Problemi sessuali in pazienti sottoposti a terapia HAART per un'infezione da HIV

Giovanni BerettaNumerosi studi oggi ci segnalano che la presenza di una deficit dell’erezione è più comune tra maschi HIV positivi rispetto a maschi non sieropositivi.
Articolo a cura di .  Pubblicato il 03/07/2010, cliccato 12469 volte.
 

Introduzione

Un disturbo dell’erezione ha sempre un importante impatto negativo sulla qualità della vita di un uomo.

Le cause più comuni che scatenano una disfunzione erettile sono:

  1. Psicologiche: depressione, ansia, stress postraumatici
  2. Endocrinologiche: ipogonadismo, tireopatie, diabete
  3. Vascolari:  ipertensione, dislipidemie, tabacco
  4. Neurologiche: neuropatie periferiche e centrali
  5. Dismetaboliche: dislipidemie, collagenopatie, diabete

Consiglio di consultare, per avere le idee più chiare, anche gli articoli pubblicati sul nostro sito e visibili agli indirizzi:

I farmaci che interferiscono con la funzione erettile sono molti e tra questi:

  1. Antiipertensivi (betabloccanti:atenololo,propanololo, calcioantagonisti: verapamil, diltiazem, nifedipine,amlodipine)
  2. Diuretici: furosemide,spironolactone,clonidina);
  3. Antidepressivi (SSRI, triciclici),
  4. Antipsicotici (risperidone,aloperidolo),
  5. Antiaritmici (digossina),
  6. Narcotici (morfina, oxicodone),
  7. Benzodiazepine (diazepam, lorazepam. Temazepan),
  8. Antiulcerosi (cimetidina)
  9. Antiandrogeni (ketoconazolo, estrogeni, ciproterone acetato, finasteride)
  10. Antiretrovirali altamente attivi (HAART) (possono essere inclusi in questa classe di farmaci?)

Rimando anche all’articolo, pubblicato sempre sul nostro sito e visibile all'indirizzo: http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/231/farmaci-e-interventi-che-possono-danneggiare-la-sessualita-maschile .

Numerosi studi segnalano che la presenza di una deficit dell’erezione è più comune tra maschi HIV positivi rispetto a maschi non sieropositivi all’HIV, sia eterosessuali che omosessuali ed  anche l’ipogonadismo sembra incidere maggiormente in questo gruppo di uomini.

Come già in parte ricordato si deve però ancora sottolineare che i disturbi sessuali, in particolare i disturbi dell’erezione e la perdita dell’interesse sessuale, sono anche frequentemente il risultato di uno stress emozionale, di una depressione, di ansia e stress legati soprattutto al periodo post-diagnosi.

In uno studio recente l’89% dei pazienti manifestava un disturbo dell’erezione dopo la diagnosi di infezione da HIV.
Nelle persone HIV + la paura della trasmissione virale al partner e la paura di essere rifiutati  giocano sempre un ruolo importante nello scatenare un problema sessuale. Anche la paura di rivelare il proprio stato di sieropositività porta alcune persone ad evitare o ad abbandonare l’attività sessuale.

Sappiamo infine che: il 51% degli uomini ed il  60% delle donne comunicano al loro partner la loro condizione di HIV + ;  mentre il 24%  degli uomini e il  21% delle donne non comunicano al loro partner la loro condizione di positività.

L’interferenza negativa delle terapie HAART sull’erezione nei pazienti HIV positivi

Abbiamo dati contraddittori: alcuni autori suggeriscono che l’HAART non ha alcuna influenza  sulla genesi del disturbo erettivo mentre per altri questo inizia con la somministrazione di questi farmaci anche se rimane molto dibattuto il fatto che ciò sia un effetto della terapia o semplicemente dell’impatto psicologico dell’assunzione della stessa.

L’ipotesi più accreditata comunque oggi è quella che i disturbi dell’erezione possono essere correlati con l’uso di questi farmaci, in particolare all’aumento del livello estrogenico causato dal diverso metabolismo epatico.

Lo sviluppo poi di diabete, obesità centrale e aumento dei grassi nel sangue (iperlipidemia) possono spiegare l’insorgenza di un disturbo dell’erezione nelle terapie prolungate.

Prima dell’avvento dell’HAART  le disfunzioni sessuali erano collegate all’avanzare dell’AIDS: 62% AIDS vs 42% HIV+ (p=0,02).
Con l’avvento dell’HAART non vi è più una correlazione tra deficit dell’erezione, conta virale e CD4 e quindi aggravamento della malattia.

Uno studio italiano del 2001 evidenziava come in particolare uno dei farmaci HAART in questione, cioè l’Indinavir, può causare alterazioni neurologiche correlate con disturbi dell’erezione, mentre altri farmaci della stessa famiglia, che possono anche causare neuropatie periferiche, non sembrano correlati con il disturbo erettivo lamentato.

