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Quali controindicazioni si possono avere nella pratica del kite surf

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  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2006

    Quali controindicazioni si possono avere nella pratica del kite surf

    Salve, ho 37 anni e da poco piu' di 1 anno mi hanno diagnosticato un piccolo prolasso
    mitralico con lieve rigurgito.Ho eseguito Holter, ecocardiogramma e 2 test da sforzo a
    distanza di 6 mesi dai quali non e' emerso nulla se non un lento recupero.
    Mi hanno detto che non e' nulla di grave ma,ovunque,leggo che si ouo' incorrere in morte imporvvisa.
    Non sono fumatore ne bevitore di alcolici o superalcolici, non bevo nemmeno vino.
    Da quando mi hanno diagnosticato questo prolasso il mio stile di vita sportivo e'
    cambiato.Prima andavo regolarmente in bici facendo giri dietro casa,sciavo e praticavo
    kite surf.
    Ora ,per la paura che possa succedere qualcosa, ho smesso di praticare quasi tutto.In
    inverno ho sciato ma molto meno del solito e ho fatto solo pochi giri in bici.Ho usato un cardio frequenzimetro che mi ha rilevato battiti oltre i 300 e inferiori a 45 per poi tornare a 72 a riposo e a 120 durante la pedalata.
    Non so se considerare letture errate o cose serie.
    Per il kitesurf non so che fare, ho fatto qualche uscita lo scorso anno e poco anche
    quest'anno.
    Mi sono stati consigliati dei betabloccanti(metoprololo) in caso le extrasistole che si
    prensentano,unico disturbo che accuso, siano davvero insopportabili.Spesso mi capita di sentire come qualcosa che ribolle.Al momento non ho mai preso nulla.
    Si possono assumere e fare sport o ci sono controindicazioni?Ho letto che non e' il massimo appunto perche' il cuore necessita' di pompare piu' sangue quando e' sottosforzo.

    Cio' che vorrei capire e' se si possa o meno praticare sport con prolasso mitralico e,se noto, quali controindicazioni si possono avere nella pratica del kite surf.
    Ultima domanda:e' normale che chi soffre come me di questa patologia la associ
    all'anticamera dell'infarto o ad altre malattie cardiache?

    Grazie
    Stefano



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 11 Medico specialista in: Medicina dello sport

    Risponde dal
    2006
    Caro Stefano, il prolasso valvolare mitralico è una patologia di relativamente frequente riscontro nella popolazione sportiva. La possibilità di praticare attività sportiva, anche a livello agonistico, dipende fondamentalmente da due fattori: 1) il grado di compromissione valvolare (ossia quanto è degenerata la valvola) e lo stato funzionale del ventricolo sinistro (dimensioni e spessori parietali, contrattilità, frazione di eiezione ect.) e 2) il profilo di rischio aritmico. Da quanto tu riferisci il prolasso appare di modesta entità, ma sono presenti delle aritmie. Gli esami a cui ti sei sottoposto sarebbero sufficienti per una valutazione esaustiva del caso, soprattutto per valutare i profilo di rischio aritmico. Peraltro per effettuare una accaurata valutazione delle aritmie sarebbe necessario effettuare una seduta di allenamento durante il monitoraggio Holter per valutare l'eventuale associazione fra aritmie ed attività sportiva (numero di aritmie nelle 24 ore, tipologia e complessità, rapporto con l'attività fisica etc). Pertanto è necessario che tu sottoponga la documentazione degli esami effettuati ad un medico dello sport competente e sarà lui a giudicare l'opportunità di fare attività sportiva, anche a livello agonistico. Considera comunque che la maggior parte dei prolassi valvolari mitralici di grado lieve, non aritmogeni, non controindicano alcuna attività sportiva anche agonistica, ma richiedono semplicemente l'effettuazione di controlli periodici per osservare eventuali modificazioni in senso peggiorativo. Infine il prolasso valvolare mitralico non costituisce assolutamente l'anticamera dell'infarto; per lo più tale patologia rimane stabile nel tempo e se tenuta sotto osservazione con controlli periodici permette uno stile di vita assolutamente normale.
    Cordiali saluti
    Dr. F.M. Quattrini



  3. #3
    Indice di partecipazione al sito: 139 Medico specialista in: Cardiochirurgia
    Chirurgia toracica
    Cardiologia

    Risponde dal
    2004
    Mi associo a quanto già detto dal collega Quattrini.
    L'unico concetto che mi sento di stressare è la necessità di controlli periodici (annuali) ecocardiografici per individuare un eventuale peggioramento del quadro di insufficienza valvolare qualora si determinasse.
    Viva sereno e faccia sport con moderazione (come tutti dovrebbero fare...)
    cordialmente

    Dr GM Actis Dato




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