Ogni giorno in Italia decine di migliaia di persone decidono anziché consultare un medico o uno psicoterapeuta, di rivolgersi a presunti maghi e ciarlatani vari nel vano tentativo di risolvere problematiche perlopiù psicologiche ma anche di salute. Sette spirituali e fattucchieri plagiano persone di ogni età, istruzione e ceto sociale, riuscendo ad accaparrarsi non solo soldi ma anche favori sessuali e ricompense materiali. Che diffusione ha questo fenomeno? Come fare per tutelarsi?

Ogni giorno in Italia più di 30.000 persone (di cui il 13% con un titolo di studio universitario) decidono di rivolgersi a presunti maghi e ciarlatani vari. Sette spirituali e fattucchieri plagiano persone di ogni età e ceto sociale, riuscendo ad accaparrarsi non solo soldi ma anche favori sessuali e ricompense materiali.

Eppure, nonostante il raggiro subito, per vergogna o paura, solo poche persone (il 6% degli utenti che dichiarano di aver subito un raggiro) decidono di sporgere effettivamente denuncia alle autorità.

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Le “nuove professioni”: una linea di confine

Una recente normativa ha inoltre regolamentato alcune nuove professioni che sino a poco tempo addietro erano definite “pseudo-professioni”, come ad esempio i naturopati o gli agopuntori. Ricordiamo che “regolamentato” significa semplicemente che la Legge italiana ha preso atto dell’esistenza di tali figure.

Credo però, che per quanto vi sia una differenza sostanziale tra i ciarlatani e le nuove professioni, potrebbe però innescarsi una deriva culturale a seguito di questa recente normativa (Legge n. 4/2013). C’è per quanto mi è dato osservare, infatti, un’eccessiva contiguità, tra alcune delle nuove professioni regolamentate e la pratica di alcune categorie di ciarlatani.

Se si è parlato a lungo del fatto che i counselor si trovano, di fatto, a svolgere spesso senza alcuna competenza pratiche molto vicine se non sovrapponibili a quelle della professione di psicologo, si è parlato meno di altre categorie.
Tra le nuove professioni recentemente disciplinate, infatti, accanto a pedagogisti, consulenti filosofici, kinesiologi, grafologi, musicoterapeuti e armonizzatori familiari, anche gli astrologi hanno cercato di ottenere la loro regolamentazione.

Un tentativo del genere, se sommato all’avvenuta regolamentazione di pranoterapeuti, psicofilosofi e maestri di reiki, agli occhi del cittadino, può correre il rischio di esser visto passare come uno sdoganamento di pseudo professioni troppo vicine all’operato di alcune categorie di ciarlatani.

Sebbene le commissioni CNEL (vedi elenco pareri del CNEL) non abbiano dato, per il momento, parere favorevole alle associazioni di maghi e astrologi, c’è mancato poco. È perciò probabile che si sia solo all’inizio di un percorso potenzialmente rischioso.

 

I ciarlatani: cifre e diffusione del fenomeno

Maghi, sensitivi, cartomanti, chiromanti veggenti: in Italia li abbiamo un po’ tutti. Si tratta di un fenomeno molto diffuso e a questi personaggi è riservato ampio spazio sui media. Qualcuno di questi dispone ancora oggi persino di trasmissioni TV o radiofoniche dedicate. Tra le specialità proposte vi sono le solite magia bianca, nera o rossa; ma si possono trovare anche rituali indiani, celtici o brasiliani. Filtri e pozioni, legamenti d’amore, soldi, fortuna, lavoro e salute, sono tra le richieste più diffuse nel mercato.

La consuetudine a rivolgersi al mago è attribuita da uno stereotipo culturale all’abitante del mezzogiorno d’Italia, mentre i dati di qualche anno fa del rapporto Eurispes (2011) su indicazioni dell’Associazione Telefono Antiplagio, mostrano invece che quest’abitudine è diffusa al Nord (45% popolazione - 42% di presunti maghi) forse anche più che al Sud (35% popolazione - 30% di presunti maghi), mentre assume proporzioni epidemiche (in rapporto al numero di abitanti) nel Centro Italia (20% popolazione - 28% presunti maghi).

