I piedi piatti: come prevenirli, riconoscerli e curarli

Che cosa e' il piede piatto?

Consiste nell'appiattimento della volta longitudinale mediale del piede associata alla deviazione del calcagno in valgismo, con un' incidenza del 15% nei bambini ed un rapporto femmine/maschi di 4:1.

Quali sono le cause del piede piatto?

Si ritiene che il piede piatto valgo riconosca una patogenesi multifattoriale, tra cui la lassita' capsulo-legamentosa costituzionale, insufficienza dei tendini tibiale posteriore, peroneo lungo, flessore lungo dell' alluce e flessore comune delle dita, tutti ad azione cavizzante; retrazione del tendine di Achille, malattie neurologiche (spina bifida, mielodisplasia, neurofibromatosi, ictus), fratture calcaneali e displasie dei tessuti molli.

Come si manifestano i "piedi piatti"?

L'atteggiamento dei piedi si valuta considerando la modalita' di appoggio, cioe' valutando la forma dell'impronta plantare sul podoscopio; il piede piatto e' di I° grado quando la volta mediale sfiora il terreno; di II° grado quando il contatto con il terreno e' completo; di III° grado  quando l'impronta della volta mediale deborda all'interno rispetto alla normale delimitazione del piede stesso.

Nel bambino sano il piede e' ancora piatto tra il 2º e 5º anno di vita e tende poi a correggersi spontaneamente nel 90% dei casi.

Il valgismo calcaneare e' fisiologico quando puo' essere corretto attivamente dal paziente, mentre diventa patologico quando questa correzione non e' possibile.

L'esame radiografico e' molto importante sia per la misurazione del piattismo che per la ricerca di eventuali malformazioni ossee associate; esso va sempre eseguito in comparativa dei due piedi ed in carico nelle proiezioni dorso-plantare e laterale.

Qual' e' il trattamento del piede piatto?

Il trattamento ortopedico prevede l'utilizzo di plantari dinamici, da non utilizzare prima dei 6  anni, dotati di un cuneo supinante il retropiede e pronanti l'avampiede; possono, inoltre, essere consigliati degli esercizi propriocettivi cavizzanti la volta mediale.

Il trattamento chirurgico segue ad insuccesso del trattamento incruento e si pone come indicazione elettiva in quei bambini di eta' compresa tra i 10 ed i 12 anni.

L'obiettivo e' quello di diverticalizzare e di deaddurre l'astragalo e di opporsi alla pronazione del calcagno, questo e' possibile grazie alle artrorisi che possono essere endosenotarsiche (Giannini) o extrasenotarsiche (Pisani).

L'intervento chirurgico che soddisfa le necessita' sopra descritte prende il nome di calcaneo-stop proposto per la prima volta da Recaredo Alvarez nel 1972 che consiste nell'infissione di una vite nel calcagno realizzando cosi' un ponte con l'astragalo; da non dimenticare la possibilita' di associare a tale metodica l'eventuale allungamento del tendine di Achille; questo intervento permette di mettere il piede a terra gia' da subito ed e' possibile effettuarlo bilateralmente.
Le viti possono essere rimosse in anestesia locale non prima dei due anni.