Utente 977XXX
Gentili Dottori,
sono una ragazza di 19 anni e da 2 anni ho un ragazzo meraviglioso al mio fianco di pochi mesi più grande di me. Premetto che la nostra è una relazione a distanza: riusciamo a stare insieme tutta l'estate, ma durante l'anno riusciamo a vederci una volta ogni mese/ogni due mesi. Per un anno intero abbiamo cercato di fare l'amore, ma non c'era modo di effettuare la penetrazione, in quanto l'erezione non arrivava mai, nonostante i continui stimoli. La nostra prima parte del rapporto è stata caratterizzata da stimolazione reciproca e basta. Entrambi eravamo alle prime esperienze, quindi un po' imbarazzati, specialmente il mio ragazzo che è forse una delle persone più sensibili che conosca. Lho visto piangere molte volte per questi problemi, finché un giorno mi sono decisa a parlane direttamente e con calma. Sono riuscita a convincerlo anche ad andare da un dottore, che ha detto che l'afflusso di sangue al pene era tutto normale, che il suo problema non poteva che essere psicologico, ma gli ha comunque dato 4 pilloline di non so cosa sinceramente, che lo avrebbero aiutato a raggiungere l'erezione. Solo la prima ha funzionato...l'effetto delle altre era come sparito. Nonostante le avesse prese l'erezione non arrivava comunque.
Durante il Maggio scorso siamo riusciti per la prima volta a fare l'amore come si deve. E' stato sorprendente come il mio ragazzo sia riuscito a liberare la mente; per la prima volta era tranquillo e sereno e pensava solo a noi. Adesso riusciamo a fare l'amore regolarmente, ma c'è un problema: l'erezione non è sempre completa, è sufficiente per la penetrazione, ma a volte se ne va, sparisce e non c'è modo di farla tornare, con conseguente delusione del mio ragazzo. Inoltre l'erezione viene solo dopo minuti e minuti di stimolazione, durante i quali lui pensa e a volte "rovina" tutto. La nostra vita sessuale mi piace comunque, non c'è nessuno che mi potrebbe far sentire come lo fa lui. Mi sono decisa, però, a chiedere un consiglio a voi esperti, perché a volte è frustrante vedere che a 20 anni un ragazzo non riesca a raggiungere un'erezione completa dopo due anni di relazione e fiducia e amore reciproci. Lui incolpa la troppa masturbazione giovanile, cerca soluzioni poco comuni come fare sport...ma io voglio qualcosa di concreto. Non vorrei mai ferirlo...
cosa mi consigliate? E' Normale questa situazione? Dovrei solo dargli del tempo? Mi rendo conto di non essere la diretta interessata, ma lui si vergogna anche di parlarne con me, quindi penso che non andrà mai ancora da un medico.
Vi chiedo scusa per la lunghezza della mia domanda, ma era il modo migliore per farvi capire il mio stato d'animo. Grazie in anticipo della disponibilità
Un cordiale saluto.

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Dr. Pierluigi Izzo
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Cara Utente,penso che oltre alla comprensione ed alla paziente attesa,dettata dai sentimenti,non possa mettere in campo altre strategie.Il Suo ragazzo deve "crescere" e maturare sul piano sessuale,come dimostra la colpevolizzazione della masturbazione.Indubbiamente la distanza e la conseguente occasionalità degli incontri non giova alla risoluzione del problema che,però,non può limitarsi ad un puro espletamento di un coito...Se non vuole recarsi da un andrologo,magari, un colloquio sessuologico esplicativo potrebbe essere utile alla causa.Non dimentichi che entrambi avete poca esperienza ed il tempo per maturare non manca.Cordialità.