E' possibile “annullare” un matrimonio celebrato in chiesa? L'importanza degli elementi psicologici e sessuali.

 

Lasciarsi quando l’amore muore

Sempre più frequentemente le coppie italiane si separano. Conviventi, coniugati, con o senza figli, non presentano differenze significative. Oggi infatti la gran parte delle persone ritiene che se viene a mancare l’amore non c’è più motivo di rimanere insieme.

Eppure questo elemento, l’amore, è piuttosto recente nel matrimonio. Come ingrediente generalizzato alla gran parte delle unioni coniugali, compare attorno agli anni ‘40 del secolo scorso, soppiantando in breve tempo i matrimoni combinati che fino a quell’epoca l’avevano fatta da padrone.

Ma come lasciarsi quando l’amore finisce?

 

Divorzio dello Stato, "nullità" della Chiesa cattolica

Di fronte al fallimento matrimoniale , due sono le strade che si aprono.

A sancire la fine di un matrimonio, dal 1970 nella legislazione italiana è stato introdotto il divorzio, che dissolve il vincolo matrimoniale tra le parti e ne cancella i doveri e le responsabilità giuridiche. Questo vale sia per le unioni civili (quelle celebrate in Comune), sia per un vincolo contratto in chiesa.

Per quanto riguarda il matrimonio "in chiesa", la chiesa cattolica riconosce e sancisce la nullità di un matrimonio religioso quando ritiene che all’epoca della celebrazione mancassero i presupposti necessari per una sua celebrazione valida (da questo punto di vista molti dei matrimoni combinati sarebbero stati nulli, mancando la libera scelta!).

Ma quali sono le cause che portano la Chiesa a dichiarare nullo - cioè inesistente, come se non fosse mai stato celebrato - un matrimonio celebrato in chiesa anche molto tempo prima? Eccone alcune:

  • l’impotenza o impossibilità di condurre a termine il rapporto sessuale penetrativo (deficit erettile, vaginismo...),
  • la mancanza di un sufficiente uso della ragione in uno o in ambedue,
  • l’incapacità di intendere e volere,
  • l’errore circa una qualità della persona,
  • escludere di volere figli,
  • parecchie altre (v. Fonti, 2).

In questi giorni se ne è aggiunta un'altra, nuova e interessante per noi che ci occupiamo della coppia (forse un aggiornamento e attualizzazione delle norme).

 

Mammismo causa di nullità

Il "mammismo", ovvero la "dipendenza psicologica dal genitore", è tra le forme di dipendenza che possono rendere nullo un matrimonio. Lo si legge nella relazione di monsignor Rigon, “capo” del tribunale ecclesiastico in Genova, che afferma:

«La dipendenza patologica dai propri genitori, per cui ogni scelta, ogni mossa è necessariamente sottoposta all'approvazione del genitore - il "mammismo" insomma - è una delle cause di incapacità ad assumere gli oneri coniugali. Il genitore di fatto diventa psicologicamente il vero coniuge, mentre la persona sposata ne diventa il sostituto».

Tra le problematiche di nullità matrimoniale dovuta a «incapacità di assumere gli oneri coniugali», Rigon cita altre situazioni concrete, come quelle di «giovani e adulti che, per immaturità psicologica, sprovvedutezza, mancanza di preparazione alla vita, si sposano senza sapere a cosa vanno incontro», come accade alla persona che è «di fatto incapace di attuare i doveri coniugali e di coppia per impostazioni di vita realizzate dall'infanzia e nell'adolescenza e giovinezza».
Rigon si riferisce inoltre alle «problematiche di tipo sessuale che impediscono o rendono gravemente difficoltosa l'unione coniugale impedendo una normale e naturale vita sessuale di coppia. Tutte le deviazioni e aberrazioni di carattere sessuale che incidono nel coniugio in modo gravissimo perché la vita sessuale non è equilibrata. In genere - ha concluso Rigon - le deviazioni sessuali traggono origine da impostazioni di vita vissute fin dalla giovinezza».

