Il trattamento chirurgico standard del tumore prostatico, la prostatectomia radicale è stata eseguite per circa un ventennio con la tecnica chirurgica tradizionale. Quella, cioè, che prevede di effettuare un'incisione dell'addome e di procedere alla rimozione della ghiandola prostatica dalla sua sede. E' noto, che oltre al rischio di perdite di sangue che nelle migliori casistiche internazionali è mediamente di circa 1 litro1, questo intervento, per quanto efficace dal punto di vista della qualità di cura oncologica, sia gravato dal rischio di incontinenza urinaria e di impotenza (cioè di mancata erezione). 

Per cercare di migliorare i risultati funzionali della prostatectomia radicale (l'incontinenza e l'impotenza) sono stati proposti nuovi approcci chirurgici come la laparoscopia e più recentemente la robotica (per approfondimenti La Prostatectomia Radicale Robotica con sistema da Vinci luci e ombre) tuttavia, a fronte di un solido entusiasmo iniziale, i dati di confronto sono sempre stati poco conclusivi a causa della mancanza di studi scientifici di qualità che attestassero la bontà o meno dei nuovi trattamenti. 

 

Proprio recentemente, nonostante manchino ancora studi scientifici condotti in modo metodologicamente incontestabile, l'Associazione Europea di Urologia (EAU - www.uroweb.org) l'organo istituzionale più importante in Europa, si è esposta maggiormente a favore della chirurgia robotica ed ha pubblicato le proprie raccomandazioni sotto forma di linee guida2

 

CURA DEL TUMORE: per quanto riguarda la qualità di cura dal punto di vista oncologico, cioè la possibilità di guarire dal tumore, chirurgia aperta e chirurgia robotica si equivalgono. L'esperienza del chirurgo fa la differenza.

oncology

 

CONTINENZA: per quanto riguarda la possibilità di un recupero più rapido della continenza, fermo restando i limiti degli studi disponibili, "l'uso della chirurgia robotica è raccomandato". 

continence

 

EREZIONE: per quanto riguarda la possibilità di recupero dell'erezione: "l'uso della chirurgia robotica o della laparoscopia sono raccomandati".

potency

 

A fronte di queste raccomandazioni della EAU, e' importante prima di tutto sottolineare che al di là dei potenziali vantaggi insiti in una metodica, quello che la maggior differenza è l'esperienza del chirurgo. 

Meglio un'utilitaria nelle mani di un campione che una supercar nelle mani di un neopatentato!

 

Conclusioni

Fermo restando la qualità non eccezionale degli studi pubblicati fino ad oggi, l'ASSOCIAZIONE EUROPEA DI UROLOGIA raccomanda l'uso della chirurgia robotica nel trattamento chirurgico del tumore prostatico allo scopo di mantenere la qualità oncologica di cura, e di migliorare quelli che sono i più importanti risultati funzionali: potenza e continenza urinaria e sottolinea che l'obiettivo più importante, la qualità di cura del tumore dipende dall'esperienza del chirurgo, indipendentemente dalla tecnica utilizzata.

 

Bibliografia

1) Coelho RF, Rocco B, Patel MB, Orvieto MA, Chauhan S, Ficarra V, Melegari S,Palmer KJ, Patel VR. Retropubic, laparoscopic, and robot-assisted radical prostatectomy: a critical review of outcomes reported by high-volume centers. J Endourol. 2010 Dec;24(12):2003-15

2) Merseburger AS, Herrmann TR, Shariat SF, Kyriazis I, Nagele U, Traxer O, Liatsikos EN. EAU Guidelines on Robotic and Single-site Surgery in Urology. Eur Urol. 2013 May 25