Lingue straniere Pochi di noi ricordano quanto è stato facile imparare la nostra lingua madre da bambini. Anche se i risultati non erano così aggraziati e magari scambiavamo una lettera per un’altra, usare oggi la nostra lingua primaria è diventato semplice e istintuale quanto allacciarsi le scarpe o sorridere.

Eppure, di fronte a tanta semplicità, è stupefacente quanta difficoltà incontrino molti adulti nell’apprendimento di nuovi idiomi.

Un nuovo studio ipotizza che le facoltà cognitive più avanzate che sviluppiamo da adulti siano proprio quelle che ci impediscono di imparare nuove lingue.

Perché? Perché ci impegniamo con troppo zelo.

La ricerca mostra che gli adulti sorpassano i bambini nei compiti che richiedono concentrazione e focalizzazione mentale. Ciò avviene perché le aree del cervello coinvolte in tali processi, ossia la corteccia parietale e prefrontale, maturano più lentamente. La conseguenza è che queste abilità migliorano con lo sviluppo e l’età.

Queste stesse abilità, tuttavia, interferiscono con la capacità di imparare alcuni aspetti del linguaggio da adulti, come ad esempio le complicate connessioni che stanno alla base della grammatica.

Gli autori dello studio hanno messo alla prova tale ipotesi.

In un primo esperimento ai partecipanti è stato detto di ascoltare semplicemente una lista di parole appartenenti a un linguaggio inventato dagli studiosi. Nel secondo esperimento, i soggetti dovevano cercare di identificare schemi, motivi e categorie che legavano le parole ascoltate.

I ricercatori hanno stimolato lo “sforzo”, nel secondo esperimento, assegnando ai partecipanti una serie di quiz di apprendimento; dovevano premere un bottone quando ritenessero di aver capito un certo aspetto del linguaggio fittizio, ossia un gruppo di parole compiuto o un certo schema grammaticale.

Dopo l’esperimento, gli studiosi hanno valutato il punteggio raggiunto da entrambi i gruppi, quello degli “ascoltatori” e quello degli “apprendisti”.

I risultati hanno mostrato che il secondo gruppo, a cui era stato detto di cercare di imparare attivamente, non hanno superato il primo gruppo che aveva semplicemente ascoltato. Gli “apprendisti” sono risultati migliori degli “ascoltatori” nell’identificare singole parole del linguaggio artificiale, ma entrambi sono stati ugualmente capaci di identificare gli schemi grammaticali sottostanti al linguaggio. Nell’apprendimento di categorie di parole, d’altro canto, solo gli “ascoltatori” sono risultati appena migliori del caso. Cioè a dire, gli “apprendisti” hanno dato in media solo risposte a caso, mentre gli “ascoltatori” hanno fatto appena meglio.

Gli autori concludono che cercare di imparare troppo attivamente una lingua può essere controproducente.

Perciò, se non ci riesci, siediti e ascolta.

Fonte:
Machines Like Us online. 2014. If at first you don't succeed, sit back and listen.