 

Elementi critici, aspetti clinici

Lasciando da parte l’ultima notazione, nella quale - per come viene riferita dalle fonti - i disturbi di tipo sessuale vengono collocati vicino alle deviazioni sessuali (non ci appartiene né la comune classificazione né il linguaggio, ma è ovvio visti i differenti campi di intervento), ci sembra interessante lo sforzo della chiesa cattolica di “guardare dentro” le coppie di oggi. Riteniamo questa nuova attenzione più adeguata ai tempi che corrono e alla emergenti patologie della coppia, considerato anche il considerevole aumento dei casi in cui il matrimonio è dichiarato nullo dalla Chiesa (nel mondo nel 2011 sono stati 44646 i casi, in Italia 2515).

Non va ignorato, a questo proposito, che il pronunciamento del tribunale ecclesiastico avviene anche se solo uno dei due vi ricorre; ed inoltre che - fatto importantissimo - la sentenza della Chiesa ha anche effetti civili, cioè viene accolta come valida anche dallo Stato italiano.

Ciò significa che in caso di dichiarazione di nullità da parte della chiesa cattolica, la legislazione italiana sul mantenimento del coniuge economicamente debole non si applica se non in minima parte; sulla base della considerazione che il matrimonio annullato è come non fosse mai stato celebrato (non si tratta perciò di divorzio). E ciò, osserviamo noi sulla base dell'esperienza clinica, apre la strada a possibili frodi e inganni, a prove pre-costruite al fine di non assumersi gli oneri di mantenimento nel caso di fallimento del matrimonio.

Ci è accaduto più volte di avere in consulenza il/la coniuge più debole, che magari in un primo momento era stato/a ben lieto/a di una soluzione rapida e che restituiva la possiblità di risposarsi in chiesa, elemento importante per molte persone. Salvo poi ricredersi amaramente considerate le conseguenze economiche (resta fermo però l'obbligo del mantenimento dei figli, che non grava sui coniugi ma sui genitori).

Altri motivi per cui si accede al tribunale ecclesiastico, anziché a quello civile, sono quelli relativi alla economicità della procedura (poco costoso, è previsto anche il patrocinio gratuito), tempi più brevi, l'importanza attribuita alle testimonianze dei famigliari più stretti.

 

Conclusioni

Per noi che ci occupiamo di coppie che si amano, e anche di quelle che non si amano più, è sempre più necessaria una conoscenza a 360 gradi di tutti gli aspetti connessi, e che entrano tra le mura del nostro studio attraverso le persone che ci portano le sofferenze, le situazioni  di inganno, le relazioni complesse e irreparabilmente deteriorate che attraversano talvolta tutti gli stadi della manipolazione e della frode.

Conoscere. Non foss’altro che per effettuare invii adeguati ai professionisti di altre aree: legale, religiosa, ecc..

Pur essendo il numero dei matrimoni religiosi in sensibile calo, riteniamo che la nostra attenzione di "tecnici" alle modalità con cui la chiesa cattolica porta avanti oggi l'approfondimento sulle problematiche della coppia sia opportuna; se non altro per l’influenza che ha sul sentire sociale, su alcuni membri delle famiglie estese nel loro articolarsi intergenerazionale, sui figli che - nella fanciullezza - attraversano in elevata percentuale luoghi di aggregazione religiosa cattolica.

Riteniamo anche che il presente contributo possa essere di utilità per tutti quei nostri lettori che per motivi personali, di amicizia, di famigliarità, sono a contatto con le difficolta della coppia oggi.

 

 

Fonti

  1. http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/mammismo-causa-annullamento-matrimonio-sacra-rota.aspx
  2. http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_di_nullit%C3%A0_del_sacramento_del_matrimonio
  3. http://it.wikipedia.org/wiki/Tribunale_della_Rota_Romana