Visita cardiologica per bambini in età scolare: quando rivolgersi al cardiologo?
Molti genitori cercano informazioni su quando far fare una visita cardiologica al proprio bambino. Un soffio al cuore, la pratica sportiva, una familiarità per malattie cardiache o semplicemente un dubbio possono generare preoccupazione. Ma quando è davvero utile rivolgersi a un cardiologo? Ecco le risposte alle domande più frequenti dei genitori quando si tratta del cuore dei bambini.
Indice
Il cuore del bambino è diverso da quello dell’adulto?
È vero: il corpo di un neonato o di un bambino è diverso da quello di un adulto ed è per questo che esiste la figura del pediatra.
Tuttavia, la struttura anatomica del cuore del bambino è molto simile a quella dell’adulto.
Il cuore è formato da quattro cavità, quattro valvole e dai grandi vasi principali: cambiano le dimensioni e alcuni meccanismi di adattamento legati alla crescita, ma l’anatomia di base è la stessa.
Durante la scuola di specializzazione in Cardiologia si studia l’apparato cardiovascolare dall’embrione fino all’età adulta, acquisendo le basi per riconoscere sia un cuore normale sia eventuali anomalie strutturali.
Esiste la cardiologia pediatrica?
In Italia non esiste formalmente una specializzazione universitaria distinta in “Cardiologia Pediatrica”.
Esistono però cardiologi che scelgono di approfondire in modo specifico lo studio e la pratica delle cardiopatie congenite nel bambino, dedicandosi prevalentemente ai piccoli pazienti.
Questi specialisti si occupano di:
- diagnosi delle cardiopatie congenite,
- monitoraggio nel tempo,
- terapia medica,
- indicazione all’intervento cardiochirurgico quando necessario.
Cardiologo dell’adulto e bambini: quale ruolo?
Un cardiologo ecografista dell’adulto, pur non essendo superspecializzato in cardiopatie congenite complesse, ha le competenze per:
- eseguire un ecocardiogramma nel bambino,
- valutare se l’anatomia cardiaca è normale,
- riconoscere eventuali difetti strutturali evidenti,
- distinguere un soffio al cuore innocente da un sospetto patologico,
- decidere se sia necessario indirizzare il bambino a un cardiologo che si occupa specificamente di età pediatrica.
Questo significa che, in presenza di un dubbio, una visita cardiologica pediatrica di primo livello può già fornire risposte chiare e tempestive.
Soffio al cuore nel bambino: è sempre pericoloso?
Uno dei motivi più frequenti di richiesta di valutazione è il soffio al cuore nel bambino.
Nella maggior parte dei casi, il soffio è innocente e non è espressione di una cardiopatia.
L’ecocardiogramma consente di escludere con precisione la presenza di difetti strutturali.
Difetti cardiaci congeniti: quali sono i più comuni?
Tra i difetti congeniti più frequenti troviamo:
- Difetto interatriale (DIA): può rimanere asintomatico per anni e talvolta per tutta la vita. In alcuni casi richiede chiusura percutanea o chirurgica.
- Difetto interventricolare (DIV): più raro. Nelle forme piccole tende spesso a chiudersi spontaneamente entro i primi due anni di vita.
Esistono cardiopatie congenite più complesse che:
- vengono diagnosticate già durante la gravidanza con l’ecografia morfologica fetale,
- richiedono un intervento cardiochirurgico nei primi mesi di vita,
- necessitano di controlli ravvicinati per individuare il momento migliore per intervenire.
Alcune di queste condizioni, se non trattate, non sarebbero compatibili con la vita oltre pochi mesi.
Quando fare un ecocardiogramma al bambino?
L'ecocardiogramma nel bambino può essere indicato in caso di:
- soffio cardiaco rilevato dal pediatra,
- dolore toracico ricorrente,
- affaticamento anomalo durante lo sport,
- familiarità per cardiopatie,
- controllo prima dell’attività sportiva agonistica.
Un ecocardiogramma nel bambino è un esame non invasivo, indolore e altamente affidabile.
Consigli per i genitori
Se avete un dubbio sul cuore di vostro figlio, la cosa più importante è una valutazione competente.
Nella maggior parte dei casi si tratta di condizioni benigne. Nei rari casi in cui emergano anomalie significative, una diagnosi precoce permette di indirizzare rapidamente il piccolo paziente verso il percorso specialistico più adeguato.
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