Il mestiere più antico del mondo, non sembra risentire della crisi economica, anzi cambia habitus e si veste di minorenni e di guai.
“Ma la lista di personaggi noti sospettati”, scrive il Messaggero, è appena cominciata.

L’argomento “prostituzione minorile” evoca in noi clinici e genitori, pensieri sociali dal retrogusto amaro, ma vorrei comunque cercare di offrire una lettura che vada oltre il facile moralismo e la classica ricerca del colpevole, spesso correlata alla deriva sociale dei tempi di oggi.

Gli spunti di riflessione e le chiavi interpretative sono svariate e dovrebbero toccare i quattro protagonisti della vicenda:

  • il cliente tipo
  • la minorenne
  • la famiglia della minorenne
  • la società in cui viviamo

 Quando un uomo-cliente fa uso di una sessualità mercenaria e la donna-prostituta è consenziente ed adulta, giudizio moralistico a parte che non appartiene a noi clinici, non vi è nulla di male.

 Quando invece la prostituta è minorenne, la disamina della vicenda obbliga a svariate riflessioni.

Come tutti sappiamo sui giornali di questi giorni impazzano notizie a tinte forti, relative alle “prostitute bambine” e soprattutto ai loro colti e facoltosi clienti. Il rapporto tra psicologia e stampa, si sa, non è poi dalla semplice convivenza. I media comunicano le loro notizie, dalle più clamorose e scandalistiche alle più efferate e la psicologia dovrebbe poi cercare di offrire una chiave interpretativa consona allo spessore dell’argomento trattato.
Questo nuovo e dilagante fenomeno sociale, desta non poche preoccupazioni e prima di gridare allo scandalo, è obbligo di noi clinici, interrogarci sulle cause, spesso poliedriche, che caratterizzano queste scelte sessuali.

Ad uno primo sguardo superficiale, potrebbe sembrare che le giovani ragazze, mosse dal desiderio di essere sempre alla moda e di possedere oggetti griffati, si concedano queste remunerative avventure a cuor leggero, con la spensieratezza dell’età e con l’assoluta assenza di percezione del rischio, oltre che con un conseguente facile e lauto guadagno.

Ma forse le motivazioni sono decisamente più profonde e da cercare altrove.

La “spiegazione consumistica”, che taccia le minorenni di estrema leggerezza, amplificata dal bisogno di omologarsi al gruppo, a mio avviso, è una spiegazione liquidatoria, non fedele alla complessità dell’argomento in questione.
La società di oggi, tende a comprimere l’infanzia, dilatando di conseguenza l’adolescenza. L’adolescenza diventa poi, l’età di un corpo fortemente erotizzato, facilmente esposto, messo online, mercificato e non tutelato da quell’antico ed oramai desueto sentimento: il pudore.

Dare la colpa alla società ed alla sua deriva sociale, caratterizzata da genitori assenti ed assenteisti, anche in questo caso, mi sembra una lettura superficiale e non esaustiva.

Tutte le minorenni di genitori che lavorano e stanno spesso fuori casa, faranno poi le prostitute?
Tutte le ragazzine che desiderano un iphone o un paio di hogan nuove di zecca, venderanno il loro corpo per poterli acquistare?

Le condanne moralistiche, dalla facile pronuncia, portano soltanto a far luce su quello che non va, ma su come cercare di capire prima e modificare dopo, i comportamenti disfunzionali, siamo ancora veramente lontani.

Cambiando il focus della mia osservazione, rivolgo uno sguardo al cliente ed alle sue più profonde esigenze psico/sessuali.
I motivi che inducono a scegliere una sessualità di tipo mercenario, sono spesso svariati ed andrebbero analizzati caso, per caso. Uno dei motivi è sicuramente la ricerca di emozioni forti ed intense, scevre da possibili complicanze emozionali, segue il bisogno di trasgressione e di dominio sulla donna; il rapporto tra denaro, sessualità e potere poi, è senza dubbio indiscusso. Un altro motivo è il narcisismo ed il bisogno di dimostrare a se stessi di essere performanti e potenti sessualmente, elementi necessari per confermare l’identità fallica maschile. Sono uomini, la cui vita gli ha già dato tutto, denaro, potere, affermazione di sé, ma nonostante tutto spesso la noia e la routine, necessitano di forti scossoni, come le “emozioni proibite”, regalate da giovanissime, anzi “baby prostitute”.

