Il rimodellamento tridimensionale del viso con filler: idrossiapatite di calcio

Claudio BernardiLa recente formulazione di idrossiapatite di calcio ci consentedi di utilizzare questo filler nei riempimenti medi e profondi del volto ed in casi di rimodellamento tridimensionale dell’intero viso.
Articolo a cura di Dr. Claudio Bernardi.  Pubblicato il 09/03/2011, cliccato 4434 volte.
 

Introduzione

Da alcuni anni stiamo assistendo ad un avvicinamento sempre maggiore tra la Medicina e la Chirurgia Estetica. Questo elemento sta modificando, in parte, anche le nostre condotte terapeutiche: il medico estetico estende il suo campo di azione a metodiche più aggressive, mentre noi chirurghi, quando possibile, scegliamo procedure sempre meno invasive, pur raggiungendo risultati validi.

Ciò è reso possibile grazie alla sempre maggiore disponibilità di materiali iniettabili la cui sicurezza e affidabilità, almeno per quelli riassorbibili e non permanenti, è ampiamente provata nella pratica clinica.

Quanto detto sopra, è particolarmente evidente nei trattamenti del viso non tanto nei riempimenti superficiali di rughe o solchi , quanto piuttosto nell’aumento volumetrico e morfologico di aree anatomiche o unità estetiche.

 

Materiale e Metodi

E’ stata utilizzata l’idrossiapatite calcica di recente formulazione che ne permette l’uso per via iniettiva attraverso aghi sottili di 27 G, seguendo un indirizzo particolarmente attuale della chirurgia estetica che è quello del rimodellamento tridimensionale del corpo e del viso in particolare. Le principali aree trattate sono state la regione zigomatica, mentoniera, mandibolare e altre, isolatamente o in corso di procedure chirurgiche come la rinoplastica o il lifting. L’idrossiapatite viene miscelata in fase pre-iniettiva con una piccola quantità di anestetico locale.

 

Risultati

Il risultato è stato buono nella totalità dei casi trattati. In casi di risultato non soddisfacente si è provveduto ad ulteriore riempimento ravvicinato. La durata media di un buon effetto riempitivo è di circa otto mesi dopo di che è consigliabile eseguire un riempimento di rinforzo. La metodica riempitiva si rivela particolarmente utile in casi di rifiuto del paziente a riempimenti stabili con impianti protesici o può essere considerata un primo passo per un impianto protesico futuro.

 

Conclusioni

L’idrossiapatite di calcio è un materiale ampiamente usato e testato durante una lunga pratica clinica in specialità come la maxillofacciale o l’odontoiatria, dimostrando la sua sicurezza ed affidabilità nel tempo. La recente formulazione chimica ne ha consentito l’uso iniettivo mediante sottili aghi, offrendoci la possibilità di utilizzare questo filler ai fini estetici, in particolare nei riempimenti medi e profondi del volto ed in casi di rimodellamento tridimensionale dell’intero viso.

AUTORE:

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