Utente 111XXX
Sono una ragazza di 33 anni e lo scorso mese mi è stata riscontrata più volte un valore della pressione pari a 90/160, il cardiologo mi ha prescritto alcuni esami tra cui la renina e l'aldosterone in clino ed in orto. Oggi ho ritirato gli esiti e si evidenzia un valore di aldosterone in orto pari a 358 con intervallo di riferimento pari a (30-340) ed un valore di renina in clino pari a 2,4 con valori di riferimento pari a (2,8-39,9). Vorrei sapere se già da questi valori si riesce ad avere una diagnosi. Volevo precisare che il mio papà è iperteso da 8 anni. Grazie

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Dr. Ercole Tagliamonte
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Gentile utente,
il dosaggio dell'aldosterone e della renina (in realtà dovrebbe trattarsi dell'attività reninica plasmatica) viene effettuato, soprattutto quando si riscontra ipertensione arteriosa in donne giovani, per indagare sulla presenza di iperaldosteronismo primitivo (o sindrome di Conn). Un aumento dell'aldosterone, associato a riduzione dell'attivitò reninica plasmatica, configura il quadro di iperaldosteronismo primitivo.
La sindrome di Conn è una patologia delle ghiandole surrenali caratterizzata da un eccesso di produzione dell’ormone aldosterone. E' piuttosto rara e colpisce prevalentemente il sesso femminile tra i 30 e i 50 anni di età.
L’aumento dei livelli di aldosterone determina la comparsa di ipertensione arteriosa che è il sintomo principale e, spesso, l'unico.
A volte possono essere presenti ridotti livelli di potassio nel sangue ed in questo caso può essere presente una sintomatologia caratterizzata da stanchezza, debolezza muscolare e aumentata emissione di urine, specie di notte.
C'è anche da dire, però, che la determinazione dell’aldosterone e dell’attività reninica plasmastica risulta piuttosto indaginosa e anrebbe comunemente effettuata in ospedale: il prelievo di sangue deve essere effettuato entro le 9 del mattino, dopo un periodo di riposo di almeno 30 minuti in posizione supina. La corretta interpretazione dei risultati deve inoltre tener conto dell’introito alimentare di sale (assunzione di una quantità fissa di sale nelle 72 ore antecedenti l’effettuazione del prelievo di sangue), dell’assunzione di farmaci e di altri fattori.
Se la diagnosi di sindrome di Cohn fosse confermata, sarebbero necessarie ulteriori indagini strumentali (tomografia computerizzata, risonanza magnetica nucleare, scintigrafia surrenalica, cateterismo venoso) per definire la causa che ha determinato la comparsa della sindrome. Tali indagini permetteranno di definire la presenza di un eventuale adenoma o di una iperplasia bilaterale, che modifica il tipo di trattamento da attuare.
Cordiali saluti.