità alla metacarpo falangea del pollice con una visita specialistica, che valuti anche le immagini radiografiche (su questo sito non ci è consentito visualizzare immagini). Nel frattempo, se ha la sensazione di un pollice non stabile, ancora edematoso, le consiglio di indossare un tutore statico del primo dito, ghiaccio più volte al giorno e riposo fino a nuova indicazione.
Ci tenga aggiornati,
Saluti.
[#2] dopo  
Utente 457XXX

Iscritto dal 2017
La ringrazio molto per la risposta.
Ho eseguito una RX che è stata refertata con:

" Aspetto tumefatto dell'articolazione metacarpo-falange del primo raggio con aspetto in lieve sublussazione sul versante ulnare della falange prossimale. Fini irregolarità del profilo corticale osseo della testa del primo metacarpo in assenza di fratture ossee significative "

Prenoterò una visita da uno specialista per valutare meglio.
[#3] dopo  
Utente 457XXX

Iscritto dal 2017
Mi sono sottoposto ad una visita specialistica dalla quale è emerso che la sublussazione ha determinato una lesione del collaterale ulnare del pollice.
I test funzionali sono buoni e l'instabilità è presente, ma non eccessiva. Mi è stato dunque sconsigliato l'intervento chirurgico, soprattutto a fronte del fatto che, passato ormai un mese sarebbe necessario prelevare del tessuto da un altro tendine, e il rapporto costi/benefici dell'operazione sarebbe sfavorevole.
Mi è stato dunque consigliato solo di proteggerlo con bendaggio funzionale durante l'attività fisica.
Dal punto di vista sintomatologia non percepisco problematiche dovute alla lesione, ovvero non ho difficoltà in alcun movimento, mentre percepisco ancora un fastidio, soprattutto in alcune posizioni dovuto, a mio parere, all'interessamento capsulare della sublussazione, con lieve dolore anche alla digitopressione della superficie radiale dell'articolazione.
Lo specialista si è maggiormente preoccupato di analizzare la lesione tendinea e ha dato scarso peso all'interessamento capsulare.
Dovrò convivere ancora per molto con questo fastidio e con la lieve tumefazione articolare che lo accompagna? Sarà presto un mese dalla data del trauma e non ho percepito grossi miglioramenti con l'utilizzo di diclofenac 3%
[#4] dopo  
Dr.ssa Marina Faccio
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AREZZO (AR)
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Caro signore,
è normale che abbia ancora fastidi, poiché la lesione è tuttora presente. La scelta del trattamento conservativo rispetto a quello chirurgico dipende da diversi fattori. Anche se la decisione dello specialista è stata quella conservativa, non bisogna comunque sottovalutare una lesione capsulo-legamentosa, poiché fondamentale per la stabilità del pollice durante le prese e per la funzionalità motoria corretta. Le consiglio di indossare il tutore per il primo dito, che le consenta i movimenti dell’interfalangea, fino alla stabilizzazione dei sintomi, vale a dire la regressione della tumefazione e il miglioramento dell'instabilità; sarà lo specialista che la segue a valutare l’andamento clinico.
Ci faccia sapere,
Saluti