Farmaci attualmente disponibili per la disfunzione erettile

Per uso orale:

  • Apomorfina (dopaminergico ad azione centrale di utilizzo molto settoriale)
  • Sildenafil, Tadalafil e Vardenafil (inibitori selettivi della fosfodiesterasi di tipo V)
  • Yohimbina

Per uso intracavernoso:

  • Prostaglandina E1
  • Papaverina
  • Fentolamina  (non disponibile in Italia)

Per uso intrauretrale:

  • Prostaglandina E1 ( microsupposte non disponibili in Italia)

Qui rimando ancora all’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo: http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/184/quando-l-erezione-e-difficile-o-non-c-e-che-cosa-fare .

Ipogonadismo nei pazienti HIV positivi

Molti autori segnalano un’aumento di ipogonadismo negli uomini HIV+ in terapia con HAART, con un aumento fino al 20% rispetto ad un gruppo HIV- di età sovrapponibile.

Anche nei pazienti HIV+ con le aumentate aspettative di vita oggi reali, l’età diventa un fattore importante che comporterà sicuramente un aumento di ipogonadismo ed di deficit dell’erezione.

Alcuni studi segnalano l’inibizione del metabolismo del testosterone da parte degli farmaci con apparente aumento del testosterone nel sangue, mentre l’alterazione dei grassi (lipodistrofia), associata sempre alla terapia HAART, può abbassare i livelli di testosterone soprattutto attraverso la sua conversione in estradiolo proprio a livello dei tessuti grassi.

L’obesità e le epatopatie possono infine causare alti livelli di estradiolo.

Terapia sostitutiva con testosterone nei pazienti HIV positivi

Nel trattamento sostitutivo con testosterone in pazienti HIV+ con ipogonadismo porta ad un aumento statisticamente significativo della funzione sessuale, ma anche ad un miglioramento dell’umore generale e dello stato di depressione.
Nei maschi normogonadici l’assunzione di testosterone non migliora invece la risposta sessuale.

Formulazioni attualmente disponibili per la terapia sostitutiva sono diverse come complesse sono le considerazioni sui risultati del trattamento sostitutivo con testosterone:

  1. diversi studi considerati sono in alcuni casi contraddittori
  2. la percentuale di pazienti con tasso di testosterone basso è molto variabile
  3. si consiglia il trattamento solo in presenza dei sintomi di ipogonadismo
  4. efficacia del trattamento non sempre costante  e sicura
  5. effetti secondari riscontrati sono: irritabilità, seborrea, acne, caduta dei capelli, cefalea

L’aumento dei distrubi dell’erezione, segnalato tra la popolazione maschile HIV+,  è correlabile all’aumento dell’età media di questi pazienti oltre che al sommarsi delle noxae relative a dismetabolismo, neuropatie, alterazioni circolatorie, dislipidemie.

Nell’era delle terapie HAART l’aumentata aspettativa di vita rende l’età uno dei fattori maggiormente incidenti nel determinare un ipogonadismo per cui l’incidenza di questa situazione clinica ed il secondario DE nei pazienti HIV+ nel futuro potrebbe essere più significativa .

Considerazioni conclusive

  1. L’incidenza delle disfunzioni sessuali nei pazienti HIV positivi è elevata
  2. I problemi sessuali hanno un forte impatto sulla qualità della vita
  3. I problemi sessuali vanno considerati e valutati in modo globale
  4. La frequenza e l’intensità dei disturbi aumentano dopo la comunicazione della sieropositività e ancora di più dopo l’inizio del trattamento farmacologico
  5. Non vi è chiara evidenza di responsabilità diretta farmacologica o chimica della HAART nella genesi dei problemi sessuali

Bisogna infine a questo punto sempre ricordare che è importante:

  • Amplificare la capacità dei medici e dei pazienti ad affrontare questo tipo di problematiche legate al sesso e alla sessualità in generale
  • Intervenire in modo  preciso e mirato in funzione del particolare problema emerso
  • Trovare spazi e tempi adatti per prendersi carico e affrontare anche questi temi ritenuti spesso secondari
  • La qualità della risposta sessuale è strettamente legata alla qualità della vita con un impatto importante su tutti gli aspetti relazionali con l’altro partner come soddisfazione personale e stima di sé.

 

Note bibliografiche

  • Sollima . AIDS 2001
  • Rhoden . N EnglJ Med 2004; 350: 482 – 492
  • Mylonakis E Clin Infect Dis 2001; 33: 857 – 864
  • Grinspoon S J Clin Endocrinol Metab 2000
  • Snyder N Engl J Med 2004; 350 440 – 442
  • Mansergh G. Sex Transm Infect. 2006 Apr;82(2):131-4

 

Autore

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