Nonostante la sofferenza psicologica oggi sia sempre più diffusa, moltissime persone decidono di non curarsi per timore di spendere troppo denaro: ma è davvero così onerosa la cura psicologica?

Rinunciare a curarsi per soldi

In generale possiamo affermare che le persone solitamente tendono a sottovalutare la propria salute psicologica, operatori del settore in primis: paure, insicurezze, fobie, depressione e ansia sono concetti che spaventano, e quindi vengono trascurati il più possibile, fino a quando la persona non può più far finta di nulla, fino a quando le emozioni prendono il sopravvento.

E’ comprensibile questo atteggiamento: da sempre la figura dello Psicologo (e dello Psichiatra) viene associata a concetti quali “malattia mentale” o “pazzia”, a definire una realtà caratterizzata dalla patologia grave ed incurabile. Ognuno di voi almeno una volta nella vita ha pensato: “Io dallo Psicologo? Figuriamoci, non sono mica matto!”.

La scelta di rivolgersi allo Psicologo viene quindi relegata al ruolo di “ultima spiaggia”: le persone mi contattano quando non ce la fanno più, oppure (caso più frequente) quando a non farcela più sono i familiari (coniuge, figli, ecc.).

E qui arriva la nota dolente: non vi sareste rivolti allo Psicologo per nulla al mondo, ora non ce la fate più, i vostri familiari vi hanno dato l’ultimatum, alla fine vi decidete ma…vi fermate perché pensate a quanto vi costerà caro.

Su www.medicitalia.it ogni giorno leggo richieste di persone disperate, tormentate dall’ansia o dalla depressione, che a chiare lettere scrivono chiedendo aiuto, un aiuto virtuale di certo limitato, ma l’unico aiuto che “si possono permettere”.
Tutte queste persone (e sono la maggior parte di quelle che scrivono nell’Area Psicologia del Sito) hanno rinunciato a curarsi per soldi.

Ma è proprio vero che la cura psicologica è così cara? E’ davvero irraggiungibile per molti italiani?

La prima considerazione che possiamo fare è legata al concetto di motivazione: anche se le tariffe degli Psicologi diventassero irrisorie, molte persone probabilmente non prenderebbero in considerazione questo tipo di cura perché ritengono di secondaria importanza i problemi psicologici, e quindi non sarebbero sufficientemente motivate ad intraprendere un percorso impegnativo anche dal punto di vista economico.

Molte persone pensano che sia ragionevole spendere 1800 euro per motivi estetici, mentre non si sognerebbero neppure di impiegare altrettanto denaro per curare il proprio equilibrio mentale.

Oltre ad una buona motivazione, è necessario intraprendere un percorso psicologico nella fase iniziale del problema, e per questo ripetiamo il famoso slogan valido per tutte le aree della Salute “prevenire è meglio che curare”.

Se imparate a considerare i problemi psicologici con la stessa importanza di quelli medici accetterete di buon grado il consiglio di rivolgervi ad uno Psicologo già alle prime avvisaglie: infatti una cosa è curare un disturbo d’ansia fin dall’inizio, in poche sedute, altra cosa è aspettare che l’ansia sia talmente intensa da impedirvi di svolgere le normali attività quotidiane come guidare l’automobile o andare a fare la spesa.

Stesso dicasi per i problemi dell’umore: un conto è curare una persona lievemente depressa e triste, altro conto è gestire una persona che non dorme più da settimane, e che continuamente pensa al suicidio.

Tenendo presente che ogni caso andrebbe comunque valutato nella propria specificità, in linea di massima aspettare troppo significa negare la malattia, e quindi correre il rischio che i sintomi aumentino di frequenza e di intensità. Questo potrebbe comportare terapie più lunghe e costose.
Quindi la prima regola per risparmiare denaro dagli Psicologi è accettare velocemente il fatto di avere problemi psicologici e non aspettare troppo tempo.

Pubblico o Privato?

