Un caffè per il chirurgo? Si, grazie!

Dr. Andrea FavaraData pubblicazione: 13 luglio 2015

Il caffè è conosciuto in tutto il mondo così come le sue proprietà. Uno studio negli Stati Uniti ha osservato che il 96% degli adulti lo ha assaggiato almeno una volta e in una piccola comunità l'86% erano consumatori abituali.

Oltre a far parte della cultura, è noto per migliorare la vigilanza e attività cognitive semplici ad esempio psicomotorie, soprattutto durante la veglia prolungata e la deprivazione del sonno.

I medici in genere sono spesso sottoposti ad eccessivo carico di lavoro e soprattutto durante i turni notturni più esposti ad errori.

Un lavoro appena pubblicato su Annals of Surgery ha studiato il rapporto tra consumo di caffè e chirurghi ospedalieri.

3306 chirurghi presenti a 5 diversi congressi internazionali in Germania sono stati intervistati con questionari anonimi in merito al consumo di caffè, bibite contenenti caffeina e compresse di caffeina assunti col fine di migliorare alcune abilità cognitive sul lavoro e nella loro vita privata.

La ragione principale addotta per il consumo di caffè è stata 'ridurre la stanchezza' (54, 3%). Altre ragioni sono risultate essere il lavoro notturno (32,2%) e l' orario di lavoro prolungato (31,7%).

La prevalenza del consumo durante la carriera è stata del 66.8% per quanto riguarda il caffè, 24,2% per le bibite contenenti caffeina e 12,6% per la caffeina in compresse.

Hanno dimostrato essere associati ad un maggiore consumo di caffè in modo significativo i giovani, maschi, divorziati, con figli, insoddisfatti del proprio lavoro e sotto pressione nel contesto privato.

In conclusione quindi i chirurghi utilizzano spesso caffè e caffeina per far fronte a stanchezza e lunghi orari di lavoro.

Lo studio presenta qualche limite nel senso che solo il 36.4% dei partecipanti ha risposto a tutte le domande e gli autori riconoscono che i dati reali potrebbero essere diversi.

Non è stato infine indagato il rapporto temporale tra assunzione di caffè ed esecuzione di interventi chirurgici, cosa che potrebbe costituire il soggetto di un futuro studio.

 

Fonte:

Annals of Surgery,2015;261(6):1091-1095

Autore

andreafavara
Dr. Andrea Favara Gastroenterologo, Chirurgo apparato digerente, Colonproctologo, Chirurgo generale

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 presso Universita' Studi Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 31610.

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