Varicocele, altri dati su cui riflettere

Dr. Giulio BiagiottiData pubblicazione: 03 dicembre 2012

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https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21474792

 L’articolo citato sopra, uscito solo qualche mese fa sul Journal of Andrology, è molto interessante. L’autore fa una doverosa premessa: la letteratura è piena di articoli che suggeriscono come il Varicocele induca una infertilità apparentemente progressiva tanto che la Varicocelectomia è tra gli interventi più praticati sul maschio infertile. La procedura di Iniezione IntraCitoplasmatica dello Spermatozoo (ICSI) è anch’essa un importante presidio terapeutico per le coppie che hanno il varicocele come cofattore di infertilità.

Lo studio, che è retrospettivo ovvero fa la conta di quanto successo nel passato e del quale si è tenuta memoria, valuta gli effetti della Varicocelectomia in termini di Pregnancy-Rate ottenuta con la ICSI. Altra doverosa premessa è che in tutte le coppie studiate non c’erano fattori femminili di infertilità. Tutte le coppie  sono state sottoposte ad ICSI, una parte di queste senza fare interventi sul Varicocele e un’altra parte sottoposte ad ICSI dopo correzione chirurgica del Varicocele.

In entrambi i gruppi sono stati valutati i parametri seminali prima e dopo la ICSI e quindi verificato l’impatto sul Pregnancy-Rate di tutte le coppie. Gli autori, rimandando al lavoro originale per i crudi numeri, concludono con una frase che racchiude un interessante messaggio: Le coppie in cui è stata eseguita la correzione del varicocele prima della fecondazione assistita hanno lo stesso Pregnancy-Rate di quelle che il Varicocele lo hanno ignorato, 31.1% contro 30.9%. La differenza dello 0.2% non è infatti significativa. Anche il tasso di abortività è lo stesso tra i due gruppi.

Le conclusioni del lavoro dovrebbero perlomeno far riflettere coloro i quali, di fronte ad una coppia con varicocele, sono chiamati a suggerire la migliore strategia da adottare in vista di una procedura di fecondazione assistita.

 

Autore

giuliobiagiotti
Dr. Giulio Biagiotti Andrologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1984 presso Università di Perugia.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Perugia tesserino n° 4114.

9 commenti

#1
Dr. Roberto Mallus
Dr. Roberto Mallus

Interessante e nelle conclusioni è un po quello che era già da tempo nella mente di molti di noi.
La domanda però è : se non lo opero di varicocele sicuramente troverà qualcuno disposto a farlo...

#2
Dr. Giulio Biagiotti
Dr. Giulio Biagiotti

giusto. Ma occorrerebbe interrompere quella specie di riflesso pavloviano per cui alla parola varicocele scatta la molla del "ti opero" ( perchè non so fare altro di utile)...

#4
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Caro Giulio,
articolo interessante quello da te citato e non sposta di una virgola il mio personale atteggiamento clinico.
Io personalmente opero varicoceli sintomatici o in presenza di dispermia in maschi giovani.
Le mie indicazioni chirurgiche si possono riassumere in questo modo:
un adolescente con testicoli che non “crescono”;
un uomo con varicocele , “tumefazioni” , senso di pesantezza e soprattutto dolore;
un uomo adulto, non oltre i 30-35 anni (qui c'è da considerare anche l'età della partner), con una dispermia accertata ed “infertilità verificata”,
se è presente solo dolore testicolare, in questi casi bisogna sempre informare il paziente che l’intervento può non essere risolutivo.
Non opero un varicocele quando:
non si hanno problemi a livello del liquido seminale;
se non si ha un reflusso basale all’ecocolordoppler fatto.

#5
Dr. Giulio Biagiotti
Dr. Giulio Biagiotti

appunto.il varicocele è un aspetto dell'infertilità maschile in un mare di variabili da "pesare" una per una con estrema attenzione.
il mito da sfatare è: io opero il varicocele allora sono un "andrologo". doppio pfui!!

#6
Specialista deceduto
Dr. Giorgio Cavallini

Che altro dire: se non un vecchio detto: Che il varuicocele salva la "faccia" dell' "aspirante" andrologo.

#9
Prof. Federico Guercini
Prof. Federico Guercini

Cari Amici,
mi pare nel 2005, con il gruppo di Trieste (Belgrano, Trombetta ecc.) facemmo una Consensus Conference (poi pubblicata) sul varicocele. Le conclusioni, circa la necessità dell'intervento, alle quali eravamo arrivati e sulle quali tutti erano d'accordo erano state le seguenti:
Il varicocele si opera in presenza di:
1)dispermia soprattutto nel numero. E' importante in questi casi avvisare il paziente che l'intervento in taluni casi nei primi 6 mesi peggiora i dati seminologici e che con una discreta possibilità(cito a memoria perchè non ricordo le percentuali), non si avrà mai un miglioramento degli stessi ma solo un arresto del peggioramento.
2)varicocele doloroso.
3)due color doppler di seguito a distanza di 6 mesi, con peggioramento evidente del grado.
Ma forse con questo scambio di idee siamo fuori tema, in quanto l'articolo citato parlava non di fertilità dopo varicelectomia, ma di pregnancy rate dopo varicelectomia e ICSI. Onestamente questo articolo mi è sembrato una "pi...a mentale".E a voi?
Grazie e saluti

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