Utente 116XXX
Descrivo brevemente la storia della malattia di mio padre (ex fumatore) di 67 anni operato ben due volte per adenocarcinoma polmonare:
1) il 16/03/2006 viene operato p: SCHEDA DIMISSIONI RICOVERO DAL 16/03/2006 AL 25/03/2006 :lobectomia inferiore sn. DIAGNOSI : ADENOCARCINOMA POLMONE SN. LOBO INFERIORRE. ALLEGATI :VERBALE INTERVENTO E RISPOSTA ISTOLOGICA (ADENOCARCINOMA: T1, di circa 2 cm; N0;M0);nel verbale si accenna ad una zona di origine sospetta all’altezza della lingula , ma viene ritenuta di “ carattere non patologica..” e comunque “non resecabile….”
3) Varie PET-TAC total body effettuate dopo l’intervento, effettuate con intervalli di sei mesi, risultano tutte negative; fino ad arrivare ad ottobre-novembre 2007 dove a seguito di una PET-TAC che rivelava una zona sospetta, si decide di effettuare un esame istologico con ago aspirato: DIAGNOSI di adenocarcinoma sul lobo rimasto del polmone sn, verosimilmente nella zona precedentemente considerata “ non patologica”;
4) Operato di nuovo il 13/12/2007: CARTELLA CLINICA 2° INTERVENTO. RICOVERO DAL 13/12/2007 AL 20/12/2007. DIAGNOSI : NEOPLASIA LOBO SUPERIORE POLMONE SN. INTERVENTO : PNEUMONECTOMIA SN. VERBALE DELL’INTERVENTO; RISPOSTA ISTOLOGICA :ADENOCARCINOMA, T2, di circa 2 cm e 1/2; N0;M0. I medici sono del parere che non trattasi di recidiva ma di un secondo tumore primitivo.
5) Varie PET-TAC total body effettuate dopo il secondo intervento con intervalli di sei mesi, risultano tutte negative fino ad arrivare alla PET-TAC DEL 15/05/09 dove viene riferito “ Nell’emitorace di sinistra a livello del cavo residuo in sede basale si documenta accumulo patologico del tracciante di metabolismo in corrispondenza di due aree strettamente contigue, iperdense dopo la somministrazione del mezzo di contrasto (18F-FDG370 MBq ev), che appaiono adese al foglietto pleurico posteriore.In sede paraortica destra a livello para-vertebrale si osservano alcune formazioni linfonodali la maggiore di 1,6 cm circa quest’ulima dotata di modesto accumulo del tracciante di metabolismo.”
Conclusioni : recidiva di malattia nella sede segnalata con sospetta localizzazione linfonodale loco regionale.
6) Il 19 maggio il medico chirurgo toracico che lo aveva operato due volte consiglia radioterapia ma rinvia all’oncologo per la conferma.
7) Il 20 maggio l’oncologo prima di dare il suo parere circa la soluzione suggerita dal chirurgo, ritiene utile una consulenza RT e radiologica, per conoscere esattamente le posizioni delle lesioni documentate dalla PET-TAC
8) IL 28 maggio la consulenza RT suggerisce di seguire un ago aspirato presso la zona neoplastica.
10) Il 30 Maggio richiede consulto oncologico presso un altro ospedale il quale suggerisce di iniziare quanto prima la chemioterapia al platino dopo essersi confrontato con il patologo, che precedentemente aveva fatto mappatura molecolare grazie alle due precedenti biopsie a seguito delle 2 lobectomie eseguite.
Cosa devo fare? Grazie dell'aiuto
[#1] dopo  
Dr. Vito Barbieri
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Gentile Utente,
considerate le recidive attuali e la loro sede (anche se mi sentirei più tranquillo nell'esprimermi se avessi potuto vedere le immagini), il caso può essere trattato con chemioterapia. Il possibile impiego della radioterapia, che necessita di includere la malattia in un campo che non comprenda molti tessuti sani, va giudicato da chi può vedere le immagini.
Le indagini molecolari (sa quali sono state eseguite?) potranno essere utili per eventuali successive terapie.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 116XXX

Iscritto dal 2009
Egregio Dottore,
grazie del consulto. Non capisco perchè per mio padre ci siano due diverse filosofie di pensiero in corso in funzione del professionista che si contatta: l'oncologo verte per la chemioterapia che è più sistemica ma devastante, il chirurgo toracico ed il radiologo
adioterapista per la radioterapia che è più elettiva e specifica e secondo loro risolutiva. Chi deve decidere? a chi devo affidare la vita di mio padre? e che aspettative di vita può avere?

Grazie della cortese risposta.

Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Vito Barbieri
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Come dicevo, non potendo vedere le immagini (principale limite dei consulti via web, l'altro limite è il non poter vedere il paziente) non posso giudicare se la recidiva è delimitabile da un campo di radioterapia. Se il radioterapista ritiene che sia fattibile è una possibile scelta.
La chemioterapia si può anche riservare ad altro momento se necessario, anche perchè noto un maggiore timore ad affrontarla ("devastante" è un aggettivo che andava bene 20 anni fa, oggi molti la tollerano benissimo).
L'evoluzione delle malattie oncologiche è così variegata che non esistono sempre studi per avere la prova certa che in ogni particolare situazione (sopratutto di recidiva) vi sia una scelta terapeutica decisamente migliore di altre.
Quando si verificano le recidive bisogna ammettere che la malattia ha una tendenza a diffondersi, per cui avere la certezza che un ulteriore trattamento, che sia chemio o radioterapico, sia risolutivo in modo definitivo mi sembra ottimistico. Con questo non voglio essere io il pessimista ma solo evitare false sicurezze.
In ogni caso è importante intraprendere il percorso terapeutico e poi eseguire periodici ed attenti controlli.
[#4] dopo  
Utente 116XXX

Iscritto dal 2009
Grazie Dott. Barbieri.

se avrò aggiornamenti mi permetterò di informarla.

Cordiali saluti.