I maghi, i guaritori e gli astrologi presenti in Italia sono circa 160.000 (in vertiginoso aumento negli ultimi dieci anni). Decine di migliaia le truffe e gli abusi segnalati all'Associazione Telefono Antiplagio. Gli italiani che frequentano questi impostori sono 12 milioni (il 20% della popolazione) distribuiti tra un 51% di donne, il 38% di uomini e l’11% di adolescenti. L'incasso totale tra chiaroveggenti, indovini, guaritori e maghi è stimato in circa 6 miliardi di € annui con una evasione fiscale che tocca punte del 98%.

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Durante lo scorso anno (2013) indovini, fattucchiere e cartomanti hanno aumentato gli introiti annui (in controtendenza rispetto a categorie professionali serie) di circa il 19%.

Lombardia, Lazio e Campania sono in Italia le regioni con il più alto numero di addetti all’occulto, mentre si rivolgono a loro circa un italiano su tre spendendo tra i 50 e i 1000 euro a consulto.

I reati più frequenti contestati a questi individui dalla Magistratura sono: esercizio del mestiere di ciarlatano, l'evasione fiscale, circonvenzione d'incapace, truffa, estorsione, esercizio abusivo della professione medica e psicologica, abuso della credulità popolare, violazione della privacy e pubblicità ingannevole. Molti di questi finti operatori del paranormale riescono a vendere le proprie millanterie anche a distanza, persino attraverso siti web di aste on-line. 

 

Attenzione ai sedicenti “maestri spirituali”

Se a questo piccolo esercito si sommano i sedicenti maestri spirituali, le sette, i centri di “cultura” esoterica e altre cose del genere, i numeri in gioco e i soldi turlupinati alle persone, potrebbero raggiungere cifre davvero impressionanti.

Si tratta di cose diverse rispetto ai ciarlatani?

È probabile che maghi da un lato e sedicenti maestri spirituali dall’altro si rivolgano a un pubblico differente, ma a mio avviso entrambi rispondono ingannevolmente a un bisogno umano che di fondo è molto simile: la ricerca di sicurezza.
La nostra epoca è caratterizzata dopotutto dalla costante incertezza e da una persistente carenza di punti di riferimento, che si esprime spesso in modo patologico sia a livello sociale sia individuale.

Questi impostori sono storicamente sempre esistiti, ora però si trovano evidentemente a cavalcare il momento di disagio delle persone, giocando pericolosamente con le insicurezze collettive.

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Il plagio

Oltre a impostori, maghi e veggenti, in alcuni casi, le persone possono essere vittime di veri e propri plagi messi in atto da personaggi apparentemente insospettabili. “Maestri spirituali”, “mamme”, “padri”, “sacerdoti”, questi individui si lasciano soprannominare in modi apparentemente lontani da ogni sospetto. Bisogna invece imparare a osservare e tenersi lontani da situazioni ove qualcuno dichiara una presunta superiorità morale o spirituale per essere ascoltato e seguito.

Sette esoteriche, circoli mistici, riunioni tra “illuminati”, anche solo dei semplici cenacoli di lettura di testi “spirituali”, possono trasformarsi per i malcapitati in vere e proprie situazioni in cui si diviene vittime di suggestione e sottomissione spesso senza nemmeno rendersene conto.

I personaggi che tendono a plagiare i propri “adepti” lo fanno in maniera molto subdola, utilizzando l’arte della persuasione in maniera molto efficace e altrettanto ambigua. Questi soggetti non vengono mai completamente allo scoperto e si ammantano spesso di un’aria amichevole e falsamente rispettosa. Dopo aver conquistato la fiducia degli adepti, iniziano le richieste, via via sempre più impegnative, sino a riuscire spesso ad estorcere, senza utilizzo della violenza denaro, favori, prestazioni sessuali. 

 

Le richieste degli utenti

Molte delle domande poste dalle persone a queste categorie di ciarlatani sono riconducibili a problematiche di ordine psicologico, oltre che in alcuni casi, persino medico.

Tra le richieste ‒ ovviamente inevase ‒ formulate ai ciarlatani (maghi, cartomanti, ecc.) vi sono:

  • sofferenze d’amore
  • problemi familiari
  • drammi esistenziali
  • conflitti in ambito lavorativo
  • difficoltà d’integrazione sociale
  • timidezza
  • rendimento scolastico
  • problemi di salute 

Ebbene, questi sono tutti ambiti nei quali la competenza dello psicologo, dello psicoterapeuta e, per la salute fisica, del medico, è specifica e garantisce all’utente l’unico ambito possibile di efficacia e professionalità.

