Uno studio recente dimostra che i tratti di personalità narcisistici possono avere effetti negativi sulla salute, specialmente quella maschile.

Sara Konrath, una delle autrici della ricerca in questione, sostiene che I narcisisti pagano un prezzo molto alto per via della loro personalità non solo in considerazione della scarsa qualità delle loro relazioni interpersonali ma anche per via delle ricadute sulla salute fisica che il loro “carattere” li porta ad avere.

Diverse ricerche precedenti della stessa autrice sottolineavano l’aumento delle personalità narcisistiche nella cultura Americana e rilevavano inoltre che tale aumento è preponderante nella popolazione maschile rispetto a quella femminile. I tratti narcisistici a cui questo gruppo di ricerca fa riferimento sono definibili in un prepotente senso di importanza che i soggetti narcisisti tendono ad avere unito ad una sovrastima delle proprie reali capacità e a un profondo senso di grandiosità.

In questo nuovo studio, Konrath e i colleghi Reinhard, Lopez e Cameron dell’università della Virginia, hanno esaminato la correlazione tra narcisismo, genere e livelli di cortisolo in un campione di 106 studenti. Il cortisolo è largamente considerato l’ormone dello stress.

I ricercatori hanno misurato I livelli di cortisolo in momenti diversi così da avere un’idea sia dei livelli di partenza di quest’ormone che dei livelli raggiunti in condizioni di particolare stress. Livelli elevati di cortisolo in una situazione relativamente priva di fattori stressanti indicherebbe un’attivazione cronica dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene che ha un impatto realmente significativo sulla salute dal momento che determina un’aumento del rischio cardiovascolare.

Per valutare la presenza di tratti narcisistici nei partecipanti, I ricercatori hanno somministrato un questionario costituito da 40 items che misura cinque differenti variabili dei tratti. Due di queste componenti sono maladattive e disfunzionali (la tendenza a “sfruttare” gli altri e l’arroganza), le altre 3 componenti sono più funzionali e meno disadattive (la leadership, il senso di superiorità e la concentrazione su sé stessi).

“I narcisisti hanno apparentemente un’idea grandiosa di sé ma in realtà la loro auto-percezione è quella di persone fragili” spiega Reinhard. “Spesso, per proteggersi, adottano strategie difensive molto aggressive. Queste strategie sono correlate all’aumento della reattività cardiovascolare allo stress e all’aumento della pressione, per questo motivo ha senso ritenere che ad alti livelli di “narcisismo disfunzionale” corrisponda una spiccata reattività del sistema di risposta agli stressor e anche un livello cronico di stress”.

Reinhard, Konrath e colleghi hanno rilevato, però, che gli aspetti più “tossici” del narcisismo sono associati a livelli più alti di cortisolo negli uomini più che nelle donne. Nello specifico, il narcisismo “disfunzionale” è un predittore due volte più affidabile di alti livelli di cortisolo negli uomini rispetto alle donne.

I ricercatori hanno inoltre rilevato che non c’è correlazione tra narcisismo “funzionale” e livelli di cortisolo né negli uomini né nelle donne.

Queste ricerche, sulla scia di quelle condotte in precedenza sulle personalità narcisistiche, dimostrano che il narcisismo non influenza solamente la risposta degli individui ad eventi stressanti ma influenza le risposte alle routines e alle interazioni quotidiane con gli altri. L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene potrebbe essere iperattivato in maniera cronica nei soggetti di sesso maschile che presentano tratti narcisistici maladattivi anche in assenza di un chiaro evento stressante.

La domanda che sorge spontaneamente è: come mai il narcisismo ha un impatto più negativo sulla salute degli uomini rispetto alle donne? Un’ipotesi è che i tratti disfunzionali del narcisismo, ovvero l’aggressività e l’arroganza, siano socialmente e culturalmente più accettati e dunque manifestati più dagli uomini che dalle donne e per questo il narcisimo maschile avrebbe sulla salute degli uomini un impatto differente.

 

Fonte: 
http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0030858