Cosa spinge gli uomini ad avere la necessità di pagare una donna, in cambio di favori sessuali, per di più acerba e sessualmente inesperta, se l’epoca in cui viviamo è caratterizzata da un’estrema libertà sessuale, da disinibizione nel comportamento sessuale e dalla possibile facile realizzazione di fantasie erotiche?


Le motivazioni psicologiche sottostanti, sono altre e non sono da ricercarsi nella spregiudicatezza e freschezza del comportamento sessuale femminile, ma nelle reali esigenze, emotive e comportamentali, che sottendono la vita sessuale maschile.

Il “cliente tipo”, sembra essere sufficientemente giovane, un’età compresa tra i trenta ed i sessanta, di bell’aspetto, con un’adeguata vita sentimentale, sociale e sessuale ed il dato emergente è che trattasi di uomini colti e con un lavoro di spessore, come per esempio politici, imprenditori e professionisti.

Quali saranno le motivazioni che spingono questi uomini, ricchi e potenti, a dover pagare ragazze minorenni per avere in cambio favori sessuali?
Quali emozioni vengono ricercate?
Quali sensazioni?
Quale potrebbe essere il comune denominatore che tiene le fila di queste scelte sessuali? Uomini, mariti, spesso padri, cosa cercano realmente?


Le prostitute, generalmente non sono donne sessualmente esigenti, sono accondiscendenti, ascoltano, soddisfano le esigenze maschili e soprattutto, non sono richiedenti sul piano del comportamento sessuale. Se la prostituta è giovanissima, queste caratteristiche di accondiscendenza saranno ancor più presenti, anche sotto le lenzuola, quindi estremamente rassicurante sul piano della performance sessuale. Uno studio, non recentissimo, svolto dalla mia società di sessuologia clinica (ISC), presentato al nostro congresso nazionale di qualche anno addietro, ha analizzato un gruppo di prostitute ed i loro clienti:
Dallo studio è emerso un elemento piuttosto bizzarro, spesso ridondante, presente nel comportamento del cliente tipo: la ricerca/richiesta del bacio. Il “bacio”, elemento spesso demonizzato, non era mai incluso nelle pratiche erotiche perché portatore di possibili contagi e soprattutto perché fautore di “intimità”.

Un’altra chiave interpretativa inerente la scelta della sessualità mercenaria è quella correlata al rapporto tra denaro e potere, tra pagamento e sottomissione, tra potere economico e potere di scelta. L’uomo oggi, tende a riproporre quell’antico modello dominante, nel quale aveva maggiore potere e capacità decisionale. Gli usi e costumi sessuali odierni, sono spesso caratterizzati da donne protagoniste, molto più autonome e potenti del passato, dal punto di vista emotivo, sessuale ed ovviamente economico. Questa dimensione di potere ritrovato da parte delle donne, destabilizza la psiche e sessualità maschile ed intacca il suo atavico ruolo dominante.
Il panorama sociale oggi è caratterizzato da donne molto più attente al loro piacere sessuale, richiedenti ed esigenti.
Questa nuova consapevolezza femminile, spinge l’uomo verso “sentieri amorosi” più semplici e soddisfacenti, che non includano ansia da prestazione, da dimensione, necessità di fare bella figura, obbligatorietà all’innamoramento e soprattutto la libertà di dire e fare quello che risponde alle reali esigenze emotive, sessuali e comportamentali, senza il timore di essere valutati e giudicati

 


 

Per approfondimenti suggerisco le seguenti letture:

 http://www.medicitalia.it/fmassaro/news/4065/Prostituzione-minorile-nei-bagni-della-scuola-perche