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Perché si va dal mago (o dal counselor) e non dallo psicologo? Un punto di vista

Se come si è visto le problematiche che affliggono gli utenti di queste categorie di personaggi sono per lo più riconducibili a difficoltà di ordine psicologico, per quale motivo così tante persone preferiscono rivolgersi a un possibile truffatore, un sedicente mago, piuttosto che andare dallo psicologo? 

Perché le persone si rivolgono al “mago” (o al counselor) e non allo psicoterapeuta? 

Le motivazioni possono essere tante e dato che anche persone istruite cadono vittime dei raggiri dei ciarlatani, non sempre tutte riconducibili all’ignoranza. L’inganno della soluzione facile, la superstizione, l’illusione di poter modificare il corso della propria vita senza mettersi in gioco in prima persona, ma affidando unicamente a un “entità” esterna le proprie sorti. 

A mio avviso però si può aggiungere anche un altro ordine di spiegazione: le persone vogliono essere da un lato rassicurate e aiutate, dall’altro vogliono sentirsi in qualche modo anche accolte nella propria irriducibile complessità. Ci si vuole sentire individui dotati di una psiche immaginativa, dove c’è ancora spazio per l’indeterminatezza, l’esoterismo, l’essere ritenuti parte di un universo ancora misterioso e ancora da decifrare e da spiegare.  

La mia ipotesi, condivisa da molti autorevoli autori alcuni dei quali citati in bibliografia, è che molta della psicologia contemporanea si sia appiattita su un modello di stampo medico psichiatrico e che non si differenzi granché da questo. Una parte della psicoterapia sembra più interessata alle diagnosi, alle tecniche, ai trattamenti, alle prove d’efficacia, alla purezza metodologica, anziché all’ascolto e alla comprensione - psicologica - della psiche umana.   

Queste considerazioni prescindono dal tipo di orientamento che può avere lo psicoterapeuta e attiengono piuttosto a un modo trasversale di intendere il singolo approccio alla sofferenza e al dolore psicologico. L’oltranzismo nel considerare la questione metodologica e tecnica come predominante conduce, a mio avviso, alla disumanizzazione della psicoterapia. Anche l’intransigenza verso la purezza del “setting” di un certo modo rigido di intendere tutt’oggi la psicoanalisi è parte in causa in questo tipo di discorso.

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Credo, infatti, che molto dello spazio eroso agli psicoterapeuti non solo dai ciarlatani e dagli operatori dell’occulto, ma soprattutto da tutta la pletora di operatori delle cosiddette “nuove professioni” – counselor, consulenti filosofici, naturopati, ecc. – non sia altro che l’effetto di una divaricazione accentuata tra una psicologia (e una psicoterapia) fondata sempre più su uno sterile tecnicismo “generico” e sempre meno sulla comprensione soggettiva del dolore dell’animo umano. 

Riassumendo il pensiero dello psichiatra americano Szasz (1974), una parte consistente della psichiatria occidentale è rimasta ancorata a una visione meccanicistica di stampo biologicistico, della psiche umana e parte della psicologia - a volte - cade nell’errore di imitare proprio questa psichiatria di stampo più organicistico.

Per Antonucci (2007) è infatti proprio il “pregiudizio psichiatrico” ereditato da parte della psicoterapia odierna che impedisce di intraprendere il vero lavoro psicologico con la sofferenza degli uomini. 

Il linguaggio della psicoterapia in molti casi non contempla più parole fondamentali per la psiche umana che invece il “consulente filosofico” riesce a integrare nel suo setting senza temere di apparire poco “scientifico”.

Molti psicologi, infatti, hanno smesso, come ritiene anche Hillman (1999), di occuparsi di amore, del rapporto tra la vita e la morte, di “anima”, di cose che ai loro occhi appaiono come “indimostrabili” da un punto di vista empirico. Essi si stanno avvicinando sempre più alle posizioni della psichiatria meccanicistica che ha prodotto il DSM V (ultima edizione del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) e ne hanno adottato anche il linguaggio oltre che la propensione a effettuare diagnosi sempre più “precise”, inventando, di fatto nuovi sintomi e nuove sindromi, che come dicono Frances e Spitzer (2011) “non fanno altro che abbassare le soglie di molte malattie, con il risultato di aumentare enormemente le diagnosi e quindi di “psichiatrizzare” larghe fasce della popolazione.” 

