Fino a questo momento, ancor più nella mia Sicilia, il paziente transessuale vagava tra specialisti privati, viaggi della speranza, l’etere, il tam tam mediatico... sempre nella speranza di non incontrare, nel suo doloroso e difficoltoso percorso di riappropriazione di sé, nessun millantatore o speculatore della sofferenza altrui.

Il difficile viaggio parte da lontano, passa da un corpo estraneo, da una psiche che grida di essere ascoltata, da abusi psicologici, ghettizzazione, emarginazione, da disagi familiari ed economici , da possibile prostituzione e da tantissime altre tappe fisiche, psichiche e simboliche, decisamente complesse da gestire.

Nasce a Febbraio 2013, all’interno dell’ospedale Civico di Palermo, il primo sportello per transessuali, che proprio da qualche giorno ha inaugurato "l’ambulatorio per l’equità di genere".
L’equipe dell’ambulatorio, sarà il porto di prima accoglienza, garantirà anonimato, riservatezza, gentilezza, ascolto psicologico e percorsi chiari e fruibili, che aiuteranno chi volesse\fosse costretto a cambiare sesso.

Il centro offre, oltre le visite mediche necessarie, quell’indispensabile sostegno psicologico, spesso negato a chi non ha l’opportunità economica per riceverlo, tassello di fondamentale importanza sia per la diagnosi clinica di DIG (disturbo d’identità di genere), che per le successive fasi del percorso.

Il dipartimento è il primo ambulatorio di tutta Italia, l’unico che lo ha preceduto è stato a Bologna, ma ha chiuso dopo pochi mesi l’inaugurazione.
In Europa soltanto la Spagna ha attivato luoghi simili, rifacendosi al modello degli ambulatori sorti in Brasile nel 2005.

L’ambulatorio, viene coordinato dal ginecologo Dr. Giuseppe Scaglione, mentre la direzione è a nome del Dr. Luigi Alio ed offrirà la possibilità a transessuali e transgender sia di ricevere le visite mediche necessarie, che l’aiuto indispensabile al fine di trovare i fondi per effettuare l’operazione di riassegnazione chirurgica del sesso biologico, passo ultimo di un doloroso e faticoso percorso.

L’ambulatorio sarà in funzione il secondo e il quarto giovedì di ogni mese dalle 15 alle 18.oo, si occuperà inoltre di seguire i pazienti transessuali che desiderano transitare al sesso opposto ed i pazienti già operati, al fine di offrire loro quel sostegno fisico, psichico e sessuale che riguarda la delicatissima fase post-intervento.

Con l’apertura del nuovo servizio andiamo a coprire un vuoto istituzionale pubblico importante, vuoto che lasciava il posto alla massoneria della sofferenza, al sottobosco psichico di un atroce disagio di chi nasce intrappolato in un corpo che non gli appartiene, di chi vive agli arresti domiciliari, in galera da una vita, nella speranza di un riscatto dovuto.

La mia terra, terra delle grandi ambivalenze, come sempre si è squarciata in due parti:
i conservatori, scandalizzati dall’idea di avere un luogo, pubblico e riconosciuto dalla sanità, dedicato ad una crescente realtà, che non può più essere taciuta e negata e gli anticonformisti, per lo più clinici e familiari dei pazienti, che sono grati per quest’importante opportunità offerta a tanta e tale sofferenza.

I pazienti ringraziano le istituzioni per questa opportunità di salute, spesso inespressa e loro negata e, soprattutto sembrano essere ancora increduli per questo “dono” simbolico che evoca riconoscimento, accoglienza, salute ed ascolto della loro sofferenza e disagio.
Tra i promotori dell’iniziativa c'è anche il regista spagnolo, Pedro Almodovar.

 

Per informazioni e per le prenotazioni è già possibile contattare gli operatori al numero di telefono 091 6662507 dalle 9 alle 12, dal lunedì al venerdì.