Utente 872XXX
Nel mese di gennaio 2008 ho subito la prostesctomia radicale ed oggi,superati gli iniziali ptoblemi di incontinenza ( nei primi due mesi )soffro ancora di disfunzione erettile che permane anche con l'assunzione di Cialis ( 10 mg,nella prima settimana e 20 mg ,nelle successive),come suggerito dall'urologo.
Visti i primi risultati,piuttosto deludenti, lo stesso urologo propone :

- di insistere con Cialis , con il dosaggio giornaliero di 5 mg,per un mese almeno;

- di affidarmi ad un andrologo per avviare un percorso di riabilitazione.


Gradirei un parere su queste ipotesi,grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,credo,a questo punto,che sia indicata una "riabilitazione" ed un approfondimento diagnostico avvalendosi della prostaglandina E 1 x via endocavernosa,di cui non ci fa alcun cenno.Va da se' che il problema clinico va preso in carica da un andrologo esperto.Auguri
[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

a mio parere ed esperienza una mancata risposta al Cialis dopo mesi dalla prostatectomia radicale è un segnale della mancanza di stimoli neurologi ai corpi cavernosi.
Potrebbe esser proponibile l'uso delle autoiniezioni intracavernose con PGE! che spesso riescono a determinare una valida erezione sostanzialmente soddisfacente per il paziente.
La ultima e migliore soluzione alla Disfunzione Erettile è sicuramente rappresentata dalla chirurgia protesica peniena
qualche informazione su www.erezione.org
La funzione sessuale può essere ripresa molto bene
cari saluti
[#3] dopo  
Utente 872XXX

Iscritto dal 2008
Mentre ringrazio per le risposte ricevute,faccio presente che l'intervento subito ha ,comunque ,preservato le terminazioni nervose interessate,con conseguente mantenimento di eccitazione e veri orgasmi. Grazie.
[#4] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...non si é mai certi di una salvaguardia integrale dei fasci nervosi dopo una prostatectomia per cui il dato clinico assume una rilevanza assoluta per confermare o smentire l'eventuale lesione neurologica legata all'intervento.Ribadisco la necessità di avvalersi di iniezioni intracavernose di prostaglandina E1 al fine di chiarire il quadro clinico.Cordialità.
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Egregio signore,
la vicino non ci sono solo nervi ma anche vasi che possono esseere stati legati nel corso di intervento. Per di più anche il salvataggio dei nervi si concretizza solo nel 40%60% in mantemnimento delle funzioni sessuali. Ora una terapia con Prostaglandina, a dosaggio ben stabilito nel corso di visite ambulatoriali, potrebbe essere efficacie. Mi associo al dr. Pozza. nel dirle che qualora queste iniezioni non funzionassero o non le fossero gradite, si potrebbe pensare ad intervento protesico
[#6] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

il fatto di percepire il piacere e le sensazioni orgasmiche non significa che i nervi erigentes siano stati salvati.
I nervi sensitivi hanno altri percorsi
cari saluti