Terreno fertile, insomma, per molte categorie che millantano di poter avere un dialogo più “aperto” degli psicologi con aspetti sensibili della psiche umana?

 

Cosa fare?

Qualunque sia la problematica per cui una persona decide di rivolgersi a un operatore dell’occulto o a un “maestro spirituale” improvvisato, va detto con estrema chiarezza che il problema è destinato non solo a non essere risolto, ma ad aggravarsi. Infatti si correrà semplicemente il rischio di rinviare i tentativi di soluzione più seri, oltre che di indebitarsi economicamente e si deve trovare il coraggio di farsi aiutare.

Ci si può rivolgere a un’associazione di consumatori oppure chiedere nei casi più gravi l’aiuto delle forze dell’Ordine.

Psicologi, psicoterapeuti e psichiatri possono essere di grande aiuto nel sostenere le vittime di queste millanterie. Non di rado, infatti, si possono sviluppare nell’individuo delle vere e proprie sintomatologie psicologiche anche a seguito dei raggiri subiti e della scoperta, spesso scioccante, di essere rimasti vittime di un inganno.

Ovviamente è sempre preferibile rivolgersi a un professionista – psicoterapeuta, medico, psicologo – anche solo per un consulto in caso di problemi (amore, lavoro, salute, stress, ecc.) piuttosto che attendere che la difficoltà degeneri e si veda di seguito il ricorso alla “magia” come un possibile – ingannevole – rimedio dell’ultimo minuto.

Per quante possano essere le visioni discordanti tra i vari orientamenti in psicoterapia circa il significato, l'applicazione, il limite della parola "scienza", è pur sempre - e comunque - fondata su basi scientifiche, su metodi, osservazioni, verifiche, teorie e dibattiti culturali. C'è ancora spazio per l'anima, il cuore, i sentimenti, il "prendersi cura" oltre che il curare? A mio avviso assolutamente si. 

Per questo, se si ritiene di poter essere caduti vittime di un raggiro, dunque, in nessun caso si ceda alla vergogna, sentimento molto comune tra quanti sono stati ingannati da un sedicente mago e ci si rivolga invece a un professionista serio per chiedere supporto e aiuto.


Dal minuto 01:40:40 intervento alla puntata di "Siamo Noi" del 18/11/2015

 

Link utili

Verifica sempre l’iscrizione all’albo e la qualifica del professionista: Albo psicologi, psicoterapeuti  

 

Bibliografia

  • ANTONUCCI G. (1998), Il pregiudizio psichiatrico, Milano, Eleuthera.
  • ANTONUCCI G (2007), Giudizio e pregiudizio psichiatrici, Reggio Emilia, Umanità Nova.
  • BORGNA E. (2000), Noi siamo un colloquio. Gli orizzonti della conoscenza e della cura in psichiatria, Milano, Feltrinelli.
  • BORGNA E. (2011), La solitudine dell'anima,Milano, Feltrinelli.
  • GALIMBERTI U. (2000), E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza, Torino, Einaudi.
  • GIBSON J.J. (1979), Un approccio ecologico alla percezione visiva, Bologna, Il Mulino (1999).
  • HEIDEGGER M. (1953),La questione della tecnica - in “Saggi e discorsi”, Milano, Mursia (1976).
  • HEIDEGGER M., GÖTZ C. (a cura di) (2011), Che cos'è la verità, Milano, Marinotti.
  • HILLMAN J., VENTURA M. (1999), Cento anni di psicoterapia e il mondo va sempre peggio, Milano, Garzanti.
  • JERVIS G. (1975), Manuale critico di psichiatria, Milano, Feltrinelli.
  • MARSONET M. (1997), La verità fallibile. Pragmatismo e immagine scientifica del mondo, Milano, FrancoAngeli.
  • RECALCATI M. (2007) Elogio dell'inconscio, Torino, Bruno Mondadori.
  • SPITZER R, FRANCES A. (2011), “Guerre psicologiche: critiche alla preparazione del DSM-5”, Psicoterapia e Scienze Umane, n.2, Milano, Franco Angeli.
  • SZASZ T. S. (1974), Disumanizzazione dell’Uomo: Ideologia e psichiatria, Milano, Feltrinelli.