Scegliere una psicoterapia piuttosto che un’altra per curare i Disturbi dell’Umore ha importanza sul piano dei risultati?
Una recente meta-analisi rivela che in realtà non si tratta di una scelta importante, dal momento che tutti i trattamenti psicologici danno esiti positivi di per sé, in assenza di terapia farmacologica e rispetto alla situazione clinica dei depressi non ancora in cura, ma in attesa di iniziarla. 

Analizzando i risultati di 198 studi scientifici sull’argomento, riguardanti 15.118 pazienti, i ricercatori hanno concluso che i diversi tipi di terapia psicologica disponibili danno benefici comparabili e che per questo le persone che necessitano di un intervento terapeutico perchè depresse possono scegliere liberamente quale psicoterapia intraprendere.
Nella meta-analisi, molto ampia e complessa dal punto di vista delle procedure statistiche impiegate, sono stati confrontati gli effetti di 7 diversi interventi terapeutici: psicoterapia interpersonale, terapia cognitivo-comportamentale, psicoterapia psicodinamica, psicoterapia cognitiva, psicoterapia comportamentale, social skills training e counselling psicologico supportivo. Non sono state quindi prese in considerazione tutte le psicoterapie, ma un buona selezione rappresentativa dei vari interventi clinici possibili.
Come detto, per verificare l’impatto della terapia attuata il gruppo di controllo in questi studi era composto da depressi non ancora in terapia e quindi dal gruppo dei soggetti con sintomatologia identica alle persone in cura: confrontando il quadro sintomatologico dei soggetti in terapia e non in terapia è emersa chiaramente la differenza e gli effetti della psicoterapia sono stati sempre presenti con entità classificata “da moderata a molto significativa”.

Le ricerche esaminate, come accade in questi casi, si concentrano sul quadro sintomatologico e valutano i successi terapeutici in base alla remissione dei sintomi nel breve periodo e dopo un lasso di tempo (follow-up), perché questo tipo di dato si presta all’analisi statistica mentre un maggiore livello di approfondimento, che non valuti solo i sintomi ma anche le cause più profonde di un disturbo, è più difficilmente analizzabile nell’ambito delle ricerche quantitative.
Dal punto di vista psicodinamico la guarigione non coincide con la remissione del sintomo e, paradossalmente, il sintomo può costituire l’elemento con minore importanza ed essere l’ultimo a modificarsi, poichè deriva da una sottostante struttura di personalità patologica e/o da conflitti inconsci e rappresenta quindi solo una conseguenza di dinamiche inconsce che agiscono al di sotto della soglia di consapevolezza.
Nel corso di una psicoterapia psicodinamica i conflitti inconsci sono portati a consapevolezza e risolti per garantire che il sintomo scompaia e che non si ripresenti in seguito, alimentato da fattori causali sui quali non si è intervenuti perché concentrati unicamente sulla manifestazione più esteriore del conflitto e non sulla sua essenza. 

Fonte: "Comparative Efficacy of Seven Psychotherapeutic Interventions for Patients with Depression: A Network Meta-Analysis”