Molte persone non sanno che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) mette a disposizione dei Centri preposti alle cure psicologiche. E’ possibile rivolgersi quindi al sistema pubblico affrontando una spesa irrisoria (di solito il ticket dà diritto a numerose sedute) o addirittura nulla se si dispone dell’esenzione per problema psicologico.

Per accedere al servizio pubblico potete:

  • chiamare il CUP dell’Ospedale vicino a voi e richiedere una visita psicologica
  • contattare un C.P.S. (Centro Psico-Sociale)
  • contattare un Consultorio Familiare

Per tutte queste operazioni potete richiedere il supporto del vostro medico curante.
Accedere al servizio pubblico vi permetterà sicuramente di risparmiare molti soldi, ma vi sono alcune cose che dovete tenere in considerazione.

In primo luogo è probabile che vi mettano in lista d’attesa: fra le persone che richiedono un aiuto psicologico, molte si rivolgono al sistema sanitario pubblico, il quale non sempre riesce a smaltire rapidamente (per problemi di organico disponibile) le migliaia di richieste quotidiane.

Un secondo inconveniente è rappresentato dal fatto che non potrete scegliere il tipo di terapeuta: alcune persone si sentono a proprio agio con Professionisti dello stesso sesso, e non riuscirebbero mai a confidare fatti legati alla propria intimità ad uno Psicologo di sesso opposto. Molti pazienti maschi, ad esempio, non riescono neppure ad immaginare di parlare della propria erezione o dell’eiaculazione precoce con una terapeuta donna.

Un altro aspetto da non trascurare è che non potrete nemmeno scegliere l’orientamento psicoterapeutico dello Psicologo: non tutte le psicoterapie sono uguali, alcune funzionano meglio con certe patologie piuttosto che altre. Se per voi questi aspetti sono importanti, vi consiglio di spendere qualcosa in più e di rivolgervi ad un Professionista privato.
Se al contrario non siete interessati a questi particolari, tenete presente che la seconda regola per risparmiare implica che vi rivolgiate al sistema sanitario pubblico.

Diverse psicoterapie = diversa durata

Come abbiamo appena detto, non tutte le psicoterapie sono uguali, ma dipendono dall’orientamento seguito dal terapeuta. Dopo la Laurea in Psicologia (o Medicina) una volta superato l’Esame di Stato che abilita ad esercitare la Professione, il professionista sceglie una specializzazione psicoterapeutica, e quindi frequenta per quattro anni un’apposita Scuola, alla fine della quale viene riconosciuto il titolo di psicoterapeuta.

In Italia ci sono decine di Scuole riconosciute dal Ministero, e ognuna di queste si differenzia dalle altre per il tipo di approccio al paziente, il background teorico di riferimento, la filosofia di base e le tecniche specifiche. Ad esempio molte persone quando pensano allo Psicologo fanno riferimento allo psicoanalista (detto anche “analista”).

La psicoanalisi è una delle psicoterapie, quella forse più conosciuta, ed è caratterizzata dal particolare setting che si crea col paziente: il terapeuta ascolta molto ed interviene il meno possibile, il paziente è sdraiato, ecc..

Molti pazienti quando entrano nel mio studio mi chiedono “Ma scusi Dottore, e il lettino dov’è?” proprio perché la cultura ha trasmesso l’immagine della psicologia nell’ultimo Secolo attraverso rappresentazioni e racconti legati alla psicanalisi.

Tale terapia è famosa purtroppo pure per la durata: alcune forme di psicoanalisi possono durare anche un decennio. Le persone, quando vanno dallo Psicologo, si aspettano quindi di trovarvi il lettino e soprattutto di pagare il terapeuta per molti anni. Questo è un diffusissimo luogo comune, perché molte psicoterapie hanno una durata di molto inferiore alla psicanalisi: alcune terapie possono durare anche mesi.

Oggi grazie ad Internet è possibile raccogliere un numero sufficiente di informazioni per farsi una panoramica completa su tutte le psicoterapie esistenti in Italia: ognuna di esse ha funzionalità specifiche e permette di ottenere ottimi risultati in determinati ambiti clinici. La terza regola per spendere meno in ambito psicologico è quella di recuperare il maggior numero di informazioni sul tipo di psicoterapia che si desidera affrontare: se preferite risparmiare optate per interventi che abbiano una durata ragionevole, e non abbiate timore di chiedere allo Specialista che tipo di orientamento terapeutico pratica.

I giovani professionisti

Un altro diffusissimo luogo comune è che più lo Specialista è giovane e poco affermato, meno sarà in grado di aiutarvi, poiché carente di esperienza. E’ un dato di fatto che il giovane terapeuta abbia poca esperienza diretta (se vogliamo escludere il tirocinio), ma questo non deve essere confuso con la scarsa abilità o la poca professionalità.

Il giovane professionista di qualsiasi specialità sanitaria, per cui anche lo Psicologo, ha una cosa che molti Professori di una certa età hanno perso, ovvero l’entusiasmo per la professione e la voglia di crescere ed affermarsi. E’ lo stesso discorso della motivazione che abbiamo fatto all’inizio per i pazienti, però ribaltato: un terapeuta molto motivato raggiunge i risultati, compensando le lacune legate all’inesperienza.

Inoltre il giovane terapeuta, oltre che molto motivato, solitamente ha un onorario decisamente inferiore rispetto al Professionista affermato. Non è da sottovalutare, infine, che il giovane psicologo essendo meno impegnato gode di una maggiore flessibilità negli orari liberi per la terapia, permettendovi di non perdere preziose ore di lavoro.
Quindi se per voi non risulta fondamentale ai fini terapeutici farvi curare dal "Super Professore" io vi consiglio di seguire la quarta regola: contattate professionisti giovani, meno impegnati e quindi più flessibili sia sull’orario che sulla tariffa.

Un ultimo consiglio

In conclusione, tenete presente l’ultimo luogo comune, molto diffuso, secondo il quale tutti gli Specialisti privati se solo volessero potrebbero farvi pagare una seduta 10 euro: in ambito sanitario esistono i Tariffari che stabiliscono la cifra minima al di sotto della quale il Professionista non può scendere se non vuole incorrere nella concorrenza sleale, e se ci pensate questo funziona in molte aree del mercato economico.

Inoltre spesso ci si dimentica che i Professionisti hanno dei costi vivi notevoli, in aggiunta a quelli accumulati durante gli anni dedicati allo studio (10 per gli psicoterapeuti italiani), quali ad esempio l’obbligo di partecipare ogni anno alla formazione obbligatoria per le professioni sanitarie (ECM) secondo i criteri dettati dal Ministero.

Leggendo questo articolo potreste infine pensare che io stia cercando di convincervi a non contattare psicanalisti-anziani-privati, e invece vi sbagliate. Io vi sconsiglio di contattare questo genere di professionisti solo se l’unico vostro ostacolo ad intraprendere una cura psicologica è rappresentato dal denaro.

Non dimenticate che la psicoterapia non risponde alla regola del “giocare al ribasso”, perché non potete non spendere: spesso gli obiettivi che il terapeuta vuole farvi raggiungere sono molto difficili e “scomodi” per voi. Chi ve lo fa fare, ad esempio, di entrare in un ascensore se è proprio ciò che temete maggiormente? Oppure perché mai affrontare il proprio capo rompiscatole come consigliato dallo Psicologo?

Ecco, se la psicoterapia costasse troppo poco cedereste di sicuro alla tentazione di non fare nulla di quanto vi suggerisce il terapeuta, e probabilmente vorreste restare in psicoterapia per interi decenni. D’altronde una sana chiacchierata una volta alla settimana fa sempre piacere, no? Soprattutto in un’epoca in cui le persone che vi ascoltano sono sempre meno.