edema  
 
Utente 333XXX
Buongiorno,

sono una ragazza di 35 anni e a febbraio l'anulare della mano destra, limitatamente alla zona mediale (dove si trova la capsula) è gonfiato notevolmente. La zona si presentava molto dolorante, rossa a volte violacea. Il medico mi aveva detto si trattava di gelone, anche se ho sempre avuto i miei dubbi. Pertanto, ho continuato gli allenamenti (faccio crossfit e allenamento militare, utilizzo sandbag e trx, e molti esercizi fanno carico sulle mani, come camminare carponi, e poggiarsi sulle mani con piedi al muro). Ho provato a prendere antinfiammatori e ho eseguito delle analisi dal punto di vista reumatologico, perchè il dito non guariva. Tutto negativo a parte la VES circa 30, che comunque porto a questi valori da un po' di tempo. La sintomatologia è poi regredita dopo 2-3 mesi anche se avvertivo un leggero dolore. Allora ho ripreso gli allenamenti e da 2 mesi a questa parte si ripresenta il problema stavolta anche nell'anulare sinistro, ma non con la stessa gravità del destro che, a differenza della prima volta, presenta un bozzolo nella parte interna. Visita reumatologica, il reumatologo esclude qualunque patologia reumatologica e sostiene che si tratta di un trauma con probabile versamento di sangue (sono trombofilica e pertanto prendo aspirinetta), mi consiglia cortisone MEDROL 16 milligrammi per 4 giorni, poi 3 giorni a 8 e 4 a 4. Eseguo radiografia da cui non emerge nulla ed ecografia. Ecco l'esito:

Si evidenzia importante versamento sinoviale con ipertrofia villonodulare ipervascolarizzata, specie nel versante laterale, a carico del tendine estensore del IV dito mano destra a livello della I articolazione interfalangea. Il quadro depone per entesite. E' presente lievissimo versamento flogistico-reattivo a carico della I articolazione interfalangea. Si segnala lieve tendinite del tendine estensore del IV dito della mano sinistra.

Sembrava stesse migliorando, ma è stata un'illusione. Il cortisone non ha funzionato, nemmeno le 13 sedute di laser che ho effettuato e gli impacchi di cetilar, argilla, arnica, betesil cerotti e pomate linfodrenanti. Sono disperata. Il fisiatra (che sostiene che ci sia anche un interessamento della capsula) vorrebbe provare infiltrazioni di arnica, ma la cosa mi preoccupa, si può danneggiare l'articolazione? Queste sedute possono essere pericolose? Il mio fisioterapista sostiene che anche il tendine flessore possa essere interessato e che solo col riposo assoluto posso migliorare, perchè la mano è sempre sollecitata. Ma come si fa?

Non riesco a piegare le 2 dite, uno riesce ad avviciniarsi di più al palmo, l'altro, quello il cui problema è più importante rimane distanziato di un bel po'.

Non so davvero cosa fare e a chi rivolgermi, il dolore non mi abbandona. Qualche consiglio?
[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signora,

deve farsi vedere da un chirurgo della mano.

Potrebbe tentare con una infiltrazione locale di cortisone (non per bocca), dato che è presente un significativo processo infiammatorio capsulu-tendineo nella sede da lei indicata:

http://www.sicm.it/it/chirurghi-e-professionisti/i-soci/mappa-soci-sicm.html

Buona domenica.
[#2] dopo  
Utente 333XXX

Iscritto dal 2014
Grazie mille Dottore.

Quindi lei non consiglia di provare con infiltrazione di arnica prima di passare al cortisone?

Si tratta di un problema risolvibile o c é il rischio che rimanga in queste condizioni?
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Può provare, ma il cortisone è certamente molto più rapido ed efficace dell'arnica.