Utente 934XXX
Salve, ho 43 anni e da circa 4 anni mi hanno diagnosticato una ipertensione essenziale. Fino a qualche tempo fa, assumendo Karvea 300 (1 cps al dì) riuscivo a tenere entro limiti accettabili la mia P.A. (+/- 130/80). Premetto che ho familiarità per questa patologia, sono sovrappeso, ex fumatore (ho smesso 10 anni fa), particolarmente sensibile al "camice bianco": basta uno stetoscopio per farmi schizzare la P.A. a livelli tipo 170/90 e tachicardia irrefrenabile. Alle ultime visite, effettuate da due diversi cardiologi, la diagnosi è risultata +/- simile per entrambi, e cioè: Ipertensione arteriosa di grado moderato con incipiente cardiopatia ipertensiva; lieve insufficienza mitralica e tricupidale; lieve dilatazione del ventricolo sinistro. A visita ultimata uno mi consiglia di assumere Karvezide 300/12.5 mg, dopo colazione + cardioaspirin 100 mg dopo pranzo, l'altro un betabloccante in quanto ha notato un affaticamento eccessivo del mio cuore, dovuto alla tachicardia. Ho fiducia di entrambi i medici, sono però tentato di seguire la prima cura (karvezide + cadioaspirina) in quanto il betabloccante (già assunto anni fa) mi crea troppi fastidi - tipo senso di pesantezza alla testa, spossatezza, vertigini, ecc. Le domande che Vi pongo sono le seguenti: 1) è normale che quando mi misurano la P.A. estranei, il mio cuore sobbalza ed arriva a livelli esagerati? 2) faccio bene a misurarla da solo, o da familiari così facendo noto che la P.A. risulta entro i limiti? 3) dovrei consultare anche un neurologo e parlargli dell'effetto camice bianco? 4) quale delle terapie devo seguire per il mio stato di salute, ovvero, prendere un vasodilatore + cardioaspirina, oppure un betabloccante e magari cercare quello + adatto a me? Mille ringraziamenti anticipati per la risposta. A.R.

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[#1] dopo  
Dr. Massimo Tidu
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TORINO (TO)
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Gentile utente:

purtroppo lo stress puo' aumentare i valori pressori a causa di quello che viene chiamato ipertrono adrenergico. quella definita ipertensione da camice bianco è comunque un rialzo pressorio da tenere sotto controllo perchè se ogni volta che lei è stressato (come per esempio davanti ad un medico) reagisce innalzando i valori pressori, provi ad immaginare per quanti momenti della giornata lei subisce stress (sul lavoro, in familia, in macchina etc.etc). Cio' vuol dire che per buona parte della giornata il suo apparato cardiovascolare è sottoposto ad elevati valori pressori.
Entrambi i trattamenti sono validi, ed ognuno ha le proprie motivazioni per essere intrapreso. Visti i suoi precedenti (col trattamento betabloccante)io inizierei con la prima associazione, da rivedere pero' se fosse inefficace.

A disposizione per ulteriori consulti
[#2] dopo  
Utente 934XXX

Iscritto dal 2008
Ill.mo dr. Tidu, la ringrazio infinitamente per il suo prezioso interessamento, in effetti è proprio come dice lei: ho continui sbalzi di pressione, dovuti anche a futili eventi emotivi,anche in occasione di colloqui con persone estranee e quindi non solo al cospetto del temuto "camice bianco".
In tali situazioni, avverto forti tonfi al cuore, come se avessi delle crisi di panico (ingiustificate, perchè ritengo di avere padronanza degli eventi della mia vita, ma forse mi sbaglio).
Le dico che svolgo, come lavoro, la libera professione e sono ogni giorno a contatto con svariate persone, non necessariamente sconosciute.
All'ultimo controllo, il cardiologo mi ha trovato un cuore affaticato e stressato (leggera ipertrofia ventricolare e tachifrequenza!!!!) tipico di chi, iperteso, non si cura, diversamente da me che lo faccio da 4 anni.
Evidentemente non riesco a controllare l'emotività temporanea che mi fa sobbalzare il cuore.
Come posso fare?? esistono delle terapie, delle cure idonee?
Già immagino quando starò veramente male, in un letto d'ospedale, a gestire quei momenti, mi verrà di sicuro un infarto!!!
Forse ho bisogno di cure neurologiche??
Ancora, infiniti ringraziamenti.
[#3] dopo  
Dr. Massimo Tidu
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TORINO (TO)
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Gentile utente:

Su un eventuale trattamento ansiolitico non mi pronuncio e le consiglio di valutare un consulto appropriato.
Da cardiologo le confermo quanto detto nel primo consulto.

Mi faccia sapere e rimango comunque a disposizione per ulteriori consulti
[#4] dopo  
Utente 934XXX

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Egr. dott. Tidu, La informo che ho provveduto ad inoltrare una domanda +/- simile ad un suo collega neurologo.... sto in attesa di risposta.
Se Lei può, mi parli dell'IPERTONO ADRENERGICO, che cosa è e come posso curarlo.
Grazie ancora e colgo l'occasione per inviarLe infini auguri per prossime festività Natalizie.
A.R.
[#5] dopo  
Dr. Massimo Tidu
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TORINO (TO)
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Gentile utente:

Cerchero' brevemente di spiegarle che cosa si intende per ipertono adrenergico.
La quasi totalità delle funzioni vitali del nostro organismo sono regolate dall'equilibrio di due sistemi nervosi autonomi (cioè non controllabili dalla nostra volontà)che sono tra loro antagonisti. Uno è il sistema parasimpatico in grado fra le altre cose di rallentare la frequenza cardiaca, quella respiratoria e capace di determinare una vasodilatazione ossia una dilatazione del diametro dei vasi sanguigni che a sua volta determina una riduzione dei valori pressori. L'altro è il sistema ortosimpatico che ha effetti contrari rispetto al parasimpatico (ossia è in grado di determinare un incrememento della frequenza cardiaca, respiratoria ed un incremento dei valori pressori per una riduzione del diametro dei vasi sanguigni chiamata vasocostrizione. La sostanza prodotta dal sistema ortosimpatico è l'adrenalina (da qui tono adrenergico). l'ipertono adrenergico è dunque rappresentato dalla incrementata produzione di adrenalina perchè prevale l'effetto del sistema ortosimpatico.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro nell'esporre questa delucidazione non semplicissima da riassumere in poche righe.

A disposizione per ulteriori consulti
[#6] dopo  
Utente 934XXX

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egr. dott. Tidu, sempre ed ancora grazie per la Sua tempestiva, esauriente e chiara risposta! Da quello che ho letto e, mettendo in relazione quanto da Lei riportato con la mia sintomatologia, devo dedurre che il mio sistema ortosimpatico, in talune occasioni, sovrasta ed anienta l'altro denominato "sistema parasimpatico" provocandomi, con una scarica eccessiva di adrenalina, l'aumento del valore pressorio (+/- dovrebbe essere così).
Forse sono ripetitivo, e magari profittatore della sua competente professionalità (non me voglia per questo!), ma sarebbe tanto interessante se lei aggiungesse un passaggio sulle cause eziologiche che determinano la supremazia di uno dei sistemi sopra cennati, ed in ultimo, se esistono cure adeguate ed appropriate al mio "caso".
E' sempre gradita l'occasione per salutarLa.
A.R.

[#7] dopo  
Dr. Massimo Tidu
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TORINO (TO)
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Gentile utente:

La prevalenza di un sistema rispetto all'altro è prevalentemente un fatto congenito. Esistono molte altre teorie al riguardo, ma nessuna sufficientemente convincente da sovrastare le